Silvana Armani ricorda l’ultima volta che ha visto lo zio Giorgio: i dettagli del testamento

Silvana Armani e l'eredità dello zio Giorgio: ricorda l'ultima volta che lo ha visto, ma soprattutto ne celebra il talento e il genio immortale

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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L’impero di Giorgio Armani continua, nel nome di Silvana Armani e Leo Dell’Orco, ma anche di novemila dipendenti – novemila famiglie – che vivono grazie alla visione del Re della Moda, scomparso a Milano il 4 settembre 2025. Lo stilista aveva previsto tutto: Silvana si sarebbe occupata della moda donna, Dell’Orco della moda uomo. Nel suo testamento, ricorda la nipote in un’intervista, ha persino scritto “a chi dare i cuscini del divano”. La precisione come stile di vita, fino alla fine dei suoi giorni.

Silvana Armani ricorda lo zio Giorgio

In occasione della Settimana della Moda a Parigi, il 27 gennaio va in scena la prima sfilata non disegnata da Giorgio Armani: a guidare il womenswear , l’Emporio e la haute couture Armani Privé è Silvana Armani, nipote ed erede dello stilista. In un’intervista a Repubblica, ha svelato di sentirsi un po’ sotto esame, la stessa sensazione di quando arriva il proprio turno. Ma non siamo a scuola, i riflettori sono puntati sulla Fashion Week parigina e Silvana ha avuto un “ottimo professore”, considerando che ha lavorato al suo fianco per quarant’anni.

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Giorgio Armani, Silvana e Leo Dell’Orco

Giorgio Armani, conosciuto da tutti come “Re Giorgio”, ha stilato un lascito ben preciso, senza lasciare nulla al caso. Il presidente della Fondazione Armani è Leo Dell’Orco, una scelta che Silvana ha reputato più che giusta: “Leo era la persona che gli era più vicina: è stata la scelta giusta”. Il testamento è stato preciso, “ha indicato pure a chi dare i cuscini del divano, incredibile”. L’ultima volta che lo ha visto è stato poco prima che morisse. “Ha aperto gli occhi, ha sorriso e se n’è andato. All’inizio mi sono sentita persa. Ma si va avanti”.

La “donna Armani”

Ora è arrivato il momento di osservare la nuova “donna Armani”. Agli inizi, in particolar modo, Silvana Armani ha rivelato di sentirsi nel panico: “Di signor Armani ce n’è uno solo”. Ma lei, che è stata al suo fianco praticamente da sempre (per lei, lo zio è stato una figura genitoriale), ne conosce ogni sfumatura, la visione, il metodo, il pensiero. “Mi chiedo come avrebbe fatto lui. Ogni istante. Poi magari faccio il contrario, non per mancanza di rispetto. Rendo la sua visione a modo mio: basta con i cappellini, per esempio. Lui li adorava, io no”.

E se c’è grande curiosità in merito a come sarà la sua “donna Armani”, è Silvana stessa a spazzare via ogni indugio: “Classico Armani ma con un twist. Pezzi sensati. Oggi guardo alcuni brand e mi chiedo dove si può andare vestiti in quel modo. Ma il mondo è bello perché è vario: sennò saremmo tutti in Armani. E sai che noia?”. C’è stato un tempo in cui ha avuto paura di rimanere “schiacciata” da un’eredità simile, che indubbiamente ha il suo peso, ma alla fine, conscia di ciò che ha imparato nei decenni al fianco dello zio, è andata avanti. Ma a lui non lo ha mai detto, non ha mai svelato quei dubbi: “Non ci sono riuscita, per lui sarebbe stata una pugnalata”.

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