Romina Carrisi, il sogno di vivere una “straordinaria normalità” a Los Angeles

Romina Carrisi non si è mai sentita una "figlia di papà": a Los Angeles, ha vissuto nella straordinaria normalità

C’è qualcosa di effettivamente unico nel concetto di normalità, che forse per noi comuni mortali non è semplice da afferrare: quando sei famoso, però, condurre una vita lontana dai riflettori, è un vero e proprio sogno a occhi aperti. Così è stato per Romina Carrisi, che si è lasciata andare a un racconto intimo e privato della sua vita a Los Angeles. Dall’incontro con il maestro Quentin Tarantino al lavoro come cameriera in uno strip club, si è messa a nudo, condividendo dei dettagli inediti.

In occasione di un’intervista al Fatto Quotidiano, la Carrisi ha permesso ai lettori di conoscerla meglio, di avvicinarsi a una parte della sua esistenza finora tenuta segreta. “Volevo vivere una straordinaria normalità, anche perché non mi sono mai sentita una figlia di papà”. Durante il suo viaggio a Los Angeles – dove è andata per studiare recitazione – ha anche intrapreso delle strade “insolite”, scegliendo di lavorare per uno strip club.

“Semplicemente avevo bisogno di provare esperienze nuove, di tuffarmi in un mondo completamente sconosciuto. Ho osservato molto, mi sono divertita, ho fatto incontri assurdi”. Uno dei momenti più iconici della sua vita? Quando ha avuto la possibilità di incontrare Quentin Tarantino, e proprio nello strip club dove lavorava.

Ogni tanto arrivava Quentin Tarantino: gli piaceva una ragazza che somigliava molto a Uma Thurman. Noi cameriere eravamo costrette a dare tutte le mance al manager del locale: una sera un cliente iraniano s’innamorò di me e mi rifilò delle mance da 100 dollari, così correvo in bagno e mi infilavo di nascosto le banconote negli stivali. A fine serata il capo mi disse: ‘Com’è che non hai tirato su manco dieci dollari?’ Feci la faccia da svampita”. Nulla come la normalità sa essere una (pesante) maestra di vita: mettere da parte le comodità di una vita facile non è una strada priva di ostacoli.

La vita a Los Angeles della Carrisi è stata costellata da studio, lavoro e felicità. “Me ne sono andata in America per studiare. Volevo scendere dalle montagne russe, smettere di far parte di un film corale per il quale non avevo fatto nemmeno il provino”. Di certo, allontanarsi da papà Al Bano e dalla mamma Romina è stata l’occasione giusta per trovare una parte di se stessa, per esplorare i suoi limiti, formare la sua personalità, non come figlia di uno degli artisti più importanti della musica italiana, ma come Romina.

“Oggi, anche grazie alla psicoanalisi, ho trovato la mia dimensione: più che celarmi dietro un personaggio, voglio esprimere me stessa”. Libera da ogni costrutto sociale, Romina ha scelto la strada della libertà e della voglia di vivere. Perché, alla fine, tutti noi abbiamo bisogno di normalità. Di vivere per la gioia della vita – di esistere come individui e non come figli di qualcuno.

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