Rita Pavone “sovranista”: polemica su Sanremo (e sua replica)

La notizia della partecipazione di Rita Pavone a Sanremo ha suscitato molte polemiche sul web, da chi la accusa di essere “sovranista”. Lei replica: “Chiamata per cantare, non per fare politica”

L’annuncio della partecipazione di Rita Pavone a Sanremo (una dei due big aggiunti a sorpresa da Amadeus) ha scatenato una marea di polemiche e sfottò sui social, tra chi non ha ancora dimenticato alcune sue affermazioni infelici sui social, e la accusa di “sovranismo” e chi semplicemente la considera una scelta antica, in un Festival che vorrebbe invece guardare al futuro.

A sua difesa, si sono mobilitati molti giornalisti, colleghi ed esperti di musica, nel sottolineare insieme come Rita sia un mostro sacro della musica italiana, un’artista con una carriera di tutto rispetto. La stessa cantante, in una intervista rilasciata a Repubblica, ha cercato di mettere un punto alla querelle, spiegando di essere stata chiamata a Sanremo per cantare, non per fare politica. Anche perché lei di politica capisce poco e certe sue affermazioni social del passato sono state frutto di ingenuità e irruenza. Fatte di pancia e non di testa.

Intanto, su Twitter una sequela di commenti (negativi) accompagna l’annuncio del ritorno della cantante in gara dopo 48 anni, che diventa prima nelle tendenze.

“Ha scritto che Greta Thunberg sembra un personaggio da film horror. Con #Ritapavone, a Sanremo, i sovranisti avranno una degna rappresentanza!”. “Il manuale Cencelli applicato alla musica. #RitaPavone a #Sanremo2020 in quota sovranista. Ma in fondo è un’ottima notizia. Farà una figura atroce e ce la leveremo per sempre dai maroni”. E ancora: “Pare che il festival di Sanremo 2020 sarà trasmesso in bianco e nero e per cambiare canale devi alzarti dal divano”, ironizza un utente che aggiunge, a scanso equivoci, l’hashtag #ritapavone.

“Cosa avete fatto di così cattivo che la Befana vi ha portato Rita Pavone?”, twitta l’account di un sedicente Babbo Natale. “Ne ha collocati più il sovranismo che il Reddito di Cittadinanza”, aggiunge un altro. E non mancano neanche suggerimenti ironici a chi sta organizzando il Festival di Sanremo: “Accantonando le questioni di natura politica: mi pare di capire che #RitaPavone abbia 74 anni e non sforni un successo musicale dalla notte dei tempi. Prima di Sanremo mettete la scritta: ