Mette-Marit di Norvegia, svelato com’è la vita del figlio Marius Borg in prigione

Una cella con televisore e laboratorio di falegnameria: questa è la vita in carcere di Marius Borg, il figlio di Mette-Marit di Norvegia

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

Marius Borg Høiby resta in carcere in attesa della sentenza, al termine di un processo durato sei settimane e destinato, con ogni probabilità, a protrarsi ancora per mesi prima di una decisione definitiva.

Dopo il diniego alla richiesta di libertà vigilata, il figlio della Principessa Mette-Marit continua la detenzione nel carcere di Oslo, nel cuore della capitale norvegese. Nei giorni scorsi ha ricevuto la visita della madre e del principe ereditario Haakon, segnale di una vicinanza familiare che resta costante nonostante la complessità della situazione giudiziaria.

La permanenza nella struttura penitenziaria si inserisce in un contesto peculiare: il sistema carcerario norvegese, infatti, si distingue per un approccio profondamente diverso rispetto a quello di molti altri Paesi, basato su modelli orientati alla riabilitazione e al reinserimento sociale.

Com’è la vita di Marius Borg in carcere

Diversamente da quanto accade in molti altri Paesi, il sistema penitenziario norvegese si fonda sul cosiddetto “principio di normalità”. L’obiettivo è rendere la vita in carcere il più possibile simile a quella all’esterno, favorendo così il percorso di riabilitazione dei detenuti.

In questo contesto, anche la cella assegnata al figlio più grande di Mette-Marit risponde a criteri di funzionalità e comfort essenziali: arredi in legno, spesso realizzati nei laboratori interni gestiti dagli stessi detenuti, e la presenza di un televisore, utile sia per l’informazione sia per l’intrattenimento.

Nello specifico, la cella contiene un letto singolo con struttura in legno chiaro e un materasso essenziale, addossato alla parete. Di fronte si trova una piccola scrivania con lampada e televisore. Ci sono poi una sedia semplice, una mensola in legno a giorno e un piccolo frigorifero sotto la scrivania. Dalla finestra, con le sbarre a vista e coperta da una tenda, entra molta luce.

Tra l’altro questi prodotti vengono venduti al pubblico attraverso iniziative promosse dal carcere stesso. Come si può vedere sul sito web del carcere, attualmente hanno in vendita uno sgabello da bar in rovere oliato a 306 euro, una scatola in legno di abete arancione a 22 euro, uno sgabello imbottito nero a 88 euro.

All’arrivo, come previsto dal regolamento, l’imputato ha ricevuto un kit di prima necessità composto da biancheria, lenzuola, articoli per l’igiene personale, asciugamani e materiale per la corrispondenza. A questi si aggiungono gli effetti personali consentiti, tra cui vestiti, libri e strumenti musicali.

La struttura carceraria offre spazi comuni pensati per mantenere attiva la routine quotidiana dei detenuti. Tra questi, una biblioteca e una palestra accessibile ogni giorno oltre che considerata un elemento centrale per il benessere fisico durante la detenzione.

Marius Borg ha inoltre la possibilità di svolgere attività lavorative all’interno del carcere, un’opportunità che consente di acquisire competenze, occupare il tempo e, in alcuni casi, accumulare piccoli risparmi.

Mette-Marit e la visita in carcere al figlio

Particolare rilievo assume il regime delle visite, ritenuto fondamentale nel sistema norvegese per sostenere il reinserimento sociale.

Mette-Marit e il marito, il Principe ereditario Haakon, fanno visita a Marius Borg con una certa frequenza. Le visite sono consentite tutti i giorni, previa autorizzazione. I visitatori devono presentare un certificato penale e superare un controllo di sicurezza.

Ogni detenuto può ricevere fino a due visite a settimana, oltre a poter registrare diverse persone autorizzate, al di fuori dei familiari stretti. In più è possibile mantenere i contatti tramite videochiamate.

Il periodo buio di Mette-Marit di Norvegia

La famiglia reale norvegese sta attraversando una fase particolarmente delicata, segnata da una serie di vicende che stanno danneggiando l’immagine pubblica. Al centro dell’attenzione c’è Mette-Marit, finita sotto i riflettori per il suo passato rapporto con Jeffrey Epstein.

Nonostante i chiarimenti forniti in un’intervista tv, la stampa continua a sollecitare ulteriori spiegazioni, mantenendo alta la pressione mediatica.

A questo si aggiungono le preoccupazioni legate alle condizioni di salute della Principessa. Affetta dal 2018 da fibrosi polmonare cronica, la malattia è peggiorata nell’ultimo periodo, al punto da rendere necessario un futuro trapianto di polmoni. Negli ultimi tempi è stata avvistata in pubblico con l’ausilio di un dispositivo per l’ossigeno, segno di una situazione sempre più complessa.

Sul fronte privato, infine, si rincorrono indiscrezioni su possibili tensioni all’interno del matrimonio con Haakon. Alcuni media parlano apertamente di difficoltà coniugali e ipotizzano persino uno scenario di separazione, anche se al momento non vi sono conferme ufficiali da parte della Casa reale.

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