Pergole e pergolati come l’ombra diventa materia progettuale nell’outdoor contemporaneo

Dalle pergole bioclimatiche con lame motorizzate ai sistemi domotici con fotovoltaico integrato, fino alle strutture paesaggistiche in acciaio: come cambia la progettazione degli spazi aperti

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Alessandra Vigna

Esperta in architettura

Ora al Politecnico di Milano per la magistrale in Architettura, porta nei suoi pezzi la curiosità di chi guarda gli spazi non solo per come sono, ma per come potrebbero essere.

Se prima pergole e pergolati hanno rappresentato elementi puramente accessori del giardino, queste strutture hanno assunto un ruolo centrale nella progettazione degli spazi aperti. L’ombra non è più una semplice conseguenza della presenza di una copertura, ma diventa una vera e propria materia progettuale attraverso cui definire il comfort, la sostenibilità e la qualità dell’abitare contemporaneo.

L’evoluzione delle coperture riflette una trasformazione più ampia del rapporto tra architettura e paesaggio: terrazze, giardini, rooftop e corti interne vengono vissuti come estensioni permanenti della casa. In questo scenario, la pergola si trasforma in un elemento di connessione intelligente, capace di regolare il microclima, la ventilazione e persino la produzione energetica, per creare ambienti intermedi che sfumano il confine tra costruito e natura.

La pergola bioclimatica: l’ombra che reagisce all’ambiente

Pratic
Carrera di Pratic, vincitrice degli Archiproducts Design Awards: lame alternate fisse e mobili bidirezionali, movimentazione motorizzata, sensori climatici, vetrate perimetrali. L’ombra diventa dinamica, variabile durante la giornata e le stagioni

Particolarmente significativa è la diffusione delle pergole bioclimatiche, la cui struttura non si limita a schermare il sole, ma reagisce alle condizioni ambientali adattando continuamente il proprio comportamento. L’ombra diventa così dinamica, variabile durante la giornata e le stagioni.

Un esempio è Carrera di Pratic, vincitrice degli Archiproducts Design Awards, che introduce un innovativo sistema a lame alternate, fisse e mobili bidirezionali e sovrapponibili. Con una movimentazione completamente motorizzata, consente di calibrare l’esposizione solare e di creare un microclima perfetto a seconda delle stagioni, integrando all’occorrenza sensori climatici per pioggia e vento, illuminazione a LED e vetrate perimetrali a scorrimento.

Renson
La pergola come connessione intelligente tra costruito e natura: il design essenziale di Amani si inserisce in qualsiasi contesto, sfumando il confine tra interno ed esterno

Parallela è la filosofia di Renson con il modello Amani: una pergola bioclimatica in alluminio che spinge al massimo il concetto di personalizzazione e flessibilità spaziale, trasformando l’outdoor in un ambiente ibrido e living. Il design elegante si inserisce in qualsiasi contesto, proteggendo gli spazi sottostanti dalla pioggia e regolando i flussi di luce e aria.

Domotica e fotovoltaico: il pergolato come infrastruttura attiva

Gibus
Il telo scorrevole Fly di Gibus unisce estetica tessile e tecnologia: la struttura può integrare impianti di riscaldamento e illuminazione invisibili per prolungare l’uso dell’outdoor anche in autunno e inverno

L’outdoor contemporaneo ha iniziato ad abbracciare la domotica avanzata e la produzione energetica, trasformando il pergolato in un’infrastruttura intelligente. Sistemi di riscaldamento integrati, automazioni via app, comandi vocali e, soprattutto, l’integrazione di moduli fotovoltaici in copertura ridefiniscono il concetto di microarchitetture attive e autonome.

In questa visione spicca Gibus con la celebre pergola Med Open Fly: struttura in alluminio verniciato a polvere con componentistica in acciaio inox dal design geometrico, minimale e versatile. Il suo punto di forza è l’esclusivo telo scorrevole Fly, che unisce l’estetica tessile alla massima tecnologia. Gibus offre inoltre la possibilità di integrare impianti di riscaldamento e illuminazione invisibili per prolungare l’utilizzo dell’outdoor anche nei mesi autunnali e invernali.

La pergola paesaggistica: dialogo con la natura

Roda
Ombrina di Roda, progettata da Antonino Sciortino: la luce non è filtrata da lame rigide ma da cinghie in poliestere e tende che si muovono con il vento, creando un’ombra morbida che sposa la fluidità del paesaggio

C’è poi una tendenza progettuale che guarda alla memoria dei giardini storici, prediligendo un dialogo diretto, materico e mimetico con il contesto botanico e paesaggistico. Qui il ferro battuto, l’acciaio esile, il legno e il bambù diventano protagonisti di microarchitetture che accolgono la natura anziché filtrarla tecnologicamente.

Questo tema viene interpretato da Antonino Sciortino, che ha progettato Ombrina di Roda, un gazebo autoportante in metallo. La lettura contemporanea delle coperture tipiche della tradizione mediterranea si presenta come struttura esile in tubolare di acciaio inossidabile verniciato a polvere. Invece di lame rigide, la luce viene filtrata da una raffinata combinazione di cinghie in poliestere e tende fluttuanti, creando un’ombra morbida, mossa dal vento, che sposa alla perfezione la fluidità del paesaggio circostante.

La pergola contemporanea non è più un semplice arredo da giardino. Che sia governata da sensori domotici avanzatissimi o che si affidi alla leggerezza di una struttura metallica vestita di tessuti, l’obiettivo è creare una “stanza in più” che non costruisce un edificio ma ne estende le prestazioni ambientali. In un’epoca caratterizzata dall’aumento delle temperature e dalla crescente attenzione verso gli spazi aperti, progettare l’ombra significa generare nuove forme di abitabilità in cui architettura, tecnologia e natura collaborano per regalarci benessere quotidiano.

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