Striscia la notizia, botta e risposta tra Massimo Boldi e Antonio Ricci

Il comico sostiene che l'idea del tg satirico sia stata sua, ma il patron di Striscia non ci sta e replica attraverso il suo ufficio stampa

Se c’è una cosa (tra tante) su cui Antonio Ricci è imbattibile è la memoria. E proprio la sua incredibile capacità di ricordare anche il più piccolo particolare di ogni cosa che fa gli ha permesso di replicare colpo su colpo alle stoccate che Massimo Boldi ha lanciato dalle pagine de Il Giorno.

In un’intervista di pochi giorni fa il comico aveva dichiarato: “Striscia la notizia l’ho inventata io, dieci anni prima che la facesse Ricci”. In particolare, Boldi ripercorre gli anni in cui era passato a Mediaset e come è nato il suo rapporto con Ricci.

“Dopo il Fantastico con Celentano, per rientrare a Canale 5, Berlusconi mi affidò ad Antonio Ricci. Gli propongo l’idea del telegiornale e lui mi risponde: ‘Belìn, ancora il telegiornale, sono 10 anni che lo fai! È una rottura di scatole’. Due anni dopo, mentre sono a Grand Hotel, un pomeriggio vengono Zuzzurro e Gaspare e mi sussurrano: ‘Ma lo sai che D’Angelo e Greggio stanno facendo le prove per un tg comico?’ Allora mi incavolo e chiamo Silvio e gli racconto tutto. ‘Ma sì, risponde lui, ‘lo fanno per tre mesi, lasciamoli divertire’. E invece è trent’ anni che vanno avanti!”.

Non è mancata poi la zeppata finale, in cui Massimo Boldi ha espresso il suo parere su come è cambiato il tg satirico, che il 27 settembre tornerà in onda per la sua 34esima edizione con due novità: la coppia di conduttori formata da Vanessa Incontrada e Alessandro Siani e le due nuove Veline, Giulia e Talisa.

“Striscia la trovo noiosa, non c’è più quello spirito goliardico di sketch. Un po’ la televisione tutta è cambiata e di conseguenza anche questo programma è cambiato. Lo trovo noioso, un po’ stupido, sciocco. Non è per la conduzione, sono proprio i filmati che fanno vedere ad essere visti e rivisti. Io penso che sia un po’ come il bancomat. Praticamente un usato sicuro. Una cosa sicura che va avanti, fa incassare tot soldi all’azienda e non vi rinunciano. Sennò, con tutti i cambiamenti fatti in questi anni, avrebbero cambiato anche Striscia“.

La replica di Antonio Ricci non si è fatta attendere. Attraverso l’ufficio stampa di Striscia la notizia, l’ideatore di tanti programmi di successo dice:

“Leggendo oggi su QN l’intervista a Massimo Boldi, in cui il comico si auto-attribuisce la paternità dell’idea di Striscia la notizia, siamo letteralmente esplosi in un’enorme risata. Ecco alcune precisazioni.

Vi ricordiamo che, fin dalle origini della televisione, nella parodia del telegiornale si sono esercitati molti comici: da Walter Chiari a Gino Bramieri, da Alighiero Noschese a Raimondo Vianello, ad Antonio Amurri e Dino Verde, fino a Rocco Tanica, Massimo Boldi, etc. etc.

Boldi sostiene che il suo tg però non era uguale a quello che aveva già fatto Walter Chiari, il quale si limitava a “imitare i giornalisti veri”. Non ci risulta che Walter Chiari fosse un imitatore, e a voi?

Inoltre, Boldi fa confusione, e parecchio, pure sulle date. Quando faceva Grand Hotel era il 1986. Difficile che nello studio accanto si girasse Striscia, visto che la prima puntata del tg satirico andò in onda nel novembre del 1988. Forse sarebbe stato il caso di verificare le informazioni, soprattutto quando, coscientemente, si intervista un soggetto in uno stato molto particolare.

Ci teniamo a sottolineare che quello di Striscia la notizia è un format italiano unico al mondo e molto diverso dalla parodia del tg: come tutti sanno, la nostra peculiarità è quella di realizzare autentici servizi giornalistici, anticipando spesso i media ufficiali. Infatti veniamo contattati quotidianamente da centinaia di cittadini che ci chiedono di intervenire per denunciare truffe o illeciti. Se vi servisse anche la prova provata, guardate una puntata del telegiornale di Cipollino. E poi una di Striscia. Potrete constatare che si tratta di due prodotti televisivi completamente differenti.

Quella di Boldi, quindi, non è altro che una fake news”.

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