Boom di virus intestinali agli Australian Open, il vero “nemico” di Sinner e compagni

Il tennista altoatesino teme di essere colpito dalla gastroenterite, come Cobolli e Darderi. Come riconoscere ed evitare l'influenza intestinale

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

Fin dalla vigilia del torneo più atteso, che apre la stagione del tennis, il “nemico” più temuto dai giocatori in campo a Melbourne era il caldo. Con il via alle partite, il timore di andare incontro a virus intestinali – complici proprio le temperature elevate – si è confermato reale. Tra le prime vittime eccellenti anche gli italiani Flavio Cobolli e Luciano Darderi. C’è chi dice che lo stesso Jannik Sinner, numero 2 al mondo, abbia voluto chiudere il suo primo match in un tempo record (appena 68 minuti) proprio per evitare di dover restare in campo a lungo, con il caldo torrido.

I tennisti azzurri vittime del virus intestinale

A subire gli effetti del virus intestinale che circolando agli Australian Open, primo attesissimo appuntamento stagionale, è stato Flavio Cobolli, testa di serie numero 20. L’azzurro è stato eliminato al primo turno dal britannico Arthur Fery, numero 186 del ranking mondiale. Il motivo, però, non è stata una prestazione di qualità inferiore per qualità tecnica, bensì una brutta enterite che lo ha costretto a capitolare, dopo averlo colpito poco prima della partita. Stessa sorte anche per un altro italiano come Luciano Darderi.

Anche Sinner teme la gastroenterite

Per questo motivo anche Jannik Sinner sarebbe preoccupato, dopo la vittoria nel primo match contro il francese Hugo Gaston, che si è visto costretto a lasciare il campo proprio mentre affrontava l’altoatesino. Quest’ultimo non ha nascosto i problemi già riscontrati al primo appuntamento di stagione: “C’è tensione, fa caldo e si suda: se non bevi la quantità giusta rischi grosso”, ha sottolineato, che ha fatto riferimento anche a quanto accaduto ad Auger-Aliassime e a Collignon. Per questo avrebbe cercato di risparmiare le energie per i prossimi appuntamenti in campo, con l’obiettivo anche di evitare crampi (come gli era già accaduto lo scorso anno) o influenze intestinali che potrebbero compromettere l’esito del torneo.

I sintomi dell’infezione intestinale

“Ho mangiato con attenzione, avevo dormito bene. È successo tutto all’improvviso, è stato terribile”: con queste parole Cobolli ha raccontato, alla fine della sua prima partita segnata dalla gastroenterite, come si è sentito a causa del virus intestinale. “Fino a mezzora prima del match era tutto sotto controllo, ma appena sono entrato in campo ho sentito l’esigenza di andare in bagno. Il regolamento, però, non lo consente, quindi ho preso tante pillole. Non fosse stata una partita di un torneo dello Slam, mi sarei ritirato”, ha spiegato l’azzurro.

Crampi alla pancia per i tennisti

Il segnale inconfondibile del virus, per tutti coloro che finora ne sono stati colpiti, sono i forti dolori alla pancia, come ha raccontato anche Darderi: “Per fortuna sono riuscito a chiudere in tre set, altrimenti non so come sarebbe andata a finire la partita”. “Dovevo uscire dal campo e andare in bagno – ha proseguito – ma la regola lo consente solo al cambio campo, per un minuto, e non sono riuscito. Con il caldo mi stavano venendo anche i crampi nel terzo set, ho preso dei sali, dei gel, e penso che tutto insieme, alla fine, ha fatto una bomba nella pancia”. Nel suo caso, inoltre, la situazione sarebbe stata complicata dall’aver ingerito un antidolorifico per un problema al piede, non accompagnato però da un gastroprotettore.

I campanelli d’allarme

Come già era accaduto in passato, anche allo stesso Jannik Sinner (costretto al ritiro sia a ottobre del 2024 a Parigi, sia alla finale del Master 1000 di Cincinnati pochi mesi fa) i campanelli d’allarme dei malori legati al caldo eccessivo, che agevolano la proliferazione dei virus, sono inconfondibili: “I segnali ci sono tutti: febbre alta, dolori addominali, aumentata stanchezza. In campo Jannik non si teneva in piedi e si toccava l’addome. Ovviamente parliamo di ipotesi, in attesa di una vera diagnosi”, come spiegava all’Adnkronos Salute Giorgio Sesti, past president della Società italiana di medicina interna (Simi) e docente della disciplina all’università Sapienza di Roma.

Il consiglio principale: idratarsi bene

“Nonostante la febbre insorga anche per i colpi di calore e il fisico risenta delle condizioni avverse dovute al troppo caldo umido, Sinner, così come gli altri atleti, è sempre ben idratato. Per questo motivo, e per la sintomatologia avvertita dal numero 1 del tennis mondiale, mi sento di dire che potrebbe trattarsi di virus intestinale, anche perché l’intossicazione alimentare può comparire senza alterazioni della temperatura corporea” aggiungeva il medico.

In quanto tempo si recupera

In caso si venga interessati da gastroenterite, comunque, non occorre allarmarsi, perché il recupero generalmente non è lungo: “Per il virus intestinale non c’è terapia virale, si risolve in genere dopo 2-5 giorni con riposo, alimentazione corretta e idratazione”, rassicurava Sesti. Come spiega l’Istituto Superiore di Sanità, “In condizioni normali si guarisce spontaneamente dopo alcuni giorni. Nel caso di bambini, anziani e persone con il sistema immunitario compromesso, la gastroenterite virale può causare complicazioni anche molto gravi”.

Come si trasmettere e si cura l’influenza intestinale

È sempre l’ISS a spiegare, sul proprio portale, che “l’influenza intestinale, detta anche gastroenterite virale, è un’infezione virale caratterizzata da diarrea acquosa, crampi addominali, nausea o vomito e talvolta febbre. Il modo più comune per infettarsi è attraverso il contatto con una persona infetta o ingerendo cibo o acqua contaminati (via oro-fecale)”. “Attualmente non esiste una cura efficace per l’influenza intestinale, tanto che la prevenzione risulta essere la soluzione migliore per combatterla. Seguire scrupolosamente le norme igieniche, lavarsi le mani spesso ed in modo accurato, lavare accuratamente frutta e verdura, sono efficaci per ridurre il rischio di infezione”.

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