Libri come elementi di arredo come usarli per trasformare la casa con stile

Dalle pile sul pavimento alle librerie divisorie, dalle copertine esposte come quadri agli angoli in cucina e bagno: come i libri diventano protagonisti dell'interior design

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Alessandra Vigna

Esperta in architettura

Ora al Politecnico di Milano per la magistrale in Architettura, porta nei suoi pezzi la curiosità di chi guarda gli spazi non solo per come sono, ma per come potrebbero essere.

Dai capolavori classici come Guerra e Pace o Cent’anni di Solitudine, alla grande narrativa contemporanea – I Leoni di Sicilia di Stefania Auci, i gialli di Andrea Camilleri o l’opera omnia di Elena Ferrante. I libri in casa possono dare origine al caos oppure diventare un insieme di elementi per costruire un arredo straordinario. Le soluzioni sono diverse, con alcune regole da rispettare. Condizione di partenza: essere un appassionato di lettura e avere una bella biblioteca di volumi da sistemare.

La palette cromatica dei dorsi

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Dorsi colorati che creano una palette spontanea, piante, campane in vetro e un vaso in ceramica posizionati con misura: questa libreria dimostra che l’aggiunta di oggetti personali e decorativi non disturba

Già scegliere come disporre i libri sui mobili dell’ingresso o sui tavolini del living è un’arte. Si può sperimentare cominciando con il sovrapporre copertine dalle sfumature affini per creare una palette cromatica armoniosa, oppure giocare con le altezze, appoggiando uno sull’altro colori che formano tavolozze personalizzate. Per completare l’opera si può posizionare in cima un vaso scultoreo, un candeliere o una lampada da tavolo di design.

Le pile sul pavimento

I volumi possono essere impilati e posizionati direttamente sul pavimento, creando una colonna che dona un’atmosfera allo stesso tempo accogliente e sofisticata. Non è banale come sembra: per abbellire lo spazio senza farlo sembrare semplicemente “in disordine”, l’arte sta nello scegliere la posizione giusta o il mix di design dei dorsi.

Esistono strutture che aiutano a simulare questo effetto garantendo più stabilità: la celebre libreria verticale Original Ptolomeo di Bruno Rainaldi, fatta di mensole in acciaio che “scompaiono” quando è piena, trasforma i libri in oggetti di design che sembrano sorreggersi da soli. Questi elementi sono la soluzione ideale negli angoli vuoti e spogli delle stanze, in cui sembra impossibile collocare altri arredi.

I libri esposti come opere d’arte

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Pieni e vuoti, verticale e orizzontale, libri e oggetti personali che si alternano senza una regola fissa: è esattamente il gioco di volumi descritto nell’articolo

La casa può diventare anche luogo di esposizione. Attraverso piedistalli o mensole, i volumi vengono posti in bella vista, trattati come quadri o sculture in una galleria d’arte. Non sempre, infatti, vanno mostrati di costa: ponendoli frontalmente si possono esibire le copertine graficamente più belle o i titoli più accattivanti. Che siano posti sul camino o su supporti di design, questi oggetti creano angoli molto raffinati di cui i libri sono i protagonisti.

Le librerie come divisori di spazio

Skandilo
Piloti di Simo Lehtonen per Skandilo: scaffalatura in noce con forme nordiche e morbide, ritmo preciso di colonne e doppio affaccio. Presentata all’ultimo Salone del Mobile, è pensata per separare gli spazi senza chiuderli

Tutte queste soluzioni creative non possono unire tutte le funzioni che ci offrono le librerie in quanto tali: una struttura in grado di contenere, mettere in mostra e, eventualmente, dividere gli spazi della casa. Mensole più o meno distanziate, che riempiono tutta una parete, incassate in nicchie per ricavare spazio extra o che corrono sospese nella parte alta della stanza.

Le librerie possono anche servire come divisori mobili in ambienti aperti. All’ultimo Salone del Mobile, Simo Lehtonen per Skandilo ha presentato Piloti, una scaffalatura con 3-6 ripiani dalle forme nordiche e morbide con un ritmo preciso di colonne: avendo un doppio affaccio, è perfetta per separare gli spazi ma anche metterli in comunicazione.

Come disporre i libri tra le mensole

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Mensole che riempiono tutta una parete fino al soffitto, al punto che la struttura quasi scompare: la sensazione è che la parete stessa sia fatta di carta. Un effetto che si ottiene solo lasciando che i libri prendano il sopravvento

Per chi ama veramente i libri, la grande decisione è come disporli tra le mensole: se riempire completamente gli spazi disponibili, al punto che la struttura arrivi quasi a scomparire dando la sensazione che la parete sia tutta fatta di carta, oppure giocare con i pieni e i vuoti, posizionandoli sia in orizzontale sia in verticale, creando movimento grazie a spessori e altezze diverse. L’aggiunta di oggetti personali, decorativi o di design arricchisce e armonizza l’immagine di insieme.

Il tocco di massima personalizzazione sta poi nella conquista di ambienti che normalmente non sono dedicati ai libri: la cucina e i bagni, che così diventano luoghi meno minimal e più accoglienti.

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