Chi era Lia Cigarini, l’avvocata femminista che ha fondato la mitica Libreria delle Donne

Lia Cigarini è morta all'età di 89 anni: è stata tra le donne ad aver fondato la mitica Libreria delle Donne

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Se oggi a Milano esiste uno dei luoghi più iconici della cultura femminista italiana, lo dobbiamo anche a lei. Lia Cigarini si è spenta lunedì 20 aprile all’età di 89 anni. Avvocata, giurista, saggista e soprattutto donna dalle idee lucidissime, ha attraversato mezzo secolo di battaglie. A darne notizia è stata la Libreria delle Donne di Milano, lo spazio che lei stessa contribuì a fondare nel 1975.

Addio a Lia Cigarini, morta a 89 anni

A comunicare la scomparsa di Lia Cigarini all’età di 89 anni è stata proprio la Libreria delle Donne di Milano, che sui suoi canali ha affidato il ricordo a parole intense e piene di gratitudine. “Con la morte di Lia Cigarini perdiamo una delle menti politiche più lucide e argute del femminismo italiano”, si legge nel messaggio condiviso, in cui viene descritta come “iniziatrice di imprese femministe, ispiratrice di percorsi, presenza capace di aprire pensiero e indicare passaggi di libertà”.

Nel ricordo, a emergere è anche e soprattutto la figura umana. Le compagne di una vita hanno ricordato “la sua presenza fisica, la sua voce, il suo modo inconfondibile di leggere le situazioni e di trovare quasi senza esitazione il punto politico decisivo”. E poi quei dettagli destinati a diventare il suo ultimo ritratto: “Le sue mani affusolate che si muovono al ritmo del suo pensiero, il suo sorriso, la bellezza del suo viso”. La Libreria, hanno scritto le sue eredi, “non resta senza di lei in un senso assoluto”: il suo pensiero e la sua pratica politica resteranno “come orientamento e come eredità viva”.

Chi era Lia Cigarini e come è nata la Libreria delle Donne

La storia della Libreria delle Donne comincia nel 1975, quasi per caso. Cigarini e il gruppo femminista dell’Autocoscienza di Milano, dopo aver partecipato a un convegno in Normandia organizzato dalle femministe francesi, si erano recate a Parigi, dove avevano visitato la Librairie des femmes. La scelta è stata naturale: una volta rientrate in Italia, decisero di portare quel modello anche a Milano, per realizzare un luogo tutto dedicato alle voci femminili della letteratura, che allora faticavano a ritagliarsi uno spazio nel mercato editoriale.

La carriera della Cigarini è stata sempre legata al doppio binario dell’attività legale e della riflessione teorica. Avvocata per eredità, come amava sottolineare, aveva scelto il Diritto più per tradizione familiare che per vocazione. A farla innamorare davvero del mestiere fu la difesa delle cooperative a proprietà indivisa.

Tra le sue opere più importanti c’è sicuramente Non credere di avere dei diritti, pubblicato nel 1987, un volume collettivo che è considerato uno dei pilastri del cosiddetto femminismo della differenza. A firma sua, invece, La politica del desiderio, uscito nel 1995 con prefazione a cura di Ida Dominijanni. Un altro capitolo importante della sua bibliografia è C’è una bella differenza. Un dialogo, scritto a quattro mani con Luisa Cavaliere e dato alle stampe nel 2013. L’ultimo tassello è arrivato nel 2022, quando la casa editrice Orthotes ha deciso di riproporre La politica del desiderio in una versione rinnovata, che al testo originale affianca scritti successivi e un’intervista inedita condotta da Riccardo Fanciullacci. “Essere femminista per cinquant’anni della mia vita è stata una grande passione, non senti la fatica”. Una frase che oggi suona come un piccolo testamento.

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