Come educare all’uso dello smartphone: regole e limiti

Arrivati alle medie, molti ragazzi e ragazze chiedono il primo smartphone: ecco le regole che dobbiamo condividere, se decidiamo di comprarlo

Pubblicato:

Giorgia Marini

Parenting Specialist

Ex avvocato. Blogger, con la laurea sul campo in Problemi di Mammitudine. Da 6 anni scrivo di gravidanza, maternità ed infanzia, sul mio blog “Stato di Grazia a Chi?” e su altre testate online. Racconto la maternità con brio, garbo ed empatia.

Con l’accesso alla scuola secondaria di primo grado, è ormai comune acquistare il primo smartphone per i propri figli, ma considerati i tanti rischi e pericoli ai quali si è così esposti, educare ad un uso più consapevole è fondamentale. Nel 2000, in Italia, è arrivato il primo smartphone, con il Nokia 9210, anche se è nel 2007, con il primo iPhone, che le cose sono profondamente cambiate. La telecamera sempre più potente, l’accesso immediato alle applicazioni, i social hanno reso i “ telefonini” sempre meno telefoni e sempre più computer. Ma, se all’inizio, anche per i costi altissimi, si trattava di un prodotto ad esclusivo uso degli adulti, oggi, si è abbassata notevolmente l’età del primo accesso.

In questo articolo affronteremo il tema di come educare i figli/figlie che possiedono uno smartphone in modo che i vantaggi prevalgono sui rischi e sulle conseguenze (anche in termini di salute fisica e mentale).

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Limiti, regole e dialogo per educare ad un uso consapevole

Lo smartphone: a che età si compra il primo

Secondo un’indagine di Save the Childrem circa un bambino su tre tra i 6 e i 10 anni usa lo smartphone tutti i giorni, con una netta prevalenza al Sud e nelle Isole, dove la quota sale al 44,4%. Parliamo di bambini e bambine che, probabilmente, pur non possedendone uno proprio, hanno accesso a quello degli adulti, per giocare e guadare video.

Sempre secondo tale ricerca, si evince che Il 62,3% dei preadolescenti ( parliamo della fascia 11-13 anni che corrisponde alle scuole medie) ha almeno un account social, nonostante la legge (il GDPR) preveda che siano necessari i 14 anni di età per fornire il consenso al trattamento dei propri dati online, indispensabili per poter aprire un account. Quindi possiamo stabilire che è con l’arrivo alle scuole medie che viene regalato il primo smartphone. Anche se, in alcuni casi, l’età si abbassa, corrispondendo a quello della prima comunione.

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Limiti, regole e dialogo per educare ad un uso consapevole

Lo smartphone ai giovanissimi: vantaggi e svantaggi

Il possesso di un proprio smartphone, ma anche l’uso di quello di famiglia, non va confuso con  la tecnologia in senso generale. Le competenze digitali possono essere apprese gradualmente, nei contesti scolastici (o anche familiari) al momento giusto: giocare con il device, nel passeggino, nella sala di attesa del pediatra o al ristorante non ha a che fare con lo sviluppo di competenze tecnologiche. È chiaro che, in questi casi, si va incontro all’esigenza di noi adulti, che vogliamo intrattenere un bambino piccolo come, fino a qualche anno fa, avremmo fatto con la lettura di una favola o con fogli di carta e matite, per fare degli esempi. Queste asserzioni non sono giudizi ma sono frutto di quanto ci dice la scienza, che ha messo in mostra i danni anche in termini di obesità o di calo della vista, se si viene lasciati davanti agli schermi, in tenera età.

Altra cosa è, invece, usare o possedere lo smartphone quando si è più grandi, preadolescenti ed adolescenti, in questi casi, è indubbio che ci siano vantaggi. Vantaggi che potremmo elencare nei seguenti:

  1. poter comunicare con amici e familiari;
  2. sviluppare competenze digitali;
  3. accedere a contenuti educativi;
  4. poter chiedere aiuto facilmente;
  5. essere localizzati in casi di emergenza.

Sappiamo, però, che avere uno smartphone non vuol dire telefonare, quanto navigare sulle varie piattaforme. Secondo uno studio pubblicato su The Times, i giovani non si sentono a proprio agio a telefonare, preferendo di gran lunga i messaggi, non essendo più abituati alle relazioni, come le abbiamo conosciute sino ad ora. La messaggistica istantanea è certamente comoda ma tende a trasformare le relazioni, riducendo anche l’ascolto, il dialogo come anche la possibilità di comprendere le emozioni altrui. Elementi in più per porci come educatori all’uso dello smratphone nei confronti dei più giovani.

