Che fine ha fatto Raffaella Carrà, che viene celebrata da Il Guardian

Un'artista iconica, che ha fatto la storia della televisione e della cultura italiana: la carriera di Raffaella Carrà

Un’icona culturale: così il quotidiano inglese Il Guardian descrive Raffaella Carrà, e lo fa in occasione dell’uscita del musical diretto da Nacho Álvarez Explota Explota in cui i brani della showgirl sono i protagonisti. Caschetto biondo, grinta da vendere e una bravura riconosciuta: Raffaella Carrà è davvero una figura unica per la cultura del nostro Paese e non solo. Del resto la storia della televisione italiana è fatta anche da questa artista che ha regalato ai telespettatori tantissime ore di intrattenimento di qualità.

Anche negli ultimi anni, in cui ha continuato a lavorare. Ad esempio nel 2016 è stata impegnata a The voice of Italy e, nella primavera del 2019 in A raccontare comincia tu. Dal punto di vista musicale nel 2018 è uscito l’album Ogni volta che è Natale.

Raffaella Carrà è nata a Bologna il 18 giugno del 1943, all’anagrafe Raffaella Maria Roberta Pelloni, ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo del cinema sin da giovanissima e nel 1960 ha ottenuto il diploma presso il Centro sperimentale di cinematografia. Nel suo lungo curriculum sul grande schermo vi sono numerosi ruoli in film nazionali e internazionali. Basti pensare che, tra gli altri, recitò in I compagni di Mario Monicelli e Il colonnello Von Ryan, pellicola hollywoodiana con Frank Sinatra.Televisione e film fino ad arrivare alla consacrazione sul piccolo schermo nel periodo 1969 – 1970 con Io, Agata e tu. Sono anche gli anni dell’ombelico scoperto, che mostra nella sigla d’apertura Ma che musica maestro! (scandalizzando) in Canzonissima dove lavora con Corrado. Tuca tuca e Chissà se ne va sono solo alcune delle canzoni di successo che lancia Raffaella Carrà in quegli anni. Lavora nel 1974 in Milleluci con Mina.

Sono anni d’oro per la sua carriera: con l’album Felicità tà tà (che contiene Rumore) ottiene il disco di platino. Vola anche in Spagna dove lavora per qualche anno. Nel contempo si dedica alla musica con brani di grandissimo successo come A far l’amore comincia tu. Altro successo è stato Tanti auguri, sigla iniziale del varietà del sabato Ma che sera. Ripercorrere la carriera di Raffaella Carrà significa ricordare tantissimi successi e trasmissioni importanti della televisione italiana di cui lei ha seguito l’evoluzione restando sempre in vetta (anche quelle volte che i numeri non erano quelli immaginati) e dedicandosi anche a lavori all’estero. Fantastico, Pronto, Raffella? e poi la versione serale Buonasera Raffaella, Domenica In solo per citarne qualcuno. In molti di questi show è lei l’interprete delle sigle. Lavora sia in Rai che in Mediaset, in Italia e all’estero. Uno dei suoi più grandi successi degli anni Novanta è Carramba! Che sorpresa. Negli anni Duemila, tra le altre cose, presenta Sanremo. In questa fase della sua carriera si divide tra il lavoro in Italia e all’estero.

Un’icona tanto che il mondo della cultura le ha dedicato non pochi riconoscimenti, basti ricordare il brano Raffaella è mia di Tiziano Ferro o lo spezzone di un video il cui la showgirl canta la versione inglese di A far l’amore comincia tu che si può vedere nella quarta stagione di Doctor Who. Due delle tante citazioni che l’artista ha ricevuto come tributo.

Insomma Raffaella Carrà ha fatto la storia della televisione e della cultura e per Il Guardian non solo è “la popstar italiana che ha insegnato all’Europa la gioia del sesso” ma anche “un’icona culturale che ha rivoluzionato l’intrattenimento italiano”.

In attesa di rivederla sul piccolo schermo, ricordiamo che la sua produzione musicale ammonta a 51 album pubblicati.

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Che fine ha fatto Raffaella Carrà, che viene celebrata da Il Guardian