Emma Bonino, come sta dopo la notte in ospedale: l’affetto della rete e quelle parole sul valore della donna

Emma Bonino è ricoverata a Roma e le sue condizioni restano monitorate. Dal mondo politico e dalla rete arriva il sostegno alla leader di +Europa

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Claudia Giordano

Content editor Lifestyle e digital strategist

Appassionata di marketing e comunicazione, li ha trasformati in lavoro e si divide tra la professione di social media strategist, scrittrice e content editor.

Emma Bonino è stata ricoverata nelle scorse ore all’ospedale Santo Spirito di Roma e le notizie sulle sue condizioni di salute hanno immediatamente destato preoccupazione. La storica leader radicale, 78 anni, sarebbe arrivata nella struttura sanitaria in codice rosso nella serata di lunedì 7 settembre dopo un peggioramento delle sue condizioni respiratorie. Il quadro clinico è stato descritto come serio, tanto da rendere necessario il trasferimento in terapia intensiva per precauzione. Secondo le informazioni emerse, tuttavia, Emma Bonino sarebbe rimasta vigile e lucida. Una nuova difficile prova insomma per la leader politica che, negli ultimi anni, ha affrontato apertamente anche le sue battaglie più difficili sul fronte della salute.

Emma Bonino ricoverata in terapia intensiva: come sta

Proprio ieri il mondo politico ha trattenuto il fiato per quanto stava accadendo ad Emma Bonino, trasportata in ambulanza all’ospedale Santo Spirito di Roma dove i medici hanno immediatamente avviato tutti gli accertamenti necessari per comprendere le cause del malessere e valutare l’evoluzione del quadro clinico. Secondo le prime informazioni, a rendere necessario il ricovero sarebbe stato un peggioramento della funzionalità respiratoria della leader politica.

Il suo medico curante, Claudio Santini, sarebbe rimasto in costante contatto con l’equipe che sta seguendo la politica all’interno della struttura romana e, nonostante le condizioni vengano indicate come gravi, un elemento rassicurante arriva dallo stato di coscienza della 78enne: Emma infatti sarebbe vigile e lucida, ma il trasferimento in terapia intensiva sarebbe stato deciso in via precauzionale, così da consentire un monitoraggio continuo dei parametri durante la notte che comunque sembrerebbe essere trascorsa tranquilla.

Non è la prima volta, negli ultimi mesi, che la salute della fondatrice di +Europa desta apprensione: già lo scorso 30 novembre 2025 era stata ricoverata a causa di un’insufficienza respiratoria, rimanendo in ospedale per circa una settimana prima delle dimissioni.

Una storia medica che inevitabilmente riporta anche alla battaglia più importante affrontata da Bonino: nel 2015 la leader politica aveva infatti annunciato di essere stata colpita da un microcitoma polmonare, una forma di tumore al polmone dal quale poi aveva annunciato di essere guarita nel 2023.

La notizia del nuovo ricovero ha suscitato immediatamente numerosi messaggi di vicinanza dal mondo politico. Carlo Calenda ha espresso il sostegno personale e quello della comunità di Azione, invitandola a “tenere duro” e anche Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva, le ha rivolto pubblicamente un augurio di pronta guarigione. Ma il sostegno è arrivato anche da cittadini comuni e persone che, attraverso i social, hanno voluto esprimere la loro vicinanza e il loro supporto.

Emma Bonino e quelle parole sulla violenza contro le donne ancora attuali

Figura centrale della politica italiana ed europea, Emma Bonino ha attraversato decenni di vita pubblica: storica esponente radicale, parlamentare, più volte ministra e commissaria europea dal 1994 al 1999, ha legato il suo nome a numerose battaglie per i diritti civili. Come  nel caso delle parole pronunciate nel 2023, ma che oggi sembrano conservare intatta tutta la loro attualità: in un’intervista rilasciata a Quotidiano Nazionale, la storica leader radicale aveva affrontato uno dei temi al centro del dibattito pubblico ovvero la violenza contro le donne.

Alla domanda sull’esistenza del patriarcato, Bonino aveva preferito utilizzare un’espressione diversa: “supremazia del maschio”, una cultura persistente, spiegava, secondo la quale la donna finisce troppo spesso per essere considerata proprietà di qualcuno.

La politica ricordava anche lo slogan femminista degli anni Settanta, “Io sono mia”, ammettendo di averne compreso pienamente il significato soltanto con il passare del tempo. Perché, secondo la sua riflessione, la donna viene ancora percepita come appartenente alla famiglia, alla comunità, alla religione o a un uomo.

Bonino affrontava anche il tema delle possibili risposte alla violenza di genere: più che introdurre continuamente nuovi reati, sottolineava la necessità di applicare le leggi già esistenti e investire sull’educazione, riportando nella scuola un’educazione civica aggiornata, capace di insegnare il rispetto di chi è diverso da noi.

Ma c’era soprattutto un passaggio che oggi continua a far riflettere: per cambiare davvero la cultura, sosteneva Bonino, anche gli uomini devono assumersi pubblicamente la responsabilità del cambiamento.

Un pensiero pronunciato tre anni fa che, alla luce dei continui casi di violenza sulle donne, conserva ancora oggi una forza difficile da ignorare.

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