Arrivando agli svantaggi, che potrebbero conseguire in assenza di regole ed educazione, potremmo così sintetizzarli:

  1. distrazione;
  2. perdita di attenzione;
  3. esposizione a contenuti inappropriati;
  4. problemi di salute mentale;
  5. dipendenza;
  6. problemi legati al sonno;
  7.  ansia e bassa autostima;
  8. disturbi alla vista;
  9. adescamento on line;
  10. diffusione dei dati personali/immagini;
  11. cyberbullismo;
  12. compromissione della memoria a lungo temine.

E tutte queste conseguenze non sono certamente collegate all’uso della mera messaggistica o alle telefonate ma appunto all’uso dei social e delle piattaforme di gioco sempre più attrattive per i giovani e per i giovanissimi ma che, a volte, nascondono rischi gravissimi (adescamento) oltre a quello della dipendenza. Rischi e conseguenze diverse tra femmine e maschi come sottolineato da Jonathan Haidt, psicologo statunitense che, nel libro “Generazione Ansiosa”, parla anche di come il gioco off line rafforzi competenze fondamentali per lo sviluppo degli esseri umani, impossibili da replicare on line.

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Limiti, regole e dialogo per educare ad un uso consapevole

Come educare ad un uso più consapevole

Per promuovere un uso consapevole, in modo da ridurre i rischi a vantaggio dei benefici, è essenziale creare regole condivise. Necessario è il dialogo con i nostri figli in modo che comprendano che le regole ed i limiti hanno delle ragioni importantissime di fondo. Vediamone alcune:

  1. stabilire durata ed orari per l’accesso;
  2. creare momenti e spazi off line (pasti, contesti di famiglia, camera da letto)
  3. attivare strumenti di parental control;
  4. promuovere attività offline come sport e lettura;
  5. dare il buon esempio (evitiamo un uso eccessivo davanti a loro);
  6. partecipare insieme a progetti di educazione digitale.

Quest’ultimo aspetto è fondamentale, in quanto non siamo tutti preparati a tale compito ed anche noi adulti, del resto, siamo spesso dipendenti dalle varie piattaforme. Per fortuna, i municipi, le associazioni dei genitori, la scuola, possono fare squadra sulla promozione ed organizzazione di incontri atti ad informare e a confortarsi, per non lasciare sole le famiglie di fronte a questo arduo compito.

Libri sull’educazione digitale

Oggi è facile informarsi anche leggendo libri di grande successo e di facile accesso pubblicati da neuroscienziati/e o da psicologi che si sono dati la missione di divulgare i rischi connessi ad un uso precoce ed eccessivo dei device.

Vediamone 5, anche se la letteratura sul tema è sempre più vasta.

1. La generazione ansiosa. Come i social hanno rovinato i nostri figli di Jonathan Haidt. Un libro completo, con tutte le fonti e le ricerche scientifiche con annessi grafici e statistiche, che tutti dovremmo leggere.

2.Vietato ai minori di 14 anni di Albero Pellai. Un libro che ha fatto la storia, uno dei primi che si è occupato del tema. Utile anche se il cellulare fa già parte della vita dei nostri figli per comprenderne limiti e confini.

3.La dittatura dello smartphone. 12 soluzioni per salvare la salute mentale dei nostri figli di Miguel Ángel Martínez-González. Ma perché i ragazzi non si staccano mai dal cellulare? E perché i nativi digitali sono depressi e distratti?  Ecco le domande alla base di questo libro che, espone come  i social siano stati concepiti per creare dipendenza. 

4.Genitori digitali. Guida pratica per educare bambini da 0 a 10 anni a un uso consapevole delle nuove tecnologie di Giuseppe Lavenia. Tra i genitori c’è chi ha rinunciato alla battaglia per tenere sotto controllo i contenuti a cui sono esposti i propri figli e li lascia navigare da soli in rete, e chi, nel dubbio, vieta tout court smartphone e tablet. Quale sia (se esiste) un modo giusto per porci di fronte a questo tema, lo scopriamo con questo manuale.

5.Ragazzi online. Crescere con internet nella società digitale di Sonia Livingstone. Sulla base della letteratura scientifica e di una serie di ricerche, ecco un modo per analizzare i comportamenti abituali dei giovani che usano lo smartphone.

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