Si dice che Joahnn Wolfgang von Goethe abbia visitato la città di Heidelberg, con il suo spettacolare castello, otto volte. Ne ha disegnato le architetture come il più affezionato dei turisti, da lontano. Ma ne ha colto anche l’anima, quella legata al romanticismo tedesco.
Già, Heidelberg rappresenta una delle zone più belle della Germania, oggi simbolo di quella cultura romantica sturmeriana di cui lo scrittore divenne famoso esponente. Il paesaggio è poi una chicca, dove alberi e acqua convivono assieme alle case.
E dall’alto, immerso in una natura lussureggiante, il maniero osserva la vita che si svolge ai suoi piedi. La sua arenaria rossa, con orgoglio, spicca in mezzo al verde delle colline Königstuhl e Heilingenberg, con il fiume Neckar, in basso, che scorre placido.
Se abbiamo voglia di immergerci in un panorama di altri tempi, un viaggio nella Germania meridionale è quello che serve. Il Baden-Württemberg ci ospiterà con i suoi luoghi da cartolina, tra cui Hoenzollern, ma soprattutto il Castello di Heidelberg, di cui parliamo oggi.
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Castello di Heidelberg: la storia
Il Castello di Heidelberg, così ci dicono gli annali, potrebbe essere nato nel Basso Medioevo, come fortezza difensiva. Lo sperone su cui sorge, era infatti strategico per guardare e controllare la valle del fiume Neckar, difendendo la città da eventuali attacchi nemici.
C’è una prima menzione di questa struttura in un documento ufficiale del 1214, l’anno in cui l’Imperatore Federico II di Svevia lo concesse al Duca di Baviera, Ludovico I. Ma sembra che prima dei Wittelsbach e di Ludovico, già ci fosse vita in queste zone.
Una delle prime strutture fortificate, che con molta probabilità, esisteva già prima del castello vero e proprio, avrebbe infatti ospitato la dinastia Hoenstaufen. Per un breve periodo, verso la fine del XII secolo, passò invece alla casata dei Welf.
Ma, come accennato, la storia vera inizia nel 1214, con il lungo dominio dei Wittelsbach, durato 500 anni. Il castello è infatti un vero e proprio maniero stratificato, visto che ogni Principe Elettore della casata, durante il proprio regno, ne ha aggiunto un pezzetto.
Il progetto architettonico durato secoli
Nel 1214, quando Ludovico I ricevette il possedimento dall’Imperatore Federico II di Svevia, Heidelberg era una rocca fortificata essenziale e spartana. Il Duca avviò quindi una trasformazione radicale della struttura, in modo da renderla il suo centro di potere.
Lo stile che andava all’epoca era il romanico gotico, sicché il rinforzo delle torri di guardia e delle fortificazioni, seguì questa architettura austera e rigorosa. In questo periodo furono costruite le scuderie e i primi edifici di servizio, ma anche la Torre della Porta, l’attuale nucleo più antico della struttura.
Il romanico echeggia anche nella scelta delle finestre, poche e strette, per migliorare la qualità difensiva del castello. Ma lo si nota anche nella scelta della pietra arenaria rossa, che ancora oggi rende famoso e, soprattutto, distinguibile il maniero.
Da Ludovico I, che conferì al castello una prima dignità regale, ma senza frivoli abbellimenti, fino ai giorni nostri, Heidelberg ha visto passare parecchia acqua sotto i ponti. La sua rivoluzione estetica? Per vederla si deve aspettare il 1400.
Heidelberg: la residenza reale cambia faccia nel XV secolo
Fu merito di Ruprecht III di Wittelsbach se l’austerità di Heidelberg si è via via ammorbidita nei secoli a venire. Da Principe Elettore del Palatinato prima e Re di Germania dopo, nel 1400, il peso delle sue cariche regali fu la molla per la trasformazione della sua residenza.
La costruzione dell’ala Ruprechtsbau, che prende il suo nome, segna infatti il passaggio di Heidelberg da fortezza militare a residenza reale. Il palazzo inizia a perdere la cupezza del romanico gotico, per affacciarsi a un più arioso stile rinascimentale.
La facciata mostra ancora oggi lo stemma reale e i famosi angeli di Heidelberg, che sorreggono una corona di rose. Il mito vuole che l’architetto a cui furono commissionati i lavori, avesse perso i suoi figli gemelli durante la costruzione.
Da qui i due angioletti in pietra sul frontone, con la corona di rose che rappresenterebbe l’amore eterno. Fa parte di questo periodo anche la Sala del Trono, gli appartamenti privati della famiglia reale e la biblioteca, orgoglio del Re Ruperto, grande sostenitore della cultura.
Le altre fasi del cambiamento
Se Ruperto III ha aperto la strada al cambiamento estetico del Castello di Heidelberg, ci sono altre quattro fasi importanti in questo percorso, su commissione dei relativi Principi:
- 1508 – con Ludovico V si avvia la costruzione dell’ala ovest del castello, dando nuova linfa anche alle fortificazioni;
- 1556 – fu Ottone Enrico a commissionare l’Otteinrichsbau, il primo palazzo rinascimentale di Germania, con un intricato disegno di sculture allegoriche e bibliche. L’architetto, con alta probabilità, fu Caspar Fischer;
- 1583 – nuova epoca nuova costruzione: Federico IV commissionò l’edificazione della Friedrichsbau all’architetto Johannes Schoch. Il tripudio di statue degli antenati sulla facciata si deve a lui;
- 1610 – l’ultima modifica sostanziale porta la firma dell’architetto francese Salomon de Caus, scritturato da Federico V per un progetto edile imponente. Il Re d’inverno commissionò infatti la costruzione dell’Englischer Bau, ala inglese, per la moglie Elisabetta Stuart, ma anche i celebri giardini, o Hortus Palatinus, situati sull’area est e sud est del palazzo.
I giardini di Heidelberg: l’ottava meraviglia del mondo
Il progetto originario dell’Hortus Palatinus era monumentale, di fatti lo si definì l’ottava meraviglia del mondo. Dal genio di Salomon de Caus, i giardini dovevano assecondare la pendenza naturale del terreno dove sorgeva il castello, in modo fisiologico ma impattante.
Per questo l’architetto concepì un posizionamento a terrazze, ricavate dal fianco della collina di Königsthul. La parte più famosa era la spianata a est dell’ala inglese, da cui era possibile ammirare il panorama mozzafiato della città di Heidelberg da un punto privilegiato.
I giardini erano separati dal corpo centrale del castello da una serie di fossati, sopra cui erano alloggiati ponti. L’idea era infatti quella di creare una sorta di scenografia con grotte artificiali e giochi d’acqua, in grado di unire natura, architettura e alta ingegneria idraulica.
Ad oggi, quello che vediamo sul fianco orientale del maniero, è un parco pubblico vasto ma essenziale. Le fontane e i labirinti originari sono ormai andati perduti, lasciando intatte solo le strutture murarie delle terrazze.
Castello di Heidelberg oggi: le rovine più affascinanti di Germania
I fasti di un tempo, purtroppo, nel corso dei secoli hanno scontrato gli avvicendamenti storici, così il magnifico Castello di Heidelnerg è caduto in rovina. La Guerra dei Trent’anni è stata la prima battaglia a causare una serie di gravi danni alla struttura.
A seguire, tra il 1689 e il 1693, in periodo di Guerra del Palatinato, le milizie di Luigi XIV misero a ferro e fuoco il luogo. La celebre torre Gesprengter Turm, che oggi vediamo spaccata a metà, fu sfregiata proprio in occasione di questi attacchi.
I Wittelsbach volevano donare nuova linfa al castello e ricucirne le ferite, ma abbandonarono il progetto nel 1764. È questa la data che segna la fine di Heidelberg come residenza reale, quando un fulmine causò un incendio che devasto la proprietà e gli animi della casata.
La nobiltà si trasferì presso la reggia di Mannheim e lasciò le splendide rovine di Heidelberg a sé stesse. Nel XIX secolo si operò una restaurazione conservativa e non ricostruttiva, un modo per mostrare ai turisti uno scorcio di storia millenaria, chiuso in un addio romantico.