Piante da interno, perché si ingialliscono le foglie e cosa fare

Un problema che a volte colpisce le piante da interno è l'ingiallimento delle foglie, ma in questi casi è importante riconoscere le cause.

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Mirangela Cappello

Design e Lifestyle Editor

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Un angolo verde in casa, anche quando siamo immersi nel caos cittadino, può non solo arredare ma anche rigenerarci. Le piante da interno sono infatti grandi alleate del nostro benessere, in quanto donano armonia, colore e la loro cura ha un rinomato effetto rilassante.

Ma cosa fare se le foglie ingialliscono, cadono e i nostri arbusti mostrano sofferenze? Il problema fogliare delle piante è il primo campanello di allarme che qualcosa non va, ma per non sbagliare rimedi è necessario indagare e comprendere le origini del disturbo.

Di solito la posizione dei vasi in casa, o una routine scorretta di irrigazione, sono le cause più comuni dei malesseri. Se anche le nostre specie da interno sono adattabili alla vita indoor, hanno necessità specifiche di acqua e luce che andrebbero rispettate.

Se ciò non avviene, le piante ce lo faranno notare, mostrando segni e sintomi che indicano una salute non più ottimale. In caso di foglie gialle, il suggerimento è di verificare sia i nostri metodi di cura, sia eventuali parassitosi o malattie, così da risolvere il problema.

Perché le foglie delle piante si ingialliscono

Lo accennavamo, in caso di ingiallimento fogliare le cause possono essere varie, alcune dipendenti da necessità non seguite. Le piante hanno bisogno di luce e acqua, lo sappiamo, ma non sempre riusciamo a controllare eventuali carenze o eccessi.

Ci sono arbusti che non temono il sole diretto, come Caryopteris, altri invece che apprezzano la penombra, o quelli che hanno bisogno di irrigazioni costanti, mentre alcuni soffrono per i troppi liquidi. La regola, quando acquistiamo piante nuove, è di informarci prima sulle loro esigenze.

In questo modo sapremo anche come alloggiarle in casa, quando e quanto innaffiarle, o a quali malattie sono più sensibili. Il nostro vivaista di fiducia potrà svelarci ogni dettaglio, rendendo la cura più semplice e la convivenza felice e duratura.

Ma a prescindere dalle specifiche di ogni esemplare, ci sono cause piuttosto comuni dietro eventuali malesseri. Le vedremo subito, con qualche consiglio utile per rimediare alle foglie gialle, partendo dalla salute generale delle piante che abbiamo deciso di ospitare.

Troppa o poca luce

Se una pianta non riceve abbastanza luce, perché magari sistemata in un ambiente buio, non potrà dedicarsi alla fotosintesi. Il sole aiuta infatti la crescita, favorendo la conversione di clorofilla e anidride carbonica in glucosio, che nutre l’arbusto, più ossigeno.

Ma potrebbe anche succedere il contrario. Se abbiamo piante troppo sensibili alla luce solare e le teniamo su davanzali interni o su finestre esposte al sole, potrebbero scolorirsi o addirittura bruciarsi, mostrando i classici segnali di foglie ingiallite o corrose.

Troppa o poca acqua

Un eccesso di acqua può essere dannoso quanto o anche più di una carenza idrica per le nostre piante. Se irrighiamo poco, corriamo il rischio di indebolire l’arbusto, ma se anneghiamo il terreno, mettiamo in pericolo la salute dell’intero apparato radicale.

Le marcescenze delle radici sono un problema frequente che può causare sia danni estetici, come l’ingiallimento delle foglie, sia malessere generale. L’acqua in eccesso tende anche a limitare l’assorbimento dei nutrienti, indebolendo le piante.

Carenze nutrizionali e pH sbagliato

Non solo gli esseri umani possono risentire di carenze nutrizionali: anche il mondo vegetale ne può soffrire. La clorosi ferrica, ossia la mancanza di ferro, è uno dei problemi comuni. E se il terreno è povero anche di azoto, potassio, magnesio, zinco, aspettiamoci foglie gialle.

Lo stesso discorso vale per un pH del suolo troppo alcalino, che può rendere difficile per la pianta l’assimilazione delle sostanze nutritive. Il livello di acidità o basicità ottimale dipende sempre dal tipo di esemplare che abbiamo scelto.

Parassiti, malattie e funghi

Le piante da interno non sono esenti dagli attacchi parassitari o fungini, che possono causare danni anche gravi al loro benessere. I responsabili in genere sono afidi, cocciniglie, ragnetti rossi, mosche bianche e nematodi, rinomati nemici del mondo verde.

Se oltre alle foglie ingiallite notiamo presenze estranee sotto la pagina fogliare, l’attacco è quasi certo di cocciniglia e mosca bianca. Gli afidi li troviamo invece anche sui germogli, mentre i nematodi attaccano le radici, quindi sono più difficili da individuare.

Ambiente non adatto

Lo stress ambientale colpisce anche le piante: stanze troppo calde, troppo umide o troppo secche possono danneggiare gli arbusti. Per le specie da esterno influiscono anche il clima e le correnti forti, ma per quelle da interno è una questione di salubrità degli spazi.

In casa le temperature sono più costanti e manca l’esposizione alle correnti, ma spesso tendiamo a sottovalutare l’azione di termosifoni e condizionatori. A seconda delle specie vegetali, ricordiamoci di monitorare i livelli di siccità o umidità dell’aria circostante.

Foglie delle piante ingiallite: soluzioni e cosa fare

Se le piante che abbiamo in casa mostrano foglie ingiallite, di qualunque causa si tratti, è necessario correre ai ripari. Il primo step è ispezionare fusti, pagina fogliare superiore e inferiore, gemme, fiori e, dove possibile, anche le radici per escludere parassitosi e micosi.

Le zone esposte sono facili da controllare, mentre per l’apparato radicale serve qualche accortezza per evitare danni. Il modo più sicuro prevede che il terreno non sia innaffiato da almeno 48 ore, per favorire il distacco della zolla di terra dalle pareti del vaso.

L’estrazione va effettuata con delicatezza, cercando di lavorare sui bordi della zolla per limitare sbriciolamenti. Se le radici sono in salute noteremo un colore bianco crema e una consistenza soda e tonica, mentre quelle danneggiate saranno marroni o nere e tenere.

In caso di marciumi, dovremo tagliare via le parti malate con una forbice pulita con alcol. Le parti sane invece dovranno essere vaporizzate con una soluzione a base di acqua ossigenata al 3%, diluendo un cucchiaio in 1 litro di acqua distillata.

Si tratta di un metodo efficace sia per disinfettare la base della pianta, sia per sciacquare le radici e stimolare la crescita. Una volta effettuato questo passaggio, travasiamo in terreno sano e vaso pulito, avendo cura di eliminare eventuali insetti dalla zolla originaria.

Olio di Neem e sapone molle potassico

Un problema di parassitosi superficiale, può essere eliminato con due grandi alleati del benessere vegetale. Si tratta di olio di Neem e sapone molle potassico, insetticidi naturali che avversano l’azione di afidi, cocciniglia, mosca bianca, acari e psilla.

In commercio possiamo trovarli sia in barattoli sfusi, sia in kit da mescolare seguendo in modo puntuale le istruzioni. Di solito il trattamento si esegue vaporizzando la miscela di olio, sapone e acqua su foglie e fusto a intervalli regolari, evitando il contatto con i fiori.

Luce e irrigazione

Ma se le foglie gialle non fossero un effetto di attacchi esterni, dovremo accettare l’idea di cambiare routine di cura botanica. Lo ribadiamo, ogni specie vegetale ha le sue esigenze per quanto riguarda quantità di acqua e sole, ma anche le “modalità di assunzione” contano.

Il metodo corretto per evitare errori, lo ricordiamo, è di informarci su posizionamento ideale del vaso e metodi di irrigazione più giusti per ogni pianta. Il vivaio dove acquistiamo gli esemplari ci potrà girare tutte le nozioni utili per cura e trattamenti.

E per qualsiasi dubbio, via libera anche a internet, dove non mancano post e video che tracciano l’identikit di ogni arbusto con relativi bisogni. L’unico suggerimento è di optare per fonti autorevoli in materia, per essere certi di trattare le nostre piante in modo ottimale.

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