Amanda Lear racconta la verità: “Le voci su di me le ho inventate io”

Amanda Lear parla apertamente delle dicerie che circolavano sul suo conto e che l'hanno definitivamente lanciata

Dopo tanti anni Amanda Lear parla chiaramente delle voci che ne hanno caratterizzato la carriera. Tutto un gioco ben orchestrato.

Una vita ricca di avventure ed esperienze incredibili quella di Amanda Lear, che è tornata a raccontarsi nello studio di Verissimo, svelando a Silvia Toffanin alcuni retroscena che hanno dell’incredibile. Ha parlato della sua appassionante vita amorosa e non solo, descrivendo particolari aspetti della sua lunga carriera nel mondo dello spettacolo e dell’arte in genere.

Per molti anni si è discusso della possibilità che in realtà Amanda Lear fosse un uomo, scatenando la curiosità dei fan. Negli anni in cui la sua presenza era costante in tv, quella famosa domanda le sarebbe stata posta centinaia di volte. Ora è lei a tornare a parlare di quella vicenda, ammettendo d’aver creato quelle dicerie a proprio favore: “Avendo una voce così particolare, era possibile credere che fossi in realtà un uomo. È qualcosa con cui ho particolarmente giocato e, devo dire, che ha funzionato. Questa ambiguità mi ha aiutato tantissimo, dal momento che si parlava soltanto di me. Ho fatto tutto da sola. Sono stata la prima a cavalcare l’onda per pura e semplice provocazione. Mi serviva pubblicità al tempo ed è ciò che ho ottenuto. In molti ne parlano ancora oggi, puoi immaginare quanto abbia funzionato”.

Spazio però anche alla sua vita sentimentale, che l’ha vista al fianco di due degli artisti più influenti del ‘900. Mondi diversi, ma menti parimenti geniali: Salvador Dalì e David Bowie. Parlando di quest’ultimo, ha ammesso come non si sia trattato di un colpo di fulmine. La sua era, però, una personalità così fuori dal comune da affascinarla: “Ciò che gli mancava era l’educazione. Aveva però una gran voglia d’apprendere e scoprire tutto. La storia era una relazione particolarmente stimolante, sessualmente parlando, ma soprattutto a livello culturale. Io gli parlavo dei registi tedeschi e del surrealismo, lui mi ha pagato le lezioni di canto. Insieme abbiamo anche inciso un album, Star, ma non è mai stato pubblicato”.

La sua relazione più celebre è stata però quella con Salvador Dalì, del quale la Lear era perdutamente innamorata. Il loro però fu un amore platonico. Nessun rapporto fisico dunque: “Aveva solo bisogno di una musa”.

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