Ci sono immagini che restano impresse nella mente e quella dell’infortunio di Lindsey Vonn alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 è certamente una di queste. Il suo sogno si è infranto all’Olympia delle Tofane in appena tredici secondi, segnati dal suono straziante di un urlo che ha fatto tremare le montagne. Nessuna medaglia per la Vonn ma oggi, lontana dal ghiaccio e circondata dal calore della sua famiglia, ci sta regalando la sua vittoria più bella: quella di una donna che, a 41 anni, sceglie di rinascere ancora una volta.
L’incidente sulla neve e il coraggio di osare
Dopo l’incidente, Lindsey Vonn è stata immediatamente soccorsa e trasportata d’urgenza in elicottero all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dove ha affrontato un terribile calvario chirurgico: quattro interventi in sei giorni per ricostruire una gamba, profondamente ferita.
“Sapere che ero lì ad avere la possibilità di vincere è stata una vittoria in sé. Sapevo anche che correre era un rischio. È sempre stato e sarà sempre uno sport incredibilmente pericoloso – aveva scritto, subito dopo la caduta -. E come le corse di sci, si rischia nella vita. Sogniamo. Noi amiamo. Saltiamo. E a volte cadiamo. A volte i nostri cuori sono spezzati. A volte non realizziamo i sogni che sappiamo di poter avere. Ma questo è anche il bello della vita; possiamo provare. Ci ho provato. Ho sognato. (…) La vita è troppo breve per non rischiare su se stessi. Perché l’unico fallimento nella vita è non provarci”.
Sono stati giorni sospesi tra il dolore e la speranza, durante i quali ha cercato di tenere aggiornati i fan sulle sue condizioni di salute. “Per favore, non siate tristi. Empatia, amore e sostegno li accolgo con cuore aperto, ma non tristezza o simpatia. Spero invece che vi dia la forza di continuare a lottare, perché è quello che sto facendo e continuerò a fare. Sempre”, ha scritto in un post su Instagram.
Quel momento ha segnato la fine della sua brillante carriera, come ha ribadito il padre, ma non ha alcun rimorso: “Quando ripenso al mio schianto, non sono rimasta al cancello di partenza ignara delle potenziali conseguenze. Sapevo cosa stavo facendo. Ho scelto di correre un rischio. Ogni sciatore al cancello di partenza ha corso lo stesso rischio. Perché anche se sei la persona più forte del mondo, la montagna tiene sempre le carte”.
La montagna ha tenuto per sé l’ultima parola, ma non ha spento il suo spirito: “Quando chiudo gli occhi di notte non ho rimpianti e rimane l’amore che provo per lo sci. Non vedo l’ora che arrivi il momento in cui potrò stare ancora una volta sulla cima della montagna. E lo farò”.
Il ritorno a casa negli USA
Dopo gli interventi a Treviso per rimediare a una complessa frattura della tibia, Lindsey Vonn è tornata finalmente a casa negli USA e ha potuto riabbracciare la sua famiglia. A testimoniarlo un tenero video realizzato dalla sorella Karin Kildow, a corredo del quale ha scritto: “Grazie per gli amici, la famiglia, la mia squadra e tutto lo staff medico che mi sta facendo tornare in me… Sto lentamente tornando a vivere, torno alle basi e alle cose semplici della vita che contano di più. Sorridi. Ridi. Ama. Mia sorella Karin ha fatto questo video e mi ha fatto piangere subito e mi ha riempito il cuore. Vi amo ragazzi”.
Dopo il dolore, la bellezza ritrovata nelle cose semplici. Nel video è serena mentre riscopre piccoli gesti quotidiani, come il piacere di farsi lavare i capelli dopo una settimana di immobilità forzata. Una coccola da parte di chi non l’ha mai lasciata sola.