Anche quest’anno si sono tenuti i tanto attesi premi David di Donatello: la 71ª edizione, condotta da Bianca Balti e Flavio Insinna, si è conclusa incoronando come Miglior film Le città di pianura, decretando come Miglior attrice protagonista Aurora Quattrocchi per Gioia mia e Miglior attore protagonista Sergio Romano proprio per Le città di pianura. Conosciamo meglio l’attore bresciano che ha trionfato ai Premi e che, nel suo carnet, ha anche lavorato con Gabriel Garko.
Sergio Romano, chi è l’attore di Le città di Pianura incoronato Miglior Film
Nato a Brescia l’11 aprile 1965, Sergio Romano ha costruito la sua carriera negli anni con discrezione, talento e una lunga serie di ruoli che lo hanno reso uno dei volti più riconoscibili della fiction italiana. Il grande pubblico ha iniziato a conoscerlo soprattutto grazie alla collaborazione con Gabriel Garko nella celebre serie tv L’onore e il rispetto, dove interpretava il commissario Carlo Maffei, personaggio intenso e rigoroso che ha contribuito a consolidare la sua presenza sul piccolo schermo.
Già nel 2002, però, il mondo del teatro aveva riconosciuto le sue qualità artistiche assegnandogli il prestigioso Premio Hystrio all’Interpretazione, conferma di una versatilità che negli anni lo avrebbe portato a spaziare tra cinema, teatro e televisione.
Nel 2010 Sergio Romano entrato nel cast di Caldo criminale, mentre dal 2014 ha conquistato il pubblico di Squadra antimafia – Palermo oggi interpretando Giovanni Spagnardi, ruolo che gli ha regalato ulteriore popolarità grazie al successo della serie. Qualche anno più tardi, nel 2019, è apparso anche in Che Dio ci aiuti nei panni dell’oncologo Pietro Santoro, mostrando ancora una volta la sua capacità di adattarsi a personaggi molto diversi tra loro.
La svolta definitiva arriva però nel 2025, quando Sergio Romano diventa il protagonista del film Le città di pianura di Francesco Sossai. Un’interpretazione intensa e profondamente umana che gli è valsa proprio la vittoria del David di Donatello 2026 come miglior attore protagonista, consacrandolo definitivamente tra i grandi nomi del cinema italiano contemporaneo.
Sergio Romano, l’emozionante discorso sul palco dei David di Donatello
Certe volte basta un discorso di pochi minuti per trasformare una vittoria in uno dei momenti più emozionanti dell’anno ed è proprio quello che è successo ai David di Donatello 2026 quando Sergio Romano è salito sul palco di Cinecittà per ritirare il premio come miglior attore protagonista per il film Le città di pianura.
Alla sua prima candidatura l’attore ha conquistato subito uno dei premi più prestigiosi del cinema italiano, imponendosi in una serata dominata proprio dal film di Francesco Sossai che ha trionfato con otto David. Eppure, nel momento più importante della sua carriera, l’attore ha scelto di spostare l’attenzione lontano da sé.
Dal palco, emozionato ma lucidissimo, Romano ha parlato del bisogno di raccontare l’Italia reale, quella meno patinata, più fragile e autentica: “L’Italia ha bisogno di essere raccontata e vista”, ha dichiarato davanti alla platea di Cinecittà, trasformando il suo ringraziamento in una riflessione molto più ampia sul cinema e sul presente del Paese.
Le sue parole hanno immediatamente fatto il giro del web e in pochi minuti, sui social, si sono moltiplicati commenti e condivisioni, con molti utenti che hanno definito il suo intervento “il momento più vero della serata”.
E forse è stato proprio questo a rendere così potente il suo discorso, fatto di emozioni vere e zero frasi studiate a tavolino, soprattutto quando Sergio Romano ha voluto ricordare che il cinema non serve solo a intrattenere, bensì anche a osservare il mondo, a raccontarlo e, qualche volta, persino a comprenderlo meglio.
Nel suo discorso l’attore ha dedicato il premio alla troupe, ai colleghi e a Pia Lanciotti, figura importante del film e del suo percorso artistico.