Si è spenta all’età di 78 anni Emma Bonino, una delle figure più influenti e carismatiche della politica italiana ed europea contemporanea. Con la sua scomparsa, l’Italia perde una pioniera delle battaglie per i diritti civili, una radicale intransigente nella difesa delle libertà individuali e un punto di riferimento per l’europeismo transnazionale.
Ad annunciare la morta gli account social di +Europa: “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”.
È morta Emma Bonino, l’addio commosso di PiùEuropa
Una foto in cui appare felice e sorridente, e che riporta poche parole, intense come il suo percorso e il suo impegno politico: “Grazie Emma, chi costruisce futuro non muore mai“. Così il suo partito +Europa sui social ha voluto dare l’ultimo saluto alla sua leader, con un addio commosso.
“Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai“, si legge a corredo del post. “Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”. Parole che tratteggiano il ritratto di una donna indomita, sempre al servizio in primis delle donne.
Del resto Emma Bonino è stata una delle figure più influenti, trasgressive e appassionate della politica contemporanea, una donna che ha fatto della difesa dei diritti civili e delle libertà individuali il cuore pulsante di tutta la sua vita, facendosi testimone di battaglie che hanno cambiato l’Italia, prime fra tutte quella sul divorzio e sull’aborto.
“Emma fu “scelta dalla politica radicale” quando un divieto cambiò la sua giovane vita”, si legge nella nota. “E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna”. Una vita spesa a lottare, “contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo”.
E poi la consapevolezza che tutto ciò che Bonino ha costruito rimane nella storia: “È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti”. Infine un ringraziamento per tutto il suo impegno: “Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi. Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore“.
Emma Bonino, una vita spesa per la lotta politica
Nata a Bra nel 1948, la sua avventura politica si intreccia giovanissima con quella di Marco Pannella e del Partito Radicale. Negli anni Settanta diventa il volto e la voce di battaglie storiche che hanno cambiato il volto della società italiana. Protagonista in prima persona della lotta per la legalizzazione dell’aborto e per il divorzio, non ha mai esitato a ricorrere alla disobbedienza civile e all’autodenuncia pur di scardinare tabù e ingiustizie, ponendo l’autodeterminazione delle persone al centro del dibattito pubblico.
La sua visione, tuttavia, ha sempre travalicato i confini nazionali. Nominata Commissaria Europea negli anni Novanta, ha guidato la gestione degli aiuti umanitari in scenari drammatici come i Balcani e il Ruanda, portando la presenza delle istituzioni europee direttamente sul campo. Ha ricoperto ruoli di primo piano nelle istituzioni italiane, servendo come Ministra del Commercio Internazionale e poi come Ministra degli Affari Esteri, prima di fondare il movimento +Europa, con l’obiettivo di promuovere un’integrazione europea sempre più profonda e solidale.
Anche negli ultimi anni, segnati da una lunga e complessa battaglia contro la malattia vissuta sempre con straordinaria trasparenza e dignità, Emma Bonino non ha mai smesso di far sentire la propria voce. Fino all’ultimo si è battuta per il diritto al fine vita, per un’accoglienza dignitosa dei migranti e per la tutela dello Stato di diritto.
Aveva annunciato nel 2015 di essere malata di microcitoma polmonare, un tumore al polmone. Nel 2023 aveva poi dichiarato di essere guarita. Negli ultimi anni, Bonino era stata ricoverata più volte: a ottobre 2024 e a novembre 2025, sempre per problemi respiratori. L’ultimo ricovero era arrivato lunedì 7 settembre all’ospedale Santo Spirito di Roma, a seguito di un’insufficienza respiratoria.