Milo Infante, lo scontro con Roberta Bruzzone finisce di fronte al Comitato etico Rai

Il faccia a faccia tra Milo Infante e Roberta Bruzzone di fronte al Comitato etico Rai. La criminologa: "Non vedo l'ora"

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Martina Dessì

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Il dietro le quinte della televisione di Stato, si sa, regala spesso tensioni che superano di gran lunga la fiction. Questa volta, però, i corridoi di Viale Mazzini fanno da sfondo a un braccio di ferro legale e istituzionale che ridisegna i confini della convivenza professionale sul servizio pubblico. La sfida tra Milo Infante, volto di punta del pomeriggio di Rai2 nonché vicedirettore degli Approfondimenti, e la nota criminologa Roberta Bruzzone è tutt’altro che superata. Quella che era nata come una frizione da diretta televisiva si è trasformata in una vera e propria guerra di nervi e carte bollate, culminata con l’intervento ufficiale del Comitato Etico della Rai.

Milo Infante porta Bruzzone in Comitato Etico

A innescare la miccia definitiva è stata la decisione del conduttore di Ore 14 Sera, il quale ha depositato un dettagliato dossier indirizzato all’organismo di vigilanza interno della Rai per segnalare una serie di pesanti attacchi ricevuti via social. Ma chi si aspettava una ritirata strategica da parte della professionista è rimasto deluso. In una nota ufficiale, la criminologa ha replicato con assoluta fermezza, rilanciando la sfida e dichiarandosi pronta a far valere le proprie ragioni: “Non vedo l’ora di essere convocata, se questo accadrà”.

La frattura insanabile tra i due ha una data e un luogo ben precisi: il 27 novembre, durante una puntata di Ore 14. In quell’occasione, Roberta Bruzzone abbandonò lo studio in aperta polemica, esortando gli altri opinionisti a “leggere le carte”, provocando la reazione stizzita di Milo Infante, che rivendicò il lavoro giornalistico della redazione. Da quel momento, il legame si è spezzato. Come spiegato successivamente dalla stessa criminologa all’interno a Burnout, a venir meno è stato prima di tutto il rapporto di amicizia e stima reciproca, rendendo la sua presenza nel talk show non più in linea con la propria identità professionale.

Le motivazioni della convocazione

Lo scontro, comunque, ha smesso di essere una questione privata per diventare un caso aziendale. Il Comitato Etico della Rai è stato investito del dossier relativo ai commenti social post-rottura e ora si trova davanti a un bivio delicatissimo. L’organo di garanzia dovrà infatti stabilire se i comportamenti contestati alla Bruzzone siano compatibili o meno con il Codice Etico aziendale e, soprattutto, con la prosecuzione dei suoi impegni contrattuali sulla seconda Rete.

Il tempismo di questa mossa istituzionale non arriva a caso. La criminologa è infatti legata alla Rai per lo sviluppo di un nuovo progetto televisivo insieme alla produttrice Francesca Verdini. Parliamo della terza stagione di Nella mente di Narciso, un contenuto già disponibile su RaiPlay da metà aprile e destinato ad approdare nella seconda serata di Rai2 a partire dal 21 giugno. Un eventuale pronunciamento negativo del Comitato potrebbe agire come una vera e propria scure sui palinsesti estivi e sul futuro della trasmissione.

“Vedremo, carte alla mano e non a colpi di suggestioni, chi abbia davvero rispettato il codice etico e chi, invece, lo abbia violato”, ha avvertito Roberta Bruzzone, confermando di avere a disposizione materiale altrettanto scottante su condotte e dinamiche interne che riguarderebbero direttamente il giornalista. La sensazione è che la diplomazia aziendale abbia ormai esaurito i propri margini di manovra e che la vicenda sia destinata a lasciare strascichi profondi nella gestione della cronaca nei palinsesti Rai.

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