Achille Lauro: visita in ospedale ai ragazzi ustionati del Crans Montana

Il cantante ha esaudito il desiderio dei ragazzi rimasti feriti nell’incendio di Capodanno facendo loro visita al reparto grandi ustionati del Niguarda

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Sara Gambero

Giornalista esperta di Spettacolo e Lifestyle

Una laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia del Cinema. Appassionata di libri, film e del mare, ha fatto in modo che il lavoro coincidesse con le sue passioni. Scrive da vent’anni di televisione, celebrities, costume e trend. Sempre con un occhio critico e l'altro divertito.

Achille Lauro cuore grande. Il cantante, che è diventato, senza volerlo, cornice in  qualche modo di un terribile fatto di cronaca nera che ha colpito l’animo tutti noi, quel terribile rogo di Capodanno in cui hanno perso la vita 41 persone, tra cui 6 ragazzi italiani, da quando la mamma di una delle vittime, Achille Barosi, ha scelto la sua canzone Perdutamente, amatissima dal figlio, per accompagnare il feretro durante il funerale non si è mai tiraro indietro e ha fatto molto più del richiesto.

Intanto Lauro aveva già omaggiato le vittime della strage durante il Festival cantando proprio  il brano Perdutamente. Pochi giorni fa, è diventata virale una sua foto scattata all’Ospedale Niguarda, dove Achille è arrivato, a sorpresa, per accontentare i ragazzi ricoverati, che avevano espresso il desiderio di incontrarlo. Detto fatto, Achille si è presentato nel reparto Grandi Ustionati.

Presenti l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso e gli operatori sanitari. Lauro ha incontrato anche alcuni giovani già dimessi e i genitori delle vittime della strage.

D’altrone che  Achille sia un artista molto sensibile e legato ai temi di disagio e difficoltà giovanile non è un mistero. Anche in virtù del suo passato e di alcune situazioni vissute direttamente sulla sua pelle, Lauro da sempre aiuta e si occupa di problematiche giovanili. Nel 2026 ha fondato la Fondazione Madre, un ente no-profit nato per sostenere giovani tra 11 e 21 anni in situazioni di fragilità, disagio sociale e dipendenze. Il progetto prevede l’apertura di una casa di accoglienza a Zagarolo (Roma) e iniziative negli ospedali pediatrici, e riflette il suo impegno personale per la rinascita dei ragazzi.

Nonostante il legame da sempre fortissimo con sua mamma (punto di riferimento ed esempio di altruismo e generosità disinteressata verso i più bisognosi) a 14-15 anni Achille è andato a vivere con il fratello maggiore Federico – oggi produttore per la Quarto Blocco – , allontanandosi dai genitori che si erano trasferiti in un’altra città. Lauro ha sempre descritto quegli anni come un periodo di solitudine e “vita fisica”, in cui la violenza era spesso presente nel quartiere e nella sua vita. Questo vissuto ha ispirato il concetto di Ragazzi Madre, titolo di un suo album e di un recente documentario che racconta come molti giovani crescano da soli, e in mezzo a varie difficoltà,  in contesti di periferia.

E noi stiamo annegando, naufragando, è un romanzo
Sono solo a fare a botte con gli amici miei
Sto strisciando verso il letto e non ci sei
Noi prima A dirsi: “Mai una vita come i tuoi”
Sì, piuttosto disperati come noi

(Da Incoscienti giovani)

Ragazzi in strada a morire per farsi
Per sentirsi liberi, soltanto più liberi
E se bastasse una notte, sì, per farci sparire
Cancellarci in un lampo come un meteorite
Sì, godersi l’impatto e non ci importa la fine

(Perdutamente)

Come sempre, solo chi ha vissuto situazioni simili può davvero capire, condividere e soprattutto tradurre in poesia stati d’animo ed emozioni. E Lauro, un po’ come Vasco per la generazione anni ’80, è in assoluto uno di quelli che riesce a farlo meglio. Senza tirarsi mai indietro, e mettendoci sempre la faccia.

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