Zorzi dice la sua su Damiano dei Måneskin: “La persona giusta al momento giusto”

Tommaso Zorzi, intervistato da Maurizio Costanzo, ha voluto commentare la vittoria dei Måneskin all'Eurovision Song Contest 

Tommaso Zorzi, volto ormai di punta della tv italiana, ha voluto commentare la vittoria dei Måneskin all’Eurovision Song Contest del 2021, parlando soprattutto di Damiano, la vera rivelazione del gruppo.

Ospite del consueto appuntamento all’interno del programma di Maurizio Costanzo su R101, l’ex vincitore del GF Vip ha detto la sua sul gruppo e sul loro frontman:

Damiano è il personaggio della settimana e anche dell’anno, degli ultimi cinque anni. Io credo che lui sia la persona giusta al momento giusto. Il fatto che lui ci abbia riportato a prendere in mano questo trofeo significa che l’anno prossimo l’Eurovision arriverà in Italia e credo che sia prestigioso per noi.

Poi con la sua solita irriverenza, non poteva che aggiungere: “L’unica roba sono stati quei rosiconi dei francesi. Io mi sono fermato a quest’estate quando a Cannes mi hanno fatto pagare 40 euro una pasta al pesto con sopra del prosciutto. Che poi sei a Cannes, è il prolungamento della Liguria. Impara a fare una pasta con il pesto”.

Ovviamente Zorzi si stava riferendo a quell’episodio, accaduto proprio durante l’evento, dove Damiano David, ad uno sguardo superficiale sembrava che stesse consumando droghe all’interno dell’Arena di Rotterdam. Immagini che hanno provocato un enorme fraintendimento, ma che si è chiarita quando l’artista ha prontamente respinto le accuse e ha deciso di sottoporsi spontaneamente a un test antidroga.

Nell’intervista con Maurizio Costanzo Tommaso poi ha voluto parlare del suo prossimo futuro e del suo percorso sul piccolo schermo:

Io sto lavorando e facendo la mia sacra gavetta che in televisione ancora di più è sacra, perché non esistendo una scuola che ti insegna a fare tv, impari solo facendola. Io sto lavorando per poi un giorno arrivare a condurre il mio programma, ma la carriera televisiva si costruisce più con i no che con i sì. Bisogna saper dire di no alle cose, mettersi nelle condizioni di lavorare in un contesto che ti permetta di essere a tuo agio, di dire cose sensate perché il pubblico poi non perdona. Non bisogna avere quella bulimia televisiva di voler fare tutto, di voler essere ovunque, di voler dire di sì a tutto. Quando si accende quella lucina rossa diventa un po’ come una droga,
però poi uno deve imparare a tararsi e farlo con parsimonia.

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