Sanremo 2020, il commovente monologo di Alketa Vejsiu: “Grazie Italia”

Alketa Vejsiu, co-conduttrice della terza serata, commuove Sanremo 2020 con un monologo in cui ringrazia l'Italia

Un monologo per ringraziare l’Italia e per raccontare i sogni diventati realtà di una ragazza: Alketa Vejsiu ha commosso Sanremo 2020 con le sue parole. Frizzante e bellissima, la conduttrice albanese si è ritagliata anche un momento emozionante.

La co-conduttrice del Festival insieme ad Amadeus e Georgina Rodriguez, ha ripercorso il passato dell’Albania, segnato da una profonda povertà e l’amore per l’Italia, che ha voluto ringraziare a nome del suo popolo. “Tutto poteva costarti la libertà – ha svelato -, sembra assurdo ma era davvero così se vivevi nella dittatura. Se eri bionda venivi osservata con sospetto perché bionda era Raffaella Carrà. Durante quegli anni si imparava italiano ascoltando la Rai, Sanremo era Sanremo anche quando eravamo costretti ad ascoltarlo di nascosto. Era il prezzo da pagare se vivevi quegli anni bui”.

“Grazie Italia per avere tenuti accesi i nostri sogni – ha detto Alketa, visibilmente commossa -, non ci avete abbandonato. Non lo avete fatto quando raggiungevamo la vostra costa per vivere. L’Italia ha illuminato nostro cammino con la sua cultura, la sua musica, la sua arte e la sua bellezza. Sono qui stasera per dire grazie a Sanremo, grazie da noi che ti abbiamo sognato anche al di là del mare. Non sei soltanto tempio della musica italiana, ma anche esempio di integrazione”.

Alketa ha poi parlato di Ermal Meta, cantante albanese che da anni vive in Italia e che ha trionfato a Sanremo in coppia con Fabrizio Moro. “Un giovane ragazzo partito con la nave ha realizzato quello che sembrava impossibile per il mio paese – ha raccontato -, quel ragazzo si chiama Ermal Meta e con la sua vittoria nel 2018 ha risollevato l’orgoglio degli albanesi”.

“Noi tifiamo per la vostra musica e per tutti quello che vi appartiene – ha confessato la Vejsiu -. Anche ai mondiali tifiamo Italia, esultiamo ai vostri goal. La musica cancella i confini che ci separano. Non costruisce muri come a Berlino o in Messico. Semplicemente si diffonde e canta l’amore, i sogni, la vita e ci insegna ad amare e a volare. Oggi che il mio paese fa parte della grande famiglia europea sono volata qui per realizzare questo sogno. Mentre vi parlo mi viene in mente una canzone che Bobby Solo cantava qui su questo palco. Chiesi a mio padre di cosa parlasse  – ha concluso – e mi rispose che la lacrima che arriva da un cuore spezzato cresce e diventa un mare. Gli risposi ‘Ecco perché la lacrima è salata’. Quella lacrima è diventata per me metafora del dolore. E in quel dolore l’Italia è stata faro di salvezza”.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Sanremo 2020, il commovente monologo di Alketa Vejsiu: “Grazie I...