Huernia Zebrina, come coltivare e curare la pianta grassa dal fiore unico

Scopriamo come prenderci cura della Huernia zebrina, la pianta grassa con fiori a forma di stella e striature zebrate. Tutti i consigli

Pubblicato:

Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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La natura ha una fantasia che spesso supera quella degli artisti più visionari. Se amiamo le piante che non si limitano a decorare un angolo, ma che sanno diventare le protagoniste assolute di una stanza, non possiamo ignorare l’esistenza della Huernia zebrina, una succulenta: minuscola nelle dimensioni, ma monumentale nell’impatto visivo dei suoi fiori.

Cos’è la Huernia zebrina

Diffusa nei paesaggi aridi e rocciosi dell’Africa meridionale, tra cui Namibia, Botswana, Zimbabwe e Sudafrica, questa piccola pianta a grappolo, dai gusti carnosi e quadrangolari, fa parte della famiglia delle Apocynaceae (conosciute una volta come Asclepiadaceae).

La sua altezza è contenuta. Supera difficilmente i 10 centimetri, eppure la struttura appare decisamente robusta. L’elemento che la rende tanto unica è il fiore, una stella a cinque punte: ha questa corona centrale lucida e spessa, di un rosso vino molto intenso, che sembra quasi incorniciare l’apertura centrale. I petali sono di un delicato giallo paglierino e vengono attraversati da striature brune. Richiamano il manto di una zebra, dettaglio da cui deriva il suo nome così evocativo.

Come coltivare la Huernia zebrina

La sua crescita è lenta, il che la rende perfetta per chi non ha molto spazio o per chi ama creare piccole composizioni su mensole e scrivanie. La buona notizia è che, nonostante l’aspetto così particolare e ricercato, la coltivazione è alla portata di tutti.

La prima regola è rispettare i suoi tempi, in quanto ha bisogno di un ciclo stagionale ben definito per riuscire a fiorire. Se trattata con le giuste attenzioni, tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno ci regalerà i suoi incredibili fiori stellati. Per chi è abituato a piante tropicali che richiedono nebulizzazioni costanti, il paradigma cambia completamente: vediamo come.

Dove posizionarla

La luce è il suo carburante principale. Tuttavia, c’è un piccolo segreto: sebbene ami il pieno sole, l’irraggiamento diretto nei mesi di luglio e agosto, specialmente nelle ore centrali della giornata, potrebbe intaccare i fusti, facendoli diventare di un colore rossastro o marrone.

L’ideale sarebbe un davanzale esposto a sud, magari con una tenda leggera a schermare durante l’estate, oppure una posizione a est o ovest, dove arrivino diverse ore di luce solare. Se vogliamo, possiamo anche tenerla all’esterno, tra il giardino o il balcone: l’importante è scegliere un’area con il sole al mattino e un po’ di ombra parziale nel pomeriggio.

Attenzione però alle temperature. La Huernia zebrina è piuttosto freddolosa e non dovremmo mai lasciarla in ambienti dove si scende sotto i 10°C. Chi vive in zone dall’inverno rigido può portarla in casa già a metà autunno. Poi, meglio evitare di metterla vicino ai condizionatori o in punti soggetti a correnti d’aria fredda. Potrebbero causare uno stress immediato, col rischio di veder cadere tutti i boccioli.

Terreno e concime

Poiché il marciume radicale è l’unico nemico in grado di intaccare la salute di questa pianta così resistente, dobbiamo preparare un “letto” che sia il più drenante possibile. Dimentichiamo il terriccio universale che usiamo per le piante verdi: la Huernia ha bisogno di una miscela per succulente e cactus, che possiamo arricchire noi stessi aggiungendo pomice, argilla espansa o sabbia grossolana.

Potrebbe essere composto da due parti di terriccio specifico, una parte di perlite e una di sabbia, così da assicurare che l’acqua scorra via velocemente, lasciando le radici umide ma mai inzuppate. Scegliamo contenitori che abbiano i classici fori di drenaggio.

Per quanto riguarda il nutrimento, possiamo aiutarla durante la stagione di crescita (primavera ed estate) con un concime liquido bilanciato per piante grasse, diluendolo a metà della dose consigliata sulla confezione. Facciamolo ogni 4-6 settimane. Una raccomandazione importante: in autunno iniziamo a ridurre le dosi per sospendere completamente in inverno.

Irrigazione

Dobbiamo considerare le caratteristiche di questa pianta, che si è evoluta per conservare liquidi nei suoi fusti carnosi, quindi può sopravvivere a lunghi periodi di siccità.

Il programma di irrigazione ideale prevede un intervento circa ogni tre settimane durante i mesi caldi. Tuttavia, non seguiamo il calendario alla cieca: premiamo il terreno e scendiamo di un paio di centimetri, e se sentiamo anche solo una traccia di umidità, rimandiamo l’annaffiatura di qualche giorno. Durante l’inverno, la pianta entra nello stato di riposo: in questo periodo le irrigazioni devono essere quasi azzerate, intervenendo solo una volta al mese o se notiamo che i fusti iniziano a raggrinzirsi leggermente.

Un piccolo consiglio: usiamo acqua a temperatura ambiente, possibilmente non calcarea (l’acqua piovana sarebbe l’ideale). E ricordiamo di non bagnare mai direttamente i fusti o il centro della rosetta, poiché l’acqua stagnante tra le pieghe della pianta è un invito per funghi e marciumi.

Come propagarla

Per propagarla, possiamo usare il metodo della talea, da praticare in primavera. Basta staccare con un coltello affilato e disinfettato uno dei fusti laterali.

Ecco il passaggio fondamentale: non mettiamo subito la talea nel terreno. Dobbiamo lasciarla su un foglio di carta assorbente all’ombra per 3 o 4 giorni, finché la ferita non si sarà completamente asciugata formando un callo. Solo a quel punto potremo interrarla usando sabbia e torba. Manteniamo il vaso in un luogo caldo (circa 20°C) e leggermente umido: nel giro di poche settimane vedremo spuntare le prime radici.

I problemi più comuni

Il segnale più comune che qualcosa non va sono le foglie (o meglio, i fusti) ingiallite. Spesso è il primo grido d’aiuto per uno stress idrico o per una mancanza di luce. Se notiamo che la crescita è stentata, controlliamo di non aver esagerato con il concime: un eccesso di sali nel terreno può bloccare la pianta invece di aiutarla.

I parassiti della Huernia sono la cocciniglia e il ragnetto rosso. La cocciniglia si nasconde spesso alla base dei fusti, protetta dai tubercoli, e si riconosce per quei piccoli batuffoli bianchi simili a cotone. Il ragnetto rosso, invece, si manifesta con minuscole ragnatele o puntini giallastri. Possiamo combatterli con l’olio di lino o con soluzioni specifiche, ma l’importante è agire subito. Con queste piccole accortezze, la nostra Huernia zebrina diventerà l’orgoglio del nostro salotto green, regalandoci fioriture che sembrano vere e proprie opere d’arte contemporanea.

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