Fabio Fazio contro la Rai: “Adesso basta”

Fabio Fazio si sfoga contro la Rai e svela che potrebbe lasciare la rete in cui conduce Che tempo che fa.

Fabio Fazio attacca la Rai e sulle pagine del Fatto Quotidiano critica le scelte dell’azienda di viale Mazzini per quanto riguarda i palinsesti e la gestione degli agenti dei personaggi televisivi. “Trovo ogni limite superato – ha affermato il conduttore di Che tempo che fa -. Qui entriamo nel campo dell’inaccettabile: da tempo mi viene riservato un trattamento che non ha eguali né precedenti”. Dopo un lungo silenzio, Fazio si è sfogato, affermando di aver avuto, tre anni fa, la possibilità di lasciare la Rai, ma di non averlo fatto.

“Tre anni fa, quand’ero già serenamente avviato altrove e la Rai mi chiese di restare – ha confessato – . Mi scappò detto che la politica non doveva più entrare nella tv. Da allora iniziò la guerra, perché quella mia frase fu letta come una questione personale. Uno stillicidio continuo, un linciaggio senza eguali né giustificazioni”. Il conduttore ha poi parlato dei numeri del suo show, sottolineando i successi di Che tempo che fa che sarebbe una risorsa importante per la Rai. “Io ho 18 minuti di pubblicità   – ha sottolineato, affermando che gli spot vengono pagati 50mila euro ogni 15 secondi –  […] voglio essere trattato da professionista che lavora in Rai”.

“Sono stufo di dovermi difendere per il mio lavoro”, ha affermato Fabio Fazio, che ha un contratto con la Rai sino al 2022. Dopo quella data non è scontato che ci sia un rinnovo. “Ho un contratto ancora per un anno e sto lavorando a un nuovo progetto per Rai3: una storia agiografica della tv per il 2021-’22. Ma non è scontato il prolungamento del contratto oltre la scadenza del ’21″. L’addio di Fazio all’azienda di viale Mazzini potrebbe cambiare molte cose, il conduttore infatti riveste nello show Che tempo che fa anche il ruolo di produttore con la società L’Officina. “Vai in onda di domenica, ma l’ufficio scritture chiude il venerdì – ha spiegato, rivelando come autoprodursi migliori la qualità del prodotto televisivo -. Non puoi comprare nemmeno i fiori: c’è l’Ufficio acquisti. Così è impossibile fare dall’interno programmi complicati come il nostro. Autoprodursi significa controllare il prodotto, accade pure per Bonolis, De Filippi, Floris”.

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