La sicurezza alimentare torna al centro dell’attenzione con una nuova allerta diramata dal Ministero della Salute. Nelle ultime ore, le autorità sanitarie hanno pubblicato avvisi di richiamo riguardanti prodotti di largo consumo a causa di potenziali rischi per la salute dei consumatori. Le segnalazioni riguardano nello specifico un lotto di formaggio a latte crudo contaminato dal batterio Escherichia coli e alcune confezioni di fieno greco contenenti pesticidi non autorizzati.
Contaminazione da STEC, il caso del formaggio Valchiavenna
Il richiamo che desta maggiore preoccupazione dal punto di vista microbiologico interessa il formaggio a latte crudo denominato “La Magnocchetta – Valchiavenna”, prodotto a marchio Formaggi del Curto. Secondo quanto riportato nella scheda ufficiale del Ministero, le analisi hanno rilevato la presenza di Escherichia coli produttori di tossina Shiga (STEC).
Questi particolari ceppi batterici sono particolarmente insidiosi poiché possono causare gravi infezioni intestinali, con sintomi che vanno da forti dolori addominali a diarrea emorragica, fino a complicanze più severe nei soggetti fragili, come la sindrome emolitico-uremica. Il prodotto oggetto del provvedimento è venduto in forme intere dal peso approssimativo di 4 kg. Il lotto interessato è il numero 120/12/1/25.
L’azienda produttrice, la Formaggi del Curto Snc, ha sede operativa in via Don Primo Lucchinetti 24 a Mese, in provincia di Sondrio (marchio di identificazione IT H4J93 CE). La tempestività della segnalazione mira a bloccare la distribuzione e il consumo di un prodotto che, per sua natura (essendo a latte crudo), non subisce trattamenti termici come la pastorizzazione che abbatte la carica batterica.
Pesticidi nel fieno greco
Con all’allerta sul formaggio, il Ministero ha segnalato un’altra criticità riguardante le foglie di fieno greco a marchio MDH (Peackock Kasoori Methi). In questo caso, il rischio non è biologico ma chimico: le analisi hanno riscontrato la presenza di clorpirifos e altri pesticidi non autorizzati all’interno dell’Unione Europea.
Il richiamo coinvolge i lotti numero 314 e 316, venduti in confezioni da 100 grammi con termine minimo di conservazione fissato al 30/11/2026. Sebbene il provvedimento di richiamo sia stato siglato il 16 marzo 2026, la pubblicazione ufficiale sul portale del Ministero è avvenuta solo il 26 marzo, con un ritardo di dieci giorni che ha sollevato non poche perplessità sulla velocità della catena di informazione.
Il prodotto, importato dall’India, è arrivato in Italia tramite l’azienda tedesca Global Foods Trading GmbH e distribuito da Raja Wholesale Srl. Non si tratta di un episodio isolato: già nell’autunno del 2025 la stessa azienda importatrice era finita sotto la lente d’ingrandimento del sistema di allerta rapido europeo (RASFF) per analoghe contaminazioni da pesticidi in spezie ed erbe aromatiche di origine indiana.
Raccomandazioni per i consumatori
A scopo puramente precauzionale, il Ministero della Salute e le aziende coinvolte raccomandano caldamente di non consumare i prodotti appartenenti ai lotti sopra indicati. Chiunque si trovasse in possesso del formaggio “La Magnocchetta” o delle foglie di fieno greco MDH è invitato a restituire le confezioni presso il punto vendita dove è stato effettuato l’acquisto per ottenere il rimborso o la sostituzione.
La vigilanza sui livelli di sicurezza alimentare resta alta, specialmente per i prodotti importati o realizzati con tecniche artigianali che richiedono protocolli di autocontrollo estremamente rigorosi per prevenire rischi microbiologici come quello riscontrato in Valchiavenna.