Bijou Phillips, chi è la modella che lotta per la vita a 45 anni: l’appello per un rene

È stata la "wild child" preferita dai tabloid, oggi Bijou Phillips è una madre single che grida il suo dolore e lancia un accorato appello per trovare un nuovo rene

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Nicoletta Fersini

Giornalista, Content Editor, SEO Copywriter

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Quella di Bijou Phillips è una storia dolorosa, tornata sotto i riflettori nel febbraio 2026, quando ha lanciato un appello sui social: l’attrice e modella a 45 anni affronta la sfida più difficile e ha bisogno di un nuovo trapianto di rene. Erede di una famiglia di artisti e con alle spalle un’infanzia travagliata, quello della Phillips non è solo il ritratto di una star, ma di una madre single che non vuole arrendersi.

La “wild child” erede dei Phillips

Classe 1980, Bijou Phillips è nata a Greenwich, nel Connecticut. Per capire meglio chi è, bisogna immaginare una bambina nata sotto i riflettori ma cresciuta nell’ombra di una dinastia tanto leggendaria quanto tormentata. Figlia di John Phillips, leader dei The Mamas & the Papas, e dell’attrice sudafricana Geneviève Waïte, Bijou è cresciuta in un turbinare di arte e fragilità, con un’infanzia segnata da numerosi affidi temporanei e da una libertà precoce. Aveva solo 14 anni quando è andata a vivere da sola per la prima volta, a New York: il primo passo per diventare la “wild child” preferita dai tabloid.

Non c’è voluto molto prima che il suo volto magnetico conquistasse le copertine delle più importanti riviste del tempo, come Vogue e Interview, rendendola così una vera e propria icona della moda “cruda” di quegli anni.

Ma per la giovane Bijou questo non bastava. Al di là dell’apparenza, uno dei suoi obiettivi era dare voce al proprio mondo interiore, ragion per cui si è dedicata alla musica, realizzando l’album I’d Rather Eat Glass. Poi è arrivato il cinema, in cui ha messo a nudo il suo talento nella recitazione in film come Quasi famosi e Bully, scegliendo sempre ruoli complessi, donne “borderline” che riflettevano parti di sé.

La malattia e quel trapianto di rene che non è bastato

Quella di Bijou Phillips è stata una carriera vissuta al massimo, ma non tutti sanno che ha sempre nascosto un lato oscuro, fatto di dolore. Nata con i reni gravemente sottosviluppati, ha trascorso i primi tre mesi di vita in dialisi e questa condizione congenita l’ha accompagnata silenziosamente per tutta la vita, fino al 2017, quando sembrava che il peggio fosse passato.

Tutto grazie all’immenso gesto di un amico, che le ha donato un rene nuovo. Una seconda possibilità che l’attrice ha accolto come un miracolo e che per otto anni le ha permesso di essere la madre che voleva, vivendo una vita serena. Come se già non fosse abbastanza, però, il destino le ha riservato una brutta sorpresa: a causa di un virus risvegliatosi nel suo organismo, il rene trapiantato ha avuto un rigetto.

L’appello disperato di una madre single

All’età di 45 anni, Bijou Phillips è stata costretta a tornare in ospedale e a lanciare un accorato appello a chiunque, conoscenti o semplici fan: “Ho bisogno di aiuto per trovare un rene. Ve lo chiedo come amica, sorella, zia e, soprattutto, come madre single di una figlia incredibile e coraggiosa. Ho bisogno di un rene“, ha scritto su Instagram.

Poi ha dato qualche dettaglio in più, spiegando come funziona il processo di donazione e come si può diventare donatore vivente. Infine, ha raccontato brevemente la sua storia, per chi ancora non la conoscesse: “Sono nata con reni sottosviluppati e ho trascorso i primi tre mesi di vita in terapia intensiva neonatale (NICU) in dialisi. Nel 2017, ho ricevuto l’incredibile dono di un rene da un caro amico. Quel trapianto mi ha regalato 8 anni preziosi per essere madre per mia figlia, ma da allora ho avuto molte complicazioni, tra cui il virus BK che ha portato a un rigetto sia cellulare che anticorpale. Attualmente sono sotto le cure del dottor Anjay Rastogi all’UCLA e di nuovo in dialisi. Per favore, aiutatemi a trovare un donatore vivente così da poter avere più tempo con mia figlia, la mia famiglia e i miei amici. Il tempo è fondamentale”.

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