Nadia Toffa, l’ultimo commovente video alle Iene: “Non importa quanto vivi, ma come vivi”

Nadia Toffa, un vero "prodigio": la Iena ci saluta con un ultimo servizio toccante

“Nadia, stiamo arrivando”. Così le 100 Iene salutano l’adorata Nadia Toffa.

La prima puntata della nuova stagione de Le Iene apre i battenti con un omaggio alla coraggiosa Nadia, che si è spenta questa estate. Sorriso grande come i suoi sogni, Nadia aveva ancora un desiderio che i suoi colleghi svelano con grande emozione.

Una per una, Le Iene sfilano e si raggruppano nel grande abbraccio di Nadia che, sorridente, si erge alle loro spalle. La voce di Alessia Marcuzzi, che apre la puntata, è spezzata dall’emozione.

“Abbiamo pensato di fare tante cose per Nadia, ma la cosa migliore da fare era quella che abbiamo fatto: stare tutti insieme e festeggiare la vita, questo è quello che voleva Nadia. Diceva sempre così, sorrideva sempre e il suo sorriso è quello che vedete lì dietro, ce l’aveva stampato sulla faccia sempre. Stasera ci proveremo in tutti i modi, ma non sarà mai come il suo”.

Occhi lucidi, parole vere e rotte, fiato corto. Alessia Marcuzzi in preda a un’incredibile emozione ammette: “Questo è quello che faceva Nadia: univa le persone, era un fluidificante umano e ci ha messo insieme questa sera”.

Nadia, che ha sempre desiderato essere parte de Le Iene, era consapevole della sua malattia. “Dopo la prima operazione lei sapeva tutto, sapeva che il suo cancro (perché lei lo chiamava con il suo nome) non le avrebbe dato più di un anno di vita. E quando lei diceva, un po’ giocando, ‘se vai su Google e digiti la malattia che ho io, l’unica cosa che puoi fare in quel momento è sentire girare la testa, ti manca il respiro e devi sederti’. Siamo tutti abituati a vedere la Nadia combattiva che lottava con tutta se stessa, ma devo dirvi che anche lei ha pianto. Non ve l’ha fatto vedere mai, ma anche lei ha pianto”.

E allora Nadia Toffa ha combattuto, a modo suo, perché non voleva dargliela vinta al cancro, non così.

Era il 21 dicembre 2018 quando Nadia chiamava il suo collega Giorgio per renderlo complice del suo ultimo progetto: realizzare un video con le persone a lei più care. “Voglio chiedere come mi hanno vista da fuori. Come ti vedono? Come ti vivono gli altri?”.

Nadia è sempre sorridente, dalla curiosità disarmante. Spericolata, Nadia si definiva un “monster”, o meglio “mostrum”, che in latino significa “prodigio”. Quello che Nadia voleva realizzare era una fotografia in movimento, prendere le persone a lei più care e lasciare loro qualcosa. Mamma Marghe, Max, Margherita e Francesca (due amiche del liceo), Tommaso che è come un fratello, Davide Parenti (il boss), la nipotina Alice (che le somiglia un sacco) e anche Totò, la cagnolina: il suo ultimo progetto, “un po’ matto”, partiva dal profondo del suo cuore.

“In quest’ultimo anno sono cambiata tantissimo” ma lo dice con lo stesso sorriso di sempre sulle labbra. Poi, con la solita grinta che l’ha contraddistinta, Nadia ripete il suo motto: “Non è quanto vivi, ma come vivi”.

Gli applausi per lei non avranno mai fine.

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