Castello di Cusago, in vendita per 10 milioni di euro: con un parco da 15mila metri quadrati

Il Castello di Cusago, gioiello del XIV secolo alle porte di Milano, è ufficialmente sul mercato: fu residenza di caccia della famiglia Visconti e degli Sforza

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Claudia D'Alessandro

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Il Castello di Cusago, gioiello del XIV secolo situato alle porte di Milano, è ufficialmente sul mercato. Non è solo un’operazione immobiliare: è la messa in vendita di un pezzo pulsante della storia del Ducato di Milano, un tempo residenza di caccia e svago della famiglia Visconti prima e degli Sforza poi.

Il Castello di Cusago torna in vendita: un pezzo di storia per 10 milioni di euro

Costruito tra il 1360 e il 1370 per volontà di Bernabò Visconti, il Castello di Cusago rappresenta uno degli esempi più affascinanti di fortificazione residenziale lombarda. Sebbene la sua funzione originale fosse legata alla difesa e alla gestione del territorio agricolo, fu sotto Ludovico il Moro che il castello visse il suo periodo di massimo splendore.

Il Moro, celebre mecenate e signore di Milano, scelse Cusago come meta prediletta per le sue battute di caccia, trasformandolo in una raffinata villa di delizia. Si narra che la stessa Beatrice d’Este amasse soggiornarvi, godendo dell’aria salubre e della vicinanza alla città, raggiungibile allora via acqua attraverso i navigli.

Spesso definito una versione “in scala ridotta” del Castello Sforzesco, l’edificio ha anche ispirato, secoli dopo, l’architetto Luca Beltrami nella ricostruzione della Torre del Filarete a Milano. Oggi il Castello, vasto 6 mila metri quadrati e il relativo parco (altri 15 mila) è in vendita a 9 milioni 750 mila euro. Come dichiarato dall’agenzia immobiliare che si sta occupando delle trattative l’idea è di “trasformarlo in un immobile di lusso, che sia una struttura ricettivo-alberghiera, oppure appartamenti”.

L’architettura e lo stato attuale

Il castello si presenta con la classica pianta quadrilatera tipica dei manieri viscontei, caratterizzata da quattro corpi di fabbrica che racchiudono una corte interna. Nonostante il passare dei secoli e un lungo periodo di incuria, la struttura conserva ancora elementi di inestimabile valore: dalla torre d’ingresso, un tempo dotata di ponte levatoio, ai porticati interni, con arcate a sesto acuto che richiamano lo stile gotico-lombardo, senza dimenticare le tracce di affreschi che ancora occhieggiano dalle pareti delle sale nobili, testimonianza del lusso del XV secolo.

Oggi, tuttavia, il castello necessita di un restauro imponente. La struttura è stata messa in vendita dalla proprietà attuale, un gruppo immobiliare che aveva precedentemente avviato progetti di recupero mai portati a termine. Negli ultimi anni sono stati realizzati interventi di manutenzione straordinaria, tra cui il rifacimento integrale della copertura e il consolidamento della torre, per un investimento stimato in circa 2,5 milioni di euro.

Una lunga storia di passaggi

Nel corso dei secoli il castello ha cambiato più volte proprietario e funzione. Da residenza di corte e “villa di delizie”ai tempi di Ludovico il Moro, utilizzata per battute di caccia e momenti di svago, ha progressivamente perso centralità, passando attraverso diverse famiglie nobiliari, tra cui gli Stampa e i Casati-Stampa.

Nel 1973 entrò anche nel patrimonio di Silvio Berlusconi, nell’ambito delle sue operazioni immobiliari nella zona. Tuttavia non fu mai oggetto di un vero restauro e venne successivamente ceduto, nel 2003, a un gruppo di imprenditori. Da allora il complesso ha conosciuto una fase di progressivo degrado, e ad oggi la struttura risulta in gran parte inutilizzata.

Per la comunità locale il castello, che sorge nel centro del paese, resta un punto di riferimento identitario. In passato ha ospitato anche attività e momenti di vita quotidiana: abitazioni, uffici, una trattoria e persino eventi pubblici molto partecipati, come le sagre estive.

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