Tossinfezione da listeria, come si manifesta e chi rischia di più

La listeriosi è una malattia relativamente frequente e la principale via di trasmissione è alimentare: le regole per proteggersi

Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Riavvolgiamo il nastro. Stiamo vivendo una scena che si riferisce soprattutto alle giornate estive, quando si preparano gli alimenti per il picnic o la gita in montagna e si ripongono nel frigorifero per averli pronti la mattina dopo. Certo. Conservare gli alimenti in frigorifero, anche dopo averli preparati è certamente un’ottima abitudine. Eppure anche questa misura può non essere sufficiente perché esistono batteri che si possono replicare anche a basse temperature e sono quindi in grado di provocare tossinfezioni estremamente temibili.

È il caso della listeria, che provoca la listeriosi. Se vengono riposti nel frigo alimenti contaminati con il germe, c’è il rischio che i batteri si replichino a grande velocità e possano quindi rivelarsi molto nocivi per la salute del consumatore. Questo è ovviamente solo un esempio di possibili contaminazioni da listeria che vanno seguite con attenzione, anche per aiutare chi può avere conseguenze peggiori da questo quadro.

Identikit della listeriosi

La listeriosi umana è una malattia relativamente frequente: ogni anno si manifesta mediamente in una persona ogni 100.000 considerando i soggetti in buone condizioni di salute, anche se probabilmente le persone che contraggono l’infezione sono di più. È quasi sempre di origine alimentare.

Negli individui in buone condizioni di salute può dare origine a sintomi che ricordano quelli di una comune gastroenterite, con mal di pancia e febbre e diarrea. Nelle donne in gravidanza e in soggetti con deficit immunitari, invece, può arrivare a dare problemi seri al fegato, infezioni delle meningi e dell’encefalo, anche a distanza di mesi dall’avvenuto contagio.

Listeria monocytogenes, responsabile della listeriosi, è un batterio che può essere presente nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione e può contaminare diversi alimenti come, latte, verdura, formaggi molli, carni poco cotte, insaccati poco stagionati. La principale via di trasmissione per l’uomo è quella alimentare.

Le regole per ridurre i rischi

L’infezione è particolarmente temibile per bambini, anziani, donne in gravidanza, persone con un sistema immunitario particolarmente debole e soggetti che soffrono di patologie croniche come il diabete. La listeria, nel tempo, è stata individuata in diversi alimenti conservati.

In termini generali tra quelli a maggior rischio di sviluppo della patologia ci sono quelli che vengono dapprima preparati e cotti, per poi essere conservati ed essere di nuovo riutilizzati previo riscaldamento, oltre ad altri alimenti come specifici tipi di latticini. Per limitare i rischi, ecco qualche semplice consiglio riportato qualche tempo fa dalla FDA (Aood and Drugs Administration).

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