Annabel Schofield, le cause della morte dell’attrice di Dallas

L'attrice di "Dallas" si è spenta a 62 anni, che cosa ha portato Annabel Shofield fino al tragico epilogo

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Martina Dessì

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Annabel Schofield, l’indimenticabile Laurel Ellis della serie cult Dallas, si è spenta a Los Angeles all’età di 62 anni. La notizia, confermata nelle ultime ore da The Hollywood Reporter, ha scosso profondamente il mondo dello spettacolo e della moda, settori che l’hanno vista protagonista assoluta per oltre tre decenni. Ma cosa le è successo davvero?

La battaglia contro la malattia

Stando a quanto riportato dalle testate d’oltreoceano, la scomparsa dell’attrice e supermodella gallese Annabel Shofield, avvenuta lo scorso 28 febbraio, è stata causata dalle complicazioni legate a una patologia tumorale. Una battaglia combattuta con la stessa discrezione e dignità che avevano contraddistinto la sua transizione dalle passerelle dell’alta moda ai set cinematografici di Hollywood. Annabel lascia un’eredità artistica vasta, che spazia dal glamour delle copertine patinate alla produzione cinematografica d’avanguardia.

Dalla “Cool Britannia” allo spot che fece storia

Nata nel 1963 a Llanelli, nel Galles, Annabel Schofield era figlia d’arte: suo padre, John D. Schofield, era un stimato produttore britannico. Ma fu la sua bellezza statuaria e il suo sguardo penetrante a imporla inizialmente come musa della scena post-punk e New Romantic londinese.

Negli anni in cui Vivienne Westwood rivoluzionava il costume, Annabel diventava il volto di punta di Vogue Italia e la prediletta del leggendario David Bailey. Prima di approdare al cinema, divenne un fenomeno della cultura pop globale grazie a uno spot pubblicitario per i jeans Bugle Boy: alla guida di una Ferrari nera nel deserto, la sua domanda sfacciata – “Scusa, sono Bugle Boy i jeans che stai indossando?” – si trasformò in un tormentone generazionale che le aprì le porte della California.

Il successo in Dallas e l’incontro con J.R. Ewing

Il grande salto verso la recitazione avvenne nel 1988, quando si unì al cast di Dallas. Nei panni di Laurel Ellis, Annabel portò una ventata di freschezza e ambizione nelle trame torbide della famiglia Ewing. Il suo personaggio non fu una semplice comparsa: Laurel divenne una pedina fondamentale nei giochi psicologici dello spietato J.R. Ewing, interpretato da Larry Hagman, incarnando perfettamente il ruolo dell’outsider incrina gli equilibri di potere basati sul petrolio.

Oltre alla televisione, la Schofield lascia il segno anche sul grande schermo, lavorando con mostri sacri come Charlton Heston nel kolossal sci-fi Solar Crisis.

Una vita dietro le quinte e il legame con Heath Ledger

L’intelligenza vivace di Annabel la portò presto a sentire stretto il ruolo di sola attrice. Negli anni Duemila scelse di passare “dall’altra parte della barricata”, lavorando nella produzione di pellicole di successo come I fratelli Grimm e l’incantevole strega e Doom. Proprio sul set de I fratelli Grimm, strinse un legame profondo e sincero con Heath Ledger.

L’amicizia con il compianto attore australiano fu così significativa da spingerla a dedicargli il suo romanzo semi-autobiograficoThe Cherry Alignment, un’opera in cui Annabel mise a nudo le luci e le ombre dello show business. Nel 2010, con la fondazione della sua casa di produzione Bella Bene Productions, aveva coronato il sogno di creare uno spazio creativo dove moda, musica e pubblicità potessero fondersi.

Oggi, la scomparsa di Annabel Schofield segna la fine di un’epoca. Ci lascia un’artista che ha saputo reinventarsi costantemente, dimostrando che dietro una bellezza folgorante si nascondeva un’anima creativa, coraggiosa e profondamente umana.

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