Nadia Battocletti e la dieta dello struzzo, cos’è, perché fa bene ai muscoli e a chi è adatta

La campionessa di atletica spiega perché ha modificato la sua dieta, prevedendo una carne particolarmente adatta a sviluppare la muscolatura

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

La carne rossa andrebbe consumata in quantità non elevate, privilegiando quella bianca, come quella di pollo, tacchino o coniglio. Ma che dire della carne di struzzo? Presente nella dieta in alcuni Paesi come l’Australia, in Italia sta facendo discutere dopo la rivelazione della campionessa di atletica azzurra Nadia Battocletti, oro ai recenti Europei a Birmingham, in Inghilterra, che ha raccontato perché ha cambiato la propria alimentazione.

Nadia Battocletti e la nuova dieta

Proprio mentre l’Italia calcistica è in cerca di una nuova Nazionale, dopo l’esclusione dai recenti Mondiali, c’è un’altra Italia dello sport che trionfa e fa sognare. Quella del nuoto e dell’atletica, con azzurri e azzurre che arricchiscono il medagliere. Tra loro Nadia Battocletti, medaglia d’oro nei 5mila metri ai campionati Europei di Birmingham.

È stata proprio la campionessa, in una intervista al quotidiano Repubblica, ad aver raccontato perché ha iniziato a mangiare carne di struzzo, modificando la sua dieta. Ancora una volta, quindi, un personaggio noto del mondo dello sport porta a riflettere sull’alimentazione, come accaduto di recente anche a Erling Haaland, con il suo piano da 6.000 calorie al giorno. Nel caso di Battocletti, però, c’entra anche un problema di salute.

Dalla carenza di ferritina alla carne di struzzo: i benefici

Tutto è nato, infatti, da una carenza di ferritina nel sangue per l’atleta azzurra, che ha spiegato di aver trovato una soluzione proprio con l’inserimento di carne di struzzo nella propria dieta. Come spiega ad Adnkronos Salute Mauro Minelli, immunologo e professore di Nutrizione clinica all’università Lum Giuseppe Degennaro: “L’inserimento nella dieta d’élite di questo ratite – un uccello non volatore, caratterizzato da una muscolatura formidabile sviluppata per la corsa – offre una chiave di lettura scientifica di un certo interesse. Dal punto di vista biochimico, la carne di struzzo vanta un profilo unico per i regimi di recupero atletico soprattutto in presenza di carenza marziale.

Nonostante l’apparenza possa trarre in inganno, quella di struzzo va commercialmente considerata come carne rossa; essa, infatti, contiene ferro eme – la forma più biodisponibile per l’organismo umano – in concentrazioni paragonabili al manzo, ma con una frazione lipidica drasticamente inferiore. L’assenza quasi totale di grassi saturi, unita a un elevato valore biologico delle proteine, la rende un alleato prezioso per la sintesi muscolare, pur richiedendo una competenza tecnica notevole in cucina”.

Novità o riscoperta?

La carne di struzzo, dunque, potrebbe rappresentare una valida soluzione per chi, come Battocletti, avesse problemi di ferritina. Il ricorso a questo alimento, però, non rappresenta una novità assoluta: “Già negli anni ’90 il mercato europeo fu attraversato da una decisa campagna di promozione zootecnica che puntava a stabilizzare questi animali negli allevamenti locali, promettendo un’alternativa sostenibile e salutare ai bovini in ragione di proprietà dietetiche – come la densità minerale elevata, il basso impatto calorico e il ridotto tenore di colesterolo – che la scienza nutrizionale documenta da decenni”, sottolinea Minelli che, però, non nasconde qualche limite.

I limiti: la difficoltà in cucina

Non si tratta di controindicazioni relative alle proprietà nutrizionali, quanto alle difficoltà nella preparazione in cucina: “La totale assenza di marezzatura, ovvero di grasso intramuscolare, espone la fibra a un rischio costante di disidratazione: un passaggio errato sulla piastra trasforma un filetto nobile in una consistenza coriacea e priva di succosità”, spiega ancora Minelli, che consiglia: “Per ottenere risultati eccellenti, occorre trattare il taglio come una materia prima di altissima qualità, privilegiando cotture rapide, magari supportate da marinature acide che aiutino a preservare la tenerezza delle fibre“.

Dove si trova la carne di struzzo e come verificarne la qualità

Un altro aspetto da non sottovalutare, poi, riguarda la scarsa disponibilità di questo tipo di carne nella grande distribuzione. Difficile, infatti, trovarlo nel banco frigo dei normali supermercati: in genere, è necessario rivolgersi a macellerie specializzate, ma non solo. “Essendo il suo consumo un mercato di nicchia, la tracciabilità e la qualità della filiera non sono sempre uniformi. È essenziale selezionare carni provenienti da allevamenti che garantiscano il benessere animale e standard igienico-sanitari rigorosi, poiché una gestione inadeguata del prodotto, data la sua magrezza estrema, ne comprometterebbe non solo le proprietà organolettiche, ma anche la sicurezza alimentare”.

Attenzione a diete troppo rigide

C’è poi anche un altro aspetto, da non sottovalutare, che riguarda il rischio di diete troppo restrittive. “L’eccessivo affidamento ad un unico alimento per il ripristino di deficit marziali cronici può rivelarsi un approccio riduttivo: la dieta di un atleta deve sempre essere parte di un protocollo clinico integrato e monitorato, lontano da semplificazioni che potrebbero nascondere altre carenze nutrizionali”, aggiunge Minelli. Di sportivi che seguono piani alimentari particolare, infatti, ce ne sono diversi.

Il caso di Haaland ha tenuto banco, in occasione dei Mondiali di calcio negli Stati Uniti, in Canada e Messico, non solo per la quantità di calorie previste (6.000 al giorno), ma anche perché – proprio su indicazione del calciatore norvegese – la Nazionale del Paese scandinavo aveva fatto arrivare in America quantitativi ingenti di pesce, come salmone, e frutta.

Il capitano, inoltre, non ha rinunciato alla presenza, nella propria dieta, di latte crudo, miele grezzo, bistecche tomahawk, pesce e soprattutto frattaglie, che si procura in una fattoria del Cheshire di sua fiducia. Proprio il latte crudo, però, ha fatto discutere alcuni esperti, per i rischi connessi al suo consumo, specie per i bambini. Insomma, campione che hai, dieta che trovi, purché ciascuno non si affidi al fai-da-te.

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