Chi ha avuto la fortuna di visitare la Scozia, la descrive come un territorio sospeso tra realtà e fantasia. Ci sono infatti luoghi che sembrano fuori dal tempo, incastonati nella natura forte di colline e promontori, dove la storia dell’uomo si è fusa con il paesaggio circostante.
Ne sono un esempio i mitici castelli scozzesi, punti di interesse che richiamano turisti da ogni parte del globo. E tra i più visitati, nonostante ormai gli assalti del tempo e delle invasioni umane abbiano lasciato solo rovine, c’è Dunnottar, arroccato su una penisola che si affaccia a strapiombo sul mare.
Il Castello di Dunnottar, gioiello della città di Stonehaven, lungo la costa nord est dell’Aberdeenshire, si erge da secoli su uno sperone roccioso, fiero e solitario. E l’unico modo per raggiungerlo è tramite un sentiero panoramico con una salita finale di 200 gradini.
Ma chi non teme la fatica, sa che la vista, una volta giunti a destinazione, è mozzafiato. E questo ha fatto meritare alla fortezza il novero tra i castelli più belli di Scozia. Il resto dell’esperienza lo fa l’atmosfera, che immerge il visitatore in miti e leggende secolari.
Indice
Dunnottar Castle, dove si trova e come arrivare
Il Castello di Dunnottar si trova a un paio di chilometri dal centro di Stonehaven, una località che rientra nella regione amministrativa dell’Arberdeershire. Si affaccia a strapiombo sul Mare del Nord ed è uno dei luoghi più caratteristici della Scozia nord orientale.
Si può raggiungere da Stonehaven a piedi, attraversando un percorso panoramico costiero, che parte dal porto cittadino. In alternativa, se non si è attrezzati per una camminata tra sentieri sterrati, è possibile parcheggiare la macchina vicino all’ingresso del castello.
Ci sono anche i mezzi pubblici che congiungono invece il comune di Aberdeen, che si trova a nord di Stonehaven, in circa 30 minuti. Gli autobus di solito percorrono la A92, fermandosi vicino al parcheggio situato accanto al Castello, rendendo semplice raggiungerlo.
Ma l’ultimo tratto va sempre percorso a piedi, seguendo una ripida discesa e una risalita di 200 gradini. Il sentiero dal parcheggio inizia con uno sterrato in pendenza, che costeggia la scogliera, proseguendo con una scalinata che passa sotto un tunnel di pietra.
Qual è la distanza da Edimburgo al Castello di Dunnottar
Chi è in viaggio nelle bellissime terre scozzesi, con molta probabilità non avrà scelto i piccoli centri per il soggiorno. È infatti più facile prenotare un hotel nella capitale, Edimburgo, spostandosi per visitare i dintorni e mantenendo la metropoli come punto di appoggio.
Le distanze da Edimburgo alla fortezza di Dunnottar non sono impossibili: consideriamo infatti circa 130Km da Stonehaven. Per raggiungere la città si parte dalla stazione di Edimburgh Waverley, dove ci sono treni frequenti, gestiti da ScotRail e LNER.
Il viaggio in treno ha una durata di circa 2 ore, che è lo stesso tempo che si impiega in autostrada, se ci si sposta con la macchina o in autobus. A questo proposito, va ricordato che Dunnottar è una delle mete inserite nella maggior parte dei tour organizzati.
Se infatti optiamo per questa soluzione, le compagnie turistiche propongono escursioni da Edimburgo verso i castelli più belli di Scozia. A parte Dunnottar, è l’occasione per visitare anche il Castello di Glamis o quello di Balmoral, residenza estiva dei reali inglesi.
Castello di Dunnottar: la storia
Il nome Dunnottar è una probabile derivazione dal gaelico scozzese di Dùn Fhoithear, che si può tradurre come “forte sul pendio”. E infatti, andando indietro nella storia, il castello nasceva come una fortezza, con una vista privilegiata sulle navi in avvicinamento.
La prima struttura costruita sul promontorio, si stima che abbia visto la luce ai tempi dei Pitti, una tribù celtica stanziata in quelle aree fino al X secolo. Ma le prime prove documentali portano data 900, con una battaglia tra re Donald II di Scozia e i vichinghi.
Dal XII secolo in poi, i riferimenti a Dunnottar diventano più frequenti, grazie alle testimonianze di re Guglielmo I di Scozia, che scelse il castello come sede amministrativa del suo regno. Nel 1200 la fortezza diventa background delle guerre di indipendenza e della ribellione di William Wallace.
In questo periodo di intrighi e battaglie senza esclusione di colpi, Dunnottar è stato oggetto di attacchi, espropriazioni e distruzioni. E fino alla fine del 1300, quando passò nelle mani della famiglia Keith, i primi Conti Marescialli di Scozia, il fortino fu lasciato in uno stato di semi abbandono.
I Keith lo fecero risorgere come una fenice dalle sue ceneri, rendendolo un palazzo sontuoso e inespugnabile. E fino al secolo delle guerre civili, capeggiate da Oliver Cromwell, fautore del famoso assedio del 1651-1652, il castello tenne fede al suo ruolo di fortezza invincibile.
Nel 1715, in pieno contesto di rivolte giacobite, il governo confiscò Dunnottar e lo cedette a una compagnia mineraria, che lo privò di pavimenti, mobili, tetti e strutture. Le rovine che oggi svettano sul promontorio, sono i resti di questo esproprio.
Cromwell e i gioielli della corona scozzese
La storia più raccontata su Dunnottar, nonostante sia stato protagonista di secoli di battaglie e conquiste, è quella dell’assedio da parte di Oliver Cromwell. Dopo l’esecuzione di Carlo I da parte del Lord Protettore, gli scozzesi ribatterono incoronando il figlio del sovrano, Carlo II.
E Cromwell, infuriato, decise di invadere la Scozia, con il chiaro intento di rubare i gioielli della corona e fonderli come aveva fatto con quelli inglesi. Il tesoro di Scozia era a Dunnottar, motivo per cui il generale puritano iniziò un assedio feroce che durò mesi.
Ma l’onore di Scozia non poteva piegarsi anche difronte ai cannoni, sicché il compito di mettere in salvo corona, scettro e spada fu affidato a due coraggiose donne. Una era Elizabeth Douglas, moglie del governatore e l’altra Christian Fletcher, moglie del ministro della chiesa di Kinneff.
Con un sotterfugio, i gioielli della corona scozzese furono nascosti e condotti proprio in questa chiesetta, dove la Fletcher, insieme al reverendo James Granger, li occultarono. Qui, per dieci anni, restarono celati in una buca scavata sotto al pulpito, lontani dal nemico.
I film girati o ispirati a Dunnottar
Il mitico Castello di Dunnottar è stato anche musa per il cinema, diventando location per film diventati famosi. Uno è l’Amleto di Franco Zeffirelli, con Mel Gibson e Glenn Close, che fu girato per intero in quell’atmosfera decadente e selvaggia della fortezza.
Nel 2011 è stato invece il turno di The Eagle, sull’occupazione romana della Gran Bretagna, dove si possono notare scorci delle Highlands e del castello. Più recente è Victor Frankestein, del 2015, del regista Paul McGuigan, con James McAvoy come protagonista.
Il castello qui rappresenta il laboratorio del folle scienziato e appare nelle scene più importanti del film. Ma anche la Disney-Pixar ha guardato al forte scozzese come a una location interessante per le sue animazioni.
Ne è un esempio The Brave del 2012, dove il castello DunBroch, alloggio regale della principessa Merida, è del tutto ispirato a Dunnottar. In effetti, se Neushwanstein è l’ideale per le storie romantiche, con fanciulle da salvare, per le eroine ribelli dotate di arco e frecce, meglio residenze dallo spirito più selvatico, forte e affascinante.