Robot che insegnano ai bambini a casa invece che nelle aule: la scelta dei genitori d’élite per la creatività

Un robot per istruire i bambini californiani e sfuggire così ai pericoli che circondano gli istituti scolastici. Ma non è tutto come sembra

3 min di lettura

Martina Dessì

Lifestyle Specialist

Content editor di tv, musica e spettacolo. Appassionata di televisione da sempre, designer di gioielli a tempo perso: ama i particolari, le storie e tutto quello che brilla.

Per alcuni bambini, nella Baia di San Francisco, la campanella non suonerà. Non perché i loro genitori diffidino del mondo, ma perché lavorano nel cuore della Silicon Valley e si sono convinti che il posto migliore per imparare, oggi, sia il tavolo di casa con un’intelligenza artificiale accanto.

Mrugesha Sathappan ha 32 anni, tre figli e un appartamento a Nob Hill. Fa parte di un gruppo ancora piccolo ma in crescita di famiglie che scelgono l’istruzione domiciliare fin dall’età prescolare. Il motivo non è la paura ma è l’idea che il mondo cambierà troppo in fretta perché un’aula riesca a starci dietro. “Voglio seguire da vicino quello che imparano e i valori che si portano dietro”, racconta: adattabilità, gentilezza, voglia di rendersi utili.

Suo marito Kartik, 34 anni, investe in progetti di educazione alternativa con il fondo Families Fund. Dice di vedere sempre più genitori “normali” che durante la pandemia hanno guardato da vicino la scuola dei figli e hanno deciso di occuparsene in prima persona.

Com’è davvero una giornata di homeschooling con l’intelligenza artificiale

Niente lezioni da sei ore. Per il figlio più grande bastano venti minuti di fonetica o matematica, poi si esce: musei, parchi, a volte gli uffici di qualche azienda tech, spesso in compagnia di altri bambini educati a casa. La coppia ha perfino avviato un gruppo di incontro per le famiglie che rimandano o saltano del tutto la scuola tradizionale.

Il resto lo costruiscono su misura. Con l’AI generano giochi personalizzati di fonetica e STEM, attività che seguono la curiosità del momento. Il bambino, raccontano, divora quindici o venti libri in una sola sessione. Ultimamente si è appassionato ai razzi: hanno comprato un kit e ne stanno assemblando uno che può salire a centocinquanta metri. “Cose che a scuola non puoi fare”, commenta Kartik.

Dietro c’è una convinzione precisa, ovvero che i compiti ripetitivi e l’obbligo di stare fermi spengono la creatività, mentre risolvere problemi veri insegna ai bambini a decidere da soli. “Le scuole a volte non rispettano il tempo dei bambini”, osserva Brady Neal, ricercatore di intelligenza artificiale e papà che educa i figli a casa.

Perché l’istruzione domiciliare cresce tra le famiglie benestanti

I numeri raccontano un movimento reale. Secondo EdChoice l’homeschooling è passato da circa il 3% dei bambini americani nel 2019 a oltre il 6% di oggi. In California, calcola il California Policy Center, tra il 2015 e il 2025 le iscrizioni alle scuole pubbliche sono calate di 612.000 unità.

A sorprendere è soprattutto chi imbocca questa strada. Mark Zuckerberg ha gestito un piccolo gruppo di studio nella sua casa di Palo Alto durante la pandemia; l’imprenditrice Jesse Genet segue quattro figli con l’aiuto di agenti AI. Jamie Heston, consulente della Bay Area, riceve telefonate da famiglie che pagano 30.000 dollari l’anno di retta privata e non sono soddisfatte. “Non è un movimento spaventoso”, assicura: fuori dall’aula si evitano bullismo e droghe, e il percorso si corregge in un attimo.

Non che sia una scelta economica. La California non prevede voucher, a differenza di Arizona e Florida, e un disegno di legge da 8.000 dollari a famiglia si è arenato quest’anno. Chi passa da una charter riconosciuta ottiene tra 2.200 e 3.800 dollari, in cambio di controlli severi.

Sathappan non escludono nulla, nemmeno scuole ibride come Alpha School di Austin. “Se un giorno ci dicesse che vuole andare a scuola, avremmo vinto”, sorride Mrugesha. “Vorrebbe dire che sa scegliere da sé”.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963