Felicissima sera, Claudio Baglioni e quell’autoironia che conquista

Ospite di Felicissima sera, Claudio Baglioni è stato al gioco e si è prestato all'ironia di Pio e Amedeo come nessun altro

L’autoironia è una dote non di tutti e di questi tempi sempre meno comune, ma Claudio Baglioni in più di un’occasione ha dimostrato di non esserne privo, anzi.

Se già nelle due edizioni da direttore creativo del Festival di Sanremo nel 2018 e 2019 si era messo in gioco tra gag e momenti di ilarità, è con la partecipazione a Felicissima sera che il cantautore sancisce la sua capacità fuori dal comune di scherzare soprattutto su se stesso e su quelli che da anni vengono considerati i suoi punti di debolezza e i suoi cavalli di battaglia.

Così, nella seconda puntata dello show di Pio e Amedeo, Claudio si lascia prendere in giro, lasciando che i due comici ironizzino sulla sua età (a maggio compirà 70 anni) e sulle sue canzoni più celebri che meriterebbero una rimodernizzazione per adeguarsi ai gusti dei giovani ed essere più attuali. E lui, sempre seduto al pianoforte si presta a riscrivere i suoi testi sacri, quelli delle canzoni più note e amate dai fan. Così, al posto di Brigitte Bardot in Porta Portese troviamo Dayane Mello e in E tu ci si accoccola ad Ascoli Piceno.

In un crescendo di improbabilità, Pio e Amedeo chiedono a Baglioni di adattarsi al pubblico di Canale 5, a loro dire più avvezzo al gossip di quello di Rai Uno, e quindi di trovare una storia d’amore o una tresca che possa finire sulla copertina di Chi per generare poi ore e ore di talk show pomeridiani.

Il culmine arriva con la richiesta di mettere lo smalto nero, come fanno i giovani di oggi, dai Maneskin a Fedez. Un grido di emancipazione dai luoghi comuni e dagli stereotipi “che fa rock”. Ed ecco che la trasformazione è completata, tra risate e canzoni. Perché è così che Claudio ha conquistato il pubblico di tutte le età, quello che lo ha apprezzato su Rai Uno per due edizioni da record di Sanremo e che lo segue da anni nei suoi concerti. Se le sue canzoni vengono spesso definite poesie è perché dietro c’è una persona in grado di giocare con le parole come poche in Italia, una persona di spessore che sa ridere di sé e che – soprattutto – sa che non prendersi troppo sul serio è la chiave per non perdere il contatto con la realtà e con la gente.

Quella stessa gente che ha voglia di evasione e intrattenimento e che ha voluto premiare anche questa settimana la comicità a volte anche scorretta di Pio e Amedeo, che pure questo venerdì hanno toccato i quattro milioni di spettatori e battuto la concorrenza, nonostante dall’altra parte ci fosse un altro pezzo da novanta come Carlo Conti al debutto con la nuova edizione di Top 10.

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