Sanremo 2026, due serate in più coi cantanti in gara: l’ipotesi di Carlo Conti

Il Festival di Sanremo 2026 potrebbe proseguire con uno spin-off per omaggiare Pippo Baudo e riprendere un format in voga negli anni '90

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Martina Dessì

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L’idea che circola è un’indiscrezione, ma non ha mancato di scatenare la curiosità del pubblico: Sanremo 2026 potrebbe allungarsi di due serate, riportando in vita un format utilizzato già dalla metà degli anni ’90. L’ipotesi, ventilata da Fanpage e legata al nome di Carlo Conti, riguarda il possibile ritorno di Sanremo Top, uno spazio post-Festival che darebbe nuova centralità ai cantanti in gara anche dopo la proclamazione del vincitore ufficiale.

Come si allunga il Festival di Sanremo 2026

Per comprendere il senso di questa operazione, è necessario però guardare indietro. L’ultima edizione di Sanremo Top risale al 2002, quando alla guida c’era Pippo Baudo. Un’edizione rimasta negli archivi per il suo impianto e per i protagonisti: Silvia Mezzanotte, con i Matia Bazar, che aveva vinto tra i Big con Messaggi d’amore, mentre Anna Tatangelo si era imposta tra le Nuove Proposte con Doppiamente fragili. Oggi, a distanza di 24 anni, quel format potrebbe tornare in una veste profondamente diversa, ma con la stessa funzione di fondo.

Sanremo Top nasce nel 1994 con l’intento di raccontare il Festival dopo il Festival. A un mese dalla conclusione della kermesse, gli stessi artisti tornavano in scena con i brani già presentati, ma il criterio di valutazione cambiava. Non più giurie o televoto, bensì i numeri: le vendite degli album. Era una fotografia concreta dell’impatto reale delle canzoni sul pubblico, arricchita da esibizioni, interviste e dalla consegna delle certificazioni FIMI, come il disco d’oro o di platino.

In quest’ottica, l’eventuale ritorno nel 2026 aprirebbe scenari interessanti e molto diversi da quelli di quegli anni. Oggi il mercato musicale è dominato dallo streaming e le classifiche digitali hanno un peso centrale, così come le certificazioni legate ai risultati sulle piattaforme. Sanremo Top potrebbe quindi trasformarsi in uno spazio di approfondimento per unire performance live e dati, con una lettura più matura e meno effimera del successo, rapido e spesso poco duraturo. Una sorta di lunga coda del Festival, sempre più seguito anche dalle fasce più giovani, che però pare voglia guardare un po’ al passato.

Quando andrebbe in onda

Anche la collocazione temporale avrebbe un valore simbolico. Il Festival di Sanremo 2026 è previsto dal 24 al 28 febbraio, slittato per lasciare spazio alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina. Le due serate aggiuntive potrebbero andare in onda il 7 e il 14 marzo, portando a sette il numero complessivo di appuntamenti legati al Festival. Un’estensione che non apparirebbe come un eccesso di presenzialismo, ma come un naturale completamento di un percorso che dura moltissimi mesi.

Infine, c’è l’aspetto umano e televisivo. Sanremo Top rappresenterebbe anche un omaggio a Pippo Baudo, scomparso lo scorso 16 agosto, per il quale il Comune di Sanremo starebbe già pensando di far ergere una statua da sistemare accanto a quella di Mike Bongiorno. Allo stesso tempo, mettere a disposizione dei 30 Big in gara una seconda possibilità di esposizione, in un contesto meno competitivo e più disteso. Un vero post-Festival che chiude il cerchio e propone al pubblico una visione più ampia e consapevole della musica che nasce, ogni anno, sul palco dell’Ariston.

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