Anti-age, dai filler al botulino, boom delle “iniezioni”: i dermatologi richiamano alla sicurezza

Sempre più richiesti e diffusi, questi trattamenti estetici non sono esenti da rischi. I dermatologi SIDeMaST invitano alla prudenza, per prevenire complicanze

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

In un’epoca in cui l’anti-age richiama sempre più attenzione e interesse anche in ambito medico, i filler e il botulino sono i trattamenti estetici sempre più richiesti. Di fronte al boom di domande da parte dei pazienti, però, arriva il monito degli esperti: occorre prudenza, ma soprattutto la scelta di personale formato in modo adeguato, a cui affidarsi, e una valutazione clinica adeguata. A sottolinearlo, in particolare, sono i dermatologi della Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST).

Il boom di “iniezioni”

A dare la misura di quanto le procedure cosmetologiche siano aumentate sono i numeri che arrivano dall’Italia e dal mondo. Secondo l’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS), in Italia nel 2024 i trattamenti iniettabili – in particolare tossina botulinica, filler a base di acido ialuronico e idrossiapatite di calcio – sono oltre 760mila. Si tratta di un dato che conferma la crescita esponenziale di questo tipo di trattamento: nel 2023 per la tossina botulinica erano state registrate 194.335 iniezioni, salite a 316.385 l’anno dopo (con un incremento del 62,8%), mentre i filler a base di acido ialuronico sono saliti da 190.606 a 430.598 (pari a +125,9%). “Complessivamente, nel nostro Paese, dal 2023 al 2024 procedure sono quasi raddoppiate”, osservano dalla SIDeMaST, riunita in occasione del 99° Congresso Nazionale a Rimini, fino al 24 aprile.

Il monito degli esperti

Uno dei focus principali della tre giorni di lavori, che riunisce dermatologi italiani e internazionali, è l’attenzione alla prevenzione delle complicanze nel ricorso a trattamenti sempre più richiesti e diffusi, come quelli “iniettabili”, che oggi sono tra le procedure cosmetologiche più praticate in dermatologia. Sono, infatti, tra le più richieste sia in chiave anti-age, che per migliorare esiti cicatriziali con tecniche minimamente invasive. Ma non sono prive di rischi: “Le procedure iniettive sono veri e propri atti medici – afferma il Prof Nicola Zerbinati, Ordinario di Dermatologia Università degli Studi dell’Insubria-Varese e membro del consiglio direttivo della SIDeMaST – e richiedono diagnosi, conoscenza approfondita dell’anatomia e formazione specifica. La sicurezza del paziente dipende dalla corretta indicazione del trattamento e dalla capacità di prevenire e gestire eventuali complicanze”.

Le possibili complicanze

Seppure “complessivamente rare e nella maggior parte dei casi lievi e transitorie (come edema ed ecchimosi)”, esiste però la probabilità di possibili complicanze, come edema ed ecchimosi. In particolare, per la tossina botulinica “per la quale numerosi studi documentano un’incidenza bassa di eventi avversi. Per quanto riguarda i filler, pur mantenendo un elevato standard di sicurezza, possono verificarsi asimmetrie, noduli, irregolarità e migrazione del filler; le complicanze vascolari rappresentano quelle più severe (come le compressioni e, nei casi più gravi, le occlusioni arteriose), con un’incidenza stimata compresa tra circa 0,004% e 0,5%, confermandone comunque la rarità. (2-4)”, ricordano gli esperti della Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse. “Anche questi rischi possono essere ulteriormente ridotti grazie alla formazione, all’esperienza del medico e all’utilizzo di tecniche avanzate, come la guida ecografica”, aggiungono i dermatologi SIDeMaST.

Come funzionano filler e tossina botulinica

Filler e tossina botulinica hanno lo stesso scopo, seppure si tratta di tecniche differenti. I filler agiscono riempiendo lo spazio sotto la pelle con lo scopo di donare volume, rimpolpare e migliorare la struttura del viso. Sono indicati per punta a un effetto di pelle più liscia e soda, in particolare su labbra, zigomi, mento o pieghe naso-labiali. Il trattamento, i cui risultati sono immediatamente visibili, è reversibile perché l’acido ialuronico viene man mano riassorbito. La tossina botulinica, comunemente nota come botox, è invece una proteina purificata, che viene usata soprattutto per le rughe d’espressione. Non aggiunge volume alla pelle, quindi, ma rilassando i muscoli del viso che causano le rughe, le riduce. Anche in questo caso, però, ha un effetto temporaneo.

Le tecniche innovative: cos’è l’ecografia cutanea

Nello specifico, tra le innovazioni si sottolinea l’importanza dell’ecografia cutanea: si tratta di uno strumento fondamentale non solo per diagnosticare eventuali problemi, ma anche per pianificare interventi mirati, come la gestione di accumuli di filler o alterazioni dei tessuti che possono causare compressioni e irregolarità. “Le nuove tecnologie permettono oggi di visualizzare in tempo reale pelle e tessuti sottostanti, individuando anche materiali precedentemente iniettati”, come ha confermato il Prof. Nicola Zerbinati. “L’ecografia non serve solo a valutare eventuali problemi dopo il trattamento, ma può diventare uno strumento fondamentale per prevenirli”, ha chiarito la Professoressa Stefania Guida, Professore Associato di Dermatologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e membro del Direttivo SIDeMaST.

Come funzionano le iniezioni ecoguidate

L’altro strumento che oggi rappresenta una risorsa in più rispetto a pochi anni fa è costituito dalle iniezioni ecoguidate, che contribuiscono ad aumentare la sicurezza delle procedure. Consentono, infatti, il trattamento osservando in diretta le strutture anatomiche della parte interessata. In questo modo si può migliorare la precisione, ad esempio evitando aree sensibili e concorrendo a ridurre il rischio di complicanze. “L’utilizzo di queste tecniche richiede però competenze specifiche, sia nella lettura delle immagini sia nell’applicazione pratica durante le procedure stesse”, aggiunge la Prof.ssa Stefania Guida.

Tecnologia, ma anche competenza umana

Se la tecnologia aiuta nelle procedure, il valore e la competenza umana rimangono indispensabili. “La tecnologia è un supporto prezioso, ma non sostituisce la formazione e l’esperienza clinica. Per questo è fondamentale che i trattamenti iniettabili vengano eseguiti da medici adeguatamente formati”, concordano Zerbinati e Guida. Da qui l’impegno di SIDeMaST nel promuovere formazione continua e aggiornamento in dermatologia estetica, per garantire pratiche sempre più sicure, appropriate e basate su evidenze scientifiche.

 

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