Chi di noi, sfogliando un libro di favole da bambina, non ha sognato di scorgere tra le fronde di un bosco incantato le torri svettanti di un castello? Se quel luogo esiste davvero, ha un nome: Castello di Eltz. Situato in Germania, nella Renania-Palatinato, Burg Eltz è una fortificazione medievale, un miracolo di pietra e di storia che da oltre ottocento anni sfida il tempo, le guerre e la modernità.
Immaginiamo di trovarci tra le colline sovrastanti la Mosella, a metà strada tra Coblenza e Treviri. Qui, la natura ha creato una scenografia perfetta: uno sperone roccioso alto settanta metri che sorge in una valle profonda, abbracciato su tre lati dal ruscello Elzbach. È proprio qui, in un isolamento che lo ha protetto dai conflitti che hanno devastato il resto d’Europa, che Burg Eltz si erge fiero, con le sue otto torri che sembrano voler toccare il cielo.
Indice
Il Castello di Eltz, una storia di famiglia lunga 33 generazioni
Molti castelli sono passati di mano in mano, sono stati distrutti e ricostruiti, o peggio, abbandonati all’oblio, il Castello di Eltz appartiene alla stessa famiglia dal XII secolo. Sono trentatré le generazioni che si sono passate il testimone sotto questi tetti.
Tutto ebbe inizio nel 1157, quando Rudolf zu Eltz apparve come testimone in un atto di donazione dell’imperatore Federico Barbarossa. Da quel momento, il legame tra la famiglia e questa rupe non si è mai spezzato. È un caso particolare al mondo: abbiamo la fortuna di osservare un luogo che custodisce la memoria dei propri antenati da quasi un millennio.
L’architettura del “condominio medievale”
A prima vista, il castello appare come un groviglio affascinante di stili: bovindi, tetti a forte pendenza, costruzioni a graticcio e cuspidi che si rincorrono. Questa conformazione così particolare ha una spiegazione storica curiosa: Burg Eltz è un Ganerbenburg, ovvero un castello diviso tra più eredi.
Nel Medioevo, costruire una fortezza di tali dimensioni richiedeva capitali immensi, che spesso un singolo nobile non possedeva. Così, tre rami della famiglia Eltz — i Rübenach, i Rodendorf e i Kempenich — decisero di unire le forze e le finanze per costruire una difesa comune. Ognuno aveva i propri appartamenti, le proprie cucine e la propria servitù, ma condividevano le mura esterne, il cortile e la sicurezza. In totale, si stima che un tempo vi vivessero contemporaneamente più di cento membri della famiglia, una vera e propria comunità nobiliare protetta dal ruscello e dalle rocce.
Non siamo certo le prime a rimanere incantate da questa visione. Durante il periodo romantico del XIX secolo, il Castello di Eltz divenne una meta leggendaria per scrittori e pittori. Victor Hugo ne descrisse il fascino selvaggio, e il grande pittore britannico William Turner lo ritrasse in una serie di acquerelli che ancora oggi ci restituiscono quella luce soffusa e magica che solo la valle dell’Elzbach sa creare.
I disegni di questi artisti sono stati una sorta di cronaca visiva ante litteram: grazie a loro, la fama di Burg Eltz si diffuse in tutto il mondo. Eppure, nonostante la popolarità, il castello ha saputo mantenere la sua aura di segretezza, forse perché per arrivarci bisogna ancora oggi percorrere un sentiero che si snoda nel bosco, lontano dal rumore del traffico.
Un viaggio tra sale, segreti e capolavori
Basta fare un passo sulla soglia di Burg Eltz per azionare la macchina del tempo. La visita guidata ci porta attraverso nove secoli di storia, mostrandoci ambienti dove l’arredo originale è rimasto intatto.
Uno dei luoghi più suggestivi è senza dubbio la Sala dei Cavalieri. Risalente al XVI secolo, era il cuore politico del castello, dove i tre rami della famiglia si riunivano per discutere e festeggiare. Sopra le pareti decorate, troviamo due simboli carichi di significato: la “Rosa del Silenzio” e la “Testa di Giullare”. La rosa simboleggiava l’obbligo di mantenere segreto tutto ciò che veniva discusso nella sala, mentre il giullare ricordava a tutti che, tra quelle mura, la parola doveva essere libera e schietta.
Ma la bellezza continua nella Casa Rübenach, terminata nel 1472. Al suo interno, la sala inferiore ci regala un incontro con l’arte, perché possiamo ammirare la Madonna col Bambino e grappolo d’uva, capolavoro di Lucas Cranach il Vecchio. Le pareti sono decorate con affreschi borgognoni e tappeti fiamminghi, mentre le stanze da letto conservano letti a baldacchino finemente intagliati.
La Sala del Tesoro: lo scrigno delle meraviglie
Se le stanze ci raccontano la vita quotidiana, la Sala del Tesoro ci parla dello sfarzo e del collezionismo della famiglia Eltz. Considerata una delle collezioni private più importanti d’Europa, ospita oltre cinquecento oggetti preziosi.
Il nostro sguardo non può che perdersi tra lavori di oreficeria di Augusta e Norimberga, vetri delicatissimi e porcellane di Vienna, il vaso in argento dorato dell’Ingordigia, o le bizzarre statuette che animavano i banchetti. C’è persino una statuetta di San Giovanni Nepomuceno che la famiglia ha giurato di non vendere mai, per rispettare una clausola matrimoniale del XVIII secolo.
Gli esterni immersi nella natura
A completare la magia di Burg Eltz è la cornice naturale in cui è inserito. I trecento ettari di foresta che circondano il castello sono una riserva naturale protetta (Natura 2000).
I sentieri escursionistici che portano al castello offrono scorci che tolgono il fiato, permettendoci di vedere le otto torri apparire all’improvviso tra il verde, esattamente come dovevano apparire ai pellegrini di secoli fa.
Il Castello di Eltz è la prova che la bellezza può sopravvivere a tutto: è scampato alle distruzioni di Luigi XIV e alle guerre mondiali, è stato restaurato con cura maniacale nel XIX secolo e continua a essere protetto dai suoi attuali proprietari. Quando la sera scende sulla valle di Eltz e le luci del castello iniziano a brillare, è facile convincersi che, almeno qui, la magia sia ancora di casa.