Marco Carta accusato di furto, parla il giudice: l’arresto era illegale

L'ordinanza del giudice parla dell'arresto di Carta per furto, considerato illegale per l'assenza di prove nei confronti del cantante

Spunta un nuovo colpo di scena nel caso che ha coinvolto Marco Carta. Il cantante, secondo un documento redatto dal giudice, sarebbe stato vittima di un arresto illegittimo. La rivelazione arriva dall’ordinanza del tribunale in cui viene ricostruito il presunto furto avvenuto presso la Rinascente di Milano, dove l’artista avrebbe sottratto – secondo le accuse – sei magliette di marca per un valore di 1200 euro.

Lo scorso primo giugno, dopo l’arresto, il giudice ha deciso di non convalidarlo, per via di una “carenza di gravità indiziaria” e perché “non può ritenersi legittimo”. La testimonianza dell’imputato – si legge nel documento – “non è allo stato scalfita da alcun elemento probatorio contrario“. E coloro che hanno provveduto ad arrestarlo “non hanno visto alcunché dell’azione asseritamente furtiva”.

“Gli elementi di sospetto sono del tutto eterei, inconsistenti – prosegue il giudice, parlando anche del racconto fatto dal vigilante che accusava Carta -. L’unico teste oculare ha descritto un comportamento anteriore che ha giudicato sospetto, ma gli elementi di sospetto sono inconsistenti, è normale che due acquirenti si guardino spesso attorno all’interno di un esercizio commerciale e l’ipotesi che essi stessero controllando se erano seguiti da personale dipendente è formulata in modo del tutto ipotetico e vago”.

Nel testo, lungo e accurato, si fa riferimento anche a Fabiana Muscas, la donna che era insieme a Marco Carta alla Rinascente di Milano. Le magliette sono state trovate, all’uscita dal negozio, proprio nella sua borsa, insieme ad un cacciavite. Per questo motivo per la donna sono stati richiesti i domiciliari, mentre l’artista sardo non ha subito nessun provvedimento. “Carta – conclude il giudice – non deteneva all’uscita la borsa contenente i vestiti sottratti”.

Ospite di Barbara D’Urso, Carta ha spiegato fra le lacrime di essere innocente. Il cantante, che subito dopo la scarcerazione era partito per Mykonos in compagnia del fidanzato Sirio, è stato preso di mira sui social, fra prese in giro e insulti. Nello studio di Live – Non è la D’Urso si è disperato, affermando che dimostrerà la sua innocenza nel processo che si terrà a settembre. Fra qualche mese infatti dovrà rispondere dell’accusa di concorso in furto aggravato nel corso di un’udienza che si terrà a Milano e durante la quale – con molta probabilità – verranno visionati i nastri delle videocamere di sorveglianza come richiesto dallo stesso Carta.

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