Sanremo, Codacons fa ricorso contro il televoto. E Ultimo attacca la Rai

Il Codacons annuncia un ricorso contro il televoto del Festival di Sanremo, mentre Ultimo attacca la Rai dopo la mancata vittoria

Non accenna a spegnersi la polemica intorno a Sanremo dopo la vittoria (a sorpresa) di Mahmood e il secondo posto del super favorito Ultimo.

Il Codacons infatti ha deciso di intervenire, annunciando un ricorso contro il televoto. Secondo l’associazione dei consumatori la vittoria del rapper milanese non avrebbe rispettato il volere del pubblico. Per questo motivo verrà presentato un esposto all’Antitrust.

Il Codacons ha affermato che “depositerà domani un formale esposto all’Autorità per la concorrenza denunciando il meccanismo di voto dell’ultima serata del Festival, che ha di fatto annullato le preferenze espresse dal pubblico con possibile danno economico per i cittadini”.

“Nella finalissima di ieri il cantante Ultimodenuncia l’associazione – è risultato essere il più votato dal televoto, ottenendo il 46,5% dei voti del pubblico, addirittura 30 voti percentuali in più rispetto al vincitore Mahmood, che ha ottenuto solo il 14,1% delle preferenze. Nonostante tali numeri schiaccianti, il voto della sala stampa e della giuria d’onore ha ribaltato la classifica del televoto, assegnando la vittoria a Mahmood. Ma così facendo il voto del pubblico da casa è stato di fatto annullato e umiliato – aggiunge il Codacons -, con conseguenze enormi sul fronte economico, considerato che i telespettatori hanno speso soldi attraverso il televoto, un televoto reso inutile dalle decisioni delle altre giurie”.

Nel frattempo anche Ultimo ha voluto dire la sua, dopo lo sfogo (durissimo) avvenuto durante la conferenza stampa post Festival. Il cantante di San Basilio ha pubblicato un video su Instagram in cui ha accusato la Rai di aver fatto spendere soldi ai fan per il televoto salvo poi non rispettare il volere del pubblico.

“La gente vota e spende – ha spiegato Ultimo – e io arrivo al 46,5%, poi un altro arriva al 14% e questa differenza viene ribaltata dal giudizio di giornalisti e da 8 persone, la giuria d’onore, che con la musica c’entrano poco o nulla […]. Mi viene da pensare che non è il festival scelto dal popolo ma dai giornalisti – ha aggiunto il cantautore romano rivolgendosi poi alla Rai -. Allora non fate votare la gente, non fate spendere soldi alla gente per quattro serate, perché se poi un artista riesce a prendere più del triplo dei voti questa sentenza non può essere ribaltata da 8 persone e dai giornalisti”.

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