Chi non ha mai sognato, almeno una volta, di ritrovarsi protagonisti di una favola, magari passeggiando all’ombra di torri che si specchiano in acque tranquille? Esistono luoghi nel mondo che sembrano sospesi in una bolla, dove il presente sfuma delicatamente nel passato, e il castello di Ooidonk è indubbiamente uno di questi. Ci troviamo nelle Fiandre Orientali, a breve distanza dalla vivace Gand, cullati dalle anse del fiume Leie, un corso d’acqua che ha ispirato pittori e poeti. I mattoni rossi che si accendono al tramonto, le cupole a cipolla che toccano il cielo, un’architettura che ha visto tutto, dalle guerre alle rinascite: vi raccontiamo questo gioiello che viene spesso definito “la perla del Leie”.
Indice
La storia del castello di Ooidonk: dalle ceneri alla rinascita
Per comprendere l’anima di questo luogo, dobbiamo fare un tuffo nel passato, fino al XIII secolo. Immaginiamo una terra fatta di intrecci, di paludi e di fango: il nome stesso, Ooidonk, ci parla di un rilievo in mezzo all’acqua, un punto sicuro dove costruire senza rischiare di affondare. Nata come fortezza militare, parte di una cintura difensiva per proteggere la città di Gand e sorvegliare i traffici sul fiume, la struttura ha vissuto secoli di fuoco e di sangue.
La famiglia Van Montmorency, che ne ha detenuto la proprietà per centosessant’anni, ha attraversato i momenti più bui della storia fiamminga: nel 1491 il castello è stato letteralmente raso al suolo per una rappresaglia politica, poi ricostruito con fatica, e ancora nel 1579 le guerre hanno portato un altro incendio e un altro assedio, lasciando dietro di sé solo rovine. È una storia drammatica, segnata indelebilmente dalla tragedia di Filippo di Montmorency, Conte di Horne, decapitato a Bruxelles: un evento che sembra ancora oggi avvolgere la tenuta in un velo di malinconica nobiltà. Ma tutto cambia nel 1595 con Maarten della Faille, un banchiere di Anversa. Uomo di numeri ma anche di raffinato gusto, della Faille decide di trasformare quelle rovine in una dimora di piacere, introducendo lo stile ispano-fiammingo e portando il respiro del Rinascimento in Belgio.
Un gioiello di architettura ispano-fiamminga
Spesso Ooidonk viene paragonato ai celebri castelli della Loira, come Chambord o Cheverny, e osservandolo capiamo il perché: l’architettura è un gioco di rimandi continui tra la solidità fiamminga e l’eleganza francese. Il rosso caldo dei mattoni e la pietra arenaria bianca che incornicia le finestre creano un contrasto cromatico che cattura lo sguardo ed è tipico di queste terre del Nord.
Le torri circolari sono massicce, ci ricordano il passato difensivo e le battaglie sostenute, ma le cupole che le sormontano donano quella leggerezza velata del gusto spagnoleggiante del tardo Cinquecento. Tutto è circondato dall’acqua del fossato, un tempo difesa necessaria contro gli invasori, oggi specchio di bellezza che riflette l’asimmetria controllata dell’edificio, raddoppiandone la magnificenza. I frontoni a gradoni, che si stagliano contro il cielo spesso grigio del Belgio, completano un quadro che sembra dipinto da un maestro fiammingo.
Gli interni: un viaggio nel lusso del XIX secolo
Se l’esterno è rimasto fedele al Rinascimento, una volta varcata la sognia entriamo in un’altra epoca. Grazie al conte Henri t’Kint de Roodenbeke e all’architetto francese Clément Parent, nel 1864 le stanze sono state oggetto di un restauro profondo per adattarle al gusto del XIX secolo.
Cosa è possibile vedere? Arazzi rari, collezioni preziose che spaziano attraverso i secoli, mobili d’antiquariato: entrare qui è come usare una macchina del tempo che ci porta direttamente nello sfarzo dei grand castelli, pur rimanendo una casa vissuta: si respira la storia delle generazioni che hanno abitato queste mura.
Il parco e la natura: la magia del fiume Leie
Il dominio del castello si estende per ben 45 ettari: un’area verde che la famiglia ha difeso con le unghie dall’urbanizzazione e che rappresenta un polmone verde inestimabile. I giardini alla francese sono un esempio di ordine perfetto, dove le siepi basse e i viali lineari guidano l’occhio sempre verso il cuore del castello, con prospettive studiate per stupire. Ma c’è di più: il parco che circonda la struttura offre scorci più selvaggi e romantici, ideali per perdersi nei propri pensieri.
I giardini curati che circondano la dimora Passeggiare lungo l’Ooidonkdreef, il lungo viale alberato monumentale che porta all’ingresso, è un’esperienza da fare assolutamente: qui il tempo rallenta. Incontriamo la chiesa di Nostra Signora e San Giovanni, custode delle memorie di famiglia e luogo di silenzio, dove riposano gli antenati. Più avanti, ecco la “Kapelanij”, la casa del cappellano, una fattoria del Quattrocento che mostra ancora i portelloni rossi e bianchi, segno distintivo della dipendenza dal castello, e l’azienda agricola di Reables, nata nel Seicento. Tutto ci ricorda che Ooidonk è sempre stato un centro produttivo vivo, un ecosistema autonomo che ha saputo resistere ai cambiamenti della modernità.
Visitare il Castello di Ooidonk oggi
Cosa succede oggi in questa dimora storica? Il castello è tuttora una residenza privata, abitata con orgoglio dai conti t’Kint de Roodenbeke (attualmente il Conte Henry e la sua famiglia): per questo motivo l’atmosfera che si respira è intima e gli interni sono accessibili solo in occasioni speciali, domeniche estive o eventi selezionati. Tuttavia, dal 1958 i cancelli del parco si aprono al pubblico da aprile a settembre, dando a tutti la possibilità di ammirare questo scenario da fiaba. La famiglia ha investito enormi energie e risorse negli ultimi quarant’anni per restaurare ogni singola torre e proteggere il dominio, considerato monumento storico protetto dal 1995. Intorno, è assente qualsiasi costruzione moderna che possa rovinare la vista: solo la campagna fiamminga, placida e verdeggiante, che sembra uscita da un quadro di Bruegel. Ooidonk rimane, senza alcun dubbio, il gioiello più prezioso sulle rive del Leie, una testimonianza di come la bellezza possa sopravvivere ai secoli.