Marco Carta in lacrime dalla D’Urso dopo l’accusa di furto: “Sono innocente”

Marco Carta si sfoga in tv e piange nel salotto di Barbara D'Urso dopo l'accusa di furto, dichiarandosi innocente

Marco Carta si difende in tv e a Live – Non è la D’Urso, fra le lacrime, racconta la sua verità sul presunto furto alla Rinascente di Milano e l’arresto. Come è ormai noto il cantante è stato fermato con l’accusa di aver sottratto sei magliette dallo store meneghino per un valore totale di 1200 euro.

I fatti risalgono a venerdì 31 marzo, quando Marco si trovava nel negozio insieme all’amica Fabiana Muscas. “Ero con una persona che è stata fermata, un’amica che conosco da tempo – ha raccontato Carta alla D’Urso, con la voce rotta dall’emozione -. Io avevo una busta con delle cose pagate, con regolare scontrino. All’uscita gli addetti alla sicurezza ci hanno fermato e abbiamo dovuto seguirli. Poi ho visto che toglievano delle magliette dalla borsa della mia amica: ero sconcertato, allibito, per me non era possibile. Alla fine ci hanno separato, siamo saliti su due macchine della polizia e ci hanno portato in cella”. 

Dopo l’arresto e un post su Instagram in cui dichiarava di essere innocente, il cantante sardo ha scelto la tv per difendersi dall’accusa di furto. Nel corso dell’intervista rilasciata a Barbara D’Urso è apparso piuttosto provato e scosso, mentre la conduttrice gli stringeva la mano per fargli coraggio. Carta ha affermato più volte di non essere stato lui a rubare le maglie alla Rinascente e di essere totalmente estraneo ai fatti. Parole che, rivela, saranno confermate anche dalla visione delle registrazioni effettuate dalle telecamere di sicurezza.

Contro di lui c’è la testimonianza di un addetto alla sicurezza che dichiara di averlo visto mentre entrava in un camerino con le t-shirt, uscendo poi a mani vuote. “Ho passato dei momenti brutti, mi ripetevo che ero una brava persona, l’opposto che un ladro, che è la cosa più brutta di questo mondo – ha confessato – […] Sono molto scosso è difficile quando sei in un manicomio dimostrare che non sei pazzo”.

Il giudice ha deciso di non convalidare l’arresto per l’artista, ma dovrà comunque comparire a processo il prossimo 20 settembre per difendersi dall’accusa di furto aggravato. A ferirlo, come ha raccontato alla D’Urso, sono stati soprattutto i commenti sui social. Le battute, gli insulti e i commenti di chi è già convinto che sia colpevole.

Il cantante, che subito dopo i fatti aveva chiamato proprio la D’Urso, fra le lacrime, ha anche parlato del fidanzato Sirio e del loro viaggio a Mykonos, descritto da molti come una fuga dai guai giudiziari. “Non sono scappato, non è stata una fuga come hanno scritto molti – ha svelato -. In realtà era un addio al nubilato organizzato da tempo. La data era già fissata”.

Qualche ora prima dell’intervista rilasciata alla D’Urso però i giornali avevano raccolto un’altra testimonianza, quella del padre di Fabiana Muscas, convinto che la figlia si sia presa tutta la colpa del furto per coprire il cantante. “Si è presa la responsabilità per salvare lui” ha detto l’uomo, scatenando la reazione dell’avvocato di Carta, secondo cui la donna avrebbe già confessato.

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