Se ti fanno male, fingi che siano carezze: i pensieri di Nadia Toffa

Alcuni dei bellissimi pensieri raccolti nel libro postumo di Nadia Toffa, “Non fate i bravi” il cui ricavato andrà, attraverso la sua fondazione, alla ricerca oncologica

Nadia Toffa negli ultimi mesi della sua vita ha scritto tantissimo. Stava sveglia la notte, digitava sul suo telefonino i suoi pensieri, le sue riflessioni sulla vita, la malattia, la morte che lei sapeva, sarebbe arrivata.

Lo ha  raccontato mamma Margherita a Barbara D’Urso, nel corso della toccante intervista andata in onda a Domenica Live, domenica 10 novembre 2019.

Nadia le diceva: “Mamma, ricordati che non importa quanto vivi ma come vivi. E ricordati sempre di me, non vedi come corro, non mi sono mai vista o sentita vecchia, perché ho tante cose da fare e lo voglio fare tutte finché posso”.

Racconta sempre Margherita. “Scriveva tutte le notti. Io le chiedevo: “Cosa stai facendo ?”, e lei mi rispondeva: “Mi è venuta un’idea e la sto scrivendo, domattina te la leggo”. Ha cominciato a gennaio e scritto fino a maggio. Ho trovato più di 400 pensieri sul suo computer.

Riflessioni che come da sua volontà, la mamma ha raccolto in un libro postumo Non fate i bravi. Il ricavato della vendita, attraverso la fondazione Nadia Toffa, aiuterà la ricerca oncologica e tutte le persone che non hanno le possibilità economiche per affrontare le cure.

Margherita continua a ricordare Nadia: “Lei scriveva, poi di giorno dipingeva, andava a cantare…Era piena di energia, Nadia. Era bello vivere con lei, era sempre piena di idee, fino all’ultimo”.

Ecco alcuni bellissimi estratti dal suo libro:

Qualcuno vorrebbe tanto conoscere il proprio futuro, io preferisco aspettare la mia sorte senza sapere come vivrò, quanto e come.  Chi non vuol sapere è padrone di tutti i giorni. Sapere il killer di un thriller prima di leggere il libro toglie il sapore alla lettura,

La vita vera non può aspettare. Non tornerà mai più. Assaporiamo i secondi che corrono sulle lancette del mondo reale

Il bullismo è dei deboli, che verranno presto travolti dalla cascate e dalle inondazioni del coraggio di chi è semplicemente se stesso.

Se ti fanno del male, fingi di dormire. Fingi siano carezze. L’indifferenza è la migliore arma

I figli senza genitori sono orfani, e i genitori che perdono i figli come si chiamano? Genitori mutilati. Dormono di giorno e volano di notte. Sono sonnambuli diurni. Solitudine che tortura l’anima. Pensieri di streghe gli affollano la mente. Il foglio bianco parla anche senza inchiostro, così il dolore parla anche da muto, Genitori sonnambuli durante il giorno, genitori mutilati.

E l’ultimo, terribile, riferito alla sua malattia:

Ti scongiuro, non mi chiamare. In questa candida bellezza, vorrei ancora un pochino danzare

 

 

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Se ti fanno male, fingi che siano carezze: i pensieri di Nadia To...