Chaumont, il castello da favola con torrette in ardesia, a strapiombo sulla Loira

Il Castello di Chaumont è un piccolo gioiello dalle torri in ardesia grigio azzurra che domina la Loira e chiama a raccolta milioni di turisti.

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Mirangela Cappello

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Se c’è un luogo, in Europa, dove le favole possono trovare una location ideale, è la Valle della Loira. Più di 300 castelli medievali e rinascimentali, vigneti, paesaggi naturalistici da cartolina, hanno reso quest’area a Nord della Francia uno dei patrimoni UNESCO più amati.

E proprio qui, tra le città di Blois e Amboise, possiamo trovare uno dei manieri più rappresentativi del passaggio dallo stile medievale a quello classicista. Ma non solo, anche un esempio vividissimo di eclettismo e modernismo più contemporanei.

Si tratta del castello di Chaumont-sur-Loire, nato come fortezza militare intorno all’anno 1000, distrutto e ricostruito più volte, seguendo gli stili del momento. Ha una storia interessante, interni da rivista ed è spesso palcoscenico di eventi mondani e culturali.

Ma cosa lo rende così famoso e perché non dovremmo perdere l’occasione di vederlo, se prevediamo un viaggio nella Francia settentrionale? Ecco cosa sapere su uno dei luoghi più visitati e apprezzati della Loira.

Castello di Chaumont: dal Medioevo ai giorni nostri

La storia di Chaumont-sur-Loire inizia all’incirca nell’anno 1000, quando l’allora Conte di Blois, Ottone I, scelse di costruire una fortezza militare in grado di dominare dall’alto le contee di Blois e d’Anjou. La scelta cadde sullo sperone roccioso dove oggi sorge il castello.

Ma prima di diventare il pittoresco maniero dalle cupole in ardesia grigio azzurra, il maniero fu per secoli un brutto anatroccolo, destinato ai soli fini militari. Nel 1465, Luigi XI ne ordinò la demolizione, quando Pierre d’Amboise, il proprietario dell’epoca, decise di ribellarsi al sovrano, meritandosi questa severa punizione.

Fu l’inizio di una lunga e solenne ricostruzione: dopo il perdono reale per la famiglia d’Amboise, si avviarono una serie di lavori durati quasi mezzo secolo. Il cantiere vide infatti susseguirsi tre capostipiti, da Pierre, al figlio Charles I, finendo con Charles II.

Ma nel 1510 il castello di Chaumont era pronto, con una pianta a quadrilatero chiuso, tipica dei palazzi medievali. Per quanto riguarda lo stile, si partì con un gotico fiammeggiante, con trafori e archi a doppia curva, ponte levatoio e torri massicce, per approdare verso un tono più rinascimentale verso l’ala est e nord.

Chaumont e Caterina de’ Medici

Nel 1550, la consorte di Re Enrico II, decise di acquistare Chaumont dalla famiglia D’Amboise, adoperando i propri fondi privati. La situazione governativa non era semplice: il marito regnava, ma il tempo libero lo passava con l’amante Diana di Poitiers a Chenoceau.

E Caterina, regina umanissima, aveva intenzione di staccarsi dai suoi problemi coniugali, trovando pace nel castello chaumontese. O meglio, l’idea della sovrana non era solo passeggiare nei cosiddetti “giardini di Francia” della Loira, ma anche dedicarsi a un suo stravagante hobby.

La buona Caterina aveva a cuore il mondo dell’occulto e il castello di Chaumont divenne così il rifugio dove approfondire le conoscenze esoteriche. È qui che la regina allestì la Torre di Ruggieri, dove si svolgevano i consulti del suo astrologo personale, Cosimo Ruggieri.

Il mito vuole che il chiaroveggente adoperasse uno specchio magico in grado di mostrare il futuro. Alla domanda di Caterina su quanto avrebbero regnato i suoi figli, si narra che lo specchio li mostrò roteare su loro stessi per l’esatto numero di anni di ciascuno, per poi scomparire e mostrare invece il volto di Enrico di Navarra, futuro Enrico IV.

Da qui Caterina comprese che la sua discendenza diretta si sarebbe estinta, cedendo il trono ai Borbone. Lo studio di Ruggieri è ancora visibile durante la visita al castello, chiamando a raccolta non solo i semplici turisti, ma soprattutto gli amanti dell’esoterismo.

Da Caterina a Diana Poitiers, al restauro della Belle Époque

Alla morte inaspettata di Enrico II, nel 1559, Caterina si trovò a dover badare al regno nel ruolo di Regina Madre. Per una piccola vendetta personale nei confronti della rivale in amore, sfrattò Diana di Poitiers da Chenoceau, di proprietà della corona.

Ma come compensazione, le fu concesso il diritto di risiedere a Chaumont, dove ultimò i lavori architettonici alla tenuta. La parte alta delle torri fu ultimata alla sua presenza e i monogrammi intrecciati, rappresentano un segno ancora più tangibile del suo passaggio.

Il cambiamento finale all’estetica di Chaumont lo possiamo vedere nel 1875, quando la tenuta fu acquistata dall’ereditiera Charlotte Say, in odore di matrimonio col Principe di Broglie. La coppia diede al castello un’aria più moderna, affidando i lavori all’architetto Paul Ernest Sanson.

Gli interni furono rinnovati con uno stile ibrido, tra il neogotico e il neorinascimentale e furono costruite le Scuderie Monumentali. Per alloggiare il parco all’inglese, alcune case e una vicina chiesa furono demolite e ricostruite più ai margini, così da mantenere intatta la visuale panoramica sulla Loira.

Visita al castello di Chaumont

Il Castello di Chaumont si può visitare in ogni periodo dell’anno, ricordando che il castello è spesso location di fiere botaniche e mostre artistiche. Ma vediamo quali sono i luoghi da non trascurare:

Per raggiungere il castello, da Parigi, basta scegliere un intercity verso la stazione di Onzain Chaumont-sur-Loire. Il viaggio in treno dura meno di due ore, ma una volta arrivati a destinazione si può scegliere se prendere una navetta o fare una passeggiata a piedi.

Di fatti, dalla stazione il castello dista circa 2 chilometri, ma offre dei bellissimi scorci panoramici.

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