La natura stupisce e, a volte, ci regala incontri davvero mozzafiato. Tra le meraviglie che possiamo scorgere durante le escursioni più impegnative, troviamo il ranuncolo dei ghiacciai, ed è davvero un piccolo miracolo di resistenza. Il nome scientifico è Ranunculus glacialis e appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae: appare minuto e quasi indifeso, ma in realtà la sua forza è straordinaria.
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Cos’è il ranuncolo dei ghiacciai
Scopriamo insieme questo protagonista delle vette, che molti chiamano “pianta ballerina” per via del suo aspetto leggero, quasi fosse pronto a spiccare il volo tra le morene: è un’erbacea perenne che si caratterizza per un portamento strisciante, una scelta dettata dalla necessità di restare al riparo dai venti taglienti delle alte quote. Le sue foglie sono un vero spettacolo della natura: appaiono carnose, quasi succose, di un verde scuro lucente che contrasta con il grigio dei detriti. Se osserviamo la pianta con attenzione, notiamo che l’altezza media oscilla tra i 5 e i 20 cm, una misura contenuta che le dà modo di trattenere il calore del suolo.
Le radici sono fascicolate (non tuberose), ben ancorate ai rizomi sotterranei, pronti a risvegliarsi non appena la neve concede un po’ di tregua. I fiori, poi, offrono un vero e proprio show cromatico: inizialmente bianchi, dopo l’impollinazione iniziano a cambiare tonalità, sfumando verso il rosa e infine verso un rosso vinoso o porpora. La struttura del fiore è arcaica ma perfetta, con petali “cuoriformi” che si chiudono durante la notte per proteggere il nettare dal freddo gelido.
Dove cresce il ranuncolo dei ghiacciai
Iniziamo dall’habitat, perché è qui che comprendiamo davvero la tempra di questa pianta. Se desideriamo vederlo dal vivo, dobbiamo puntare in alto, molto in alto: predilige le pietraie umide e le ghiaie situate nelle vicinanze di nevai fondenti. Sulle Alpi lo troviamo tra i 2000 e i 3100 metri, ma non mancano segnalazioni record che superano i 4000 metri su cime iconiche come il Cervino o la Grivola. In Italia la sua presenza è limitata all’arco alpino e, sebbene sia raro, vederlo spuntare tra il ghiaccio è un’emozione.
Il substrato ideale è quello siliceo, con un pH decisamente acido e una scarsità di nutrienti che scoraggerebbe qualsiasi altra specie. Eppure, lui prospera proprio lì, dove l’umidità è costante grazie allo scioglimento lento della neve. Predilige gli angoli umidi e le morene, quegli ambienti che riflettono l’etimologia del suo nome: “ranunculus” deriva infatti dal latino e richiama la rana, poiché molte specie di questa famiglia amano gli stessi habitat degli anfibi. Tuttavia, il nostro protagonista ha abbandonato le paludi di pianura per conquistare i regni del freddo, diventando la pianta vascolare che vive alla quota più elevata in Europa.
Caratteristiche e curiosità del ranuncolo dei ghiacciai
La vita in alta quota richiede strategie precise e il nostro ranuncolo ne ha fatto un’arte. Una delle curiosità più affascinanti riguarda la sua capacità di regolare la fioritura in base allo scioglimento delle nevi. Le foglie basali sono divise in lobi ben distanziati, una forma pentagonale che sembra quasi un disegno geometrico sulla roccia.
I fiori sono ermafroditi e presentano un calice particolare, ricoperto da una sottile peluria rossiccia che funge da ulteriore protezione. Ma perché è così speciale? Oltre al cambio di colore dei petali, questa pianta è priva di cellule oleifere, punta quindi sulla concentrazione di zuccheri per sopravvivere.
L’habitat sorprendente del ranuncolo dei ghiacciai
Entriamo nel dettaglio di quello che chiamiamo piano nivale, la vera casa di questa pianta. Qui la neve può resistere per dieci mesi l’anno e il ranuncolo dei ghiacciai è un’emicriptofita scaposa: le sue gemme riposano al livello del suolo, protette proprio dalla coltre bianca o dalla lettiera. Questo strato di neve è un alleato, poiché isola la pianta dai picchi di freddo estremo dell’atmosfera esterna. Quando finalmente il sole estivo fa capolino, la pianta emerge e sfrutta ogni minuto di luce.
Le morene glaciali e i macereti sono luoghi che ai nostri occhi appaiono desolati, ma per il ranuncolo sono lo spazio vitale perfetto. La sua presenza è un segnale di un ecosistema fragile e minacciato: il riscaldamento globale, infatti, sta spingendo questa specie sempre più in alto, alla ricerca di quel freddo che le è indispensabile. Proprio per questo, istituzioni come il Museo di Rovereto hanno lanciato appelli agli alpinisti per monitorare i suoi spostamenti, un modo per coinvolgere tutti nella tutela di una biodiversità che rischia di sparire se non impariamo a leggere i segni che la natura ci invia.
Come distinguere il ranuncolo dei ghiacciai dalle altre specie di montagna
In montagna è facile lasciarsi trarre in inganno, poiché esistono molti esemplari di ranuncolo che popolano le vette. Pensiamo al ranuncolo alpestre: i suoi fiori rimangono sempre di un bianco candido. Altrettanto importante è osservare le foglie: il ranuncolo di Kupfer le ha strette e lineari, mentre quello di Seguier si riconosce per un fogliame verde opaco con riflessi quasi argentei, molto diverso dalla lucentezza del glaciale. Anche il ranuncolo bilobo ha una sua identità precisa, con petali cuoriformi e foglie intere, e lo troviamo solo in alcune province specifiche come Bergamo, Brescia o Trento.
Perché il ranuncolo dei ghiacciai è un piccolo capolavoro di adattamento
Per evitare che i propri tessuti gelino, aumenta la produzione di sostanze osmotiche, abbassando il punto di congelamento dei suoi liquidi interni. È una sorta di antigelo naturale che gli permette di restare in vita anche quando la temperatura scende bruscamente sotto lo zero. Inoltre, il suo portamento compatto riduce la traspirazione, un accorgimento essenziale per contrastare l’irradiazione solare delle alte quote che potrebbe seccare le foglie. Sì, rappresenta la quintessenza della resilienza alpina: proteggerlo, ogni più che mai, è un modo per salvaguardare la memoria di un mondo che cambia, così da dare la possibilità alle generazioni future di scorgere quelle “farfalle” di fiori bianchi e rosa tra le nuvole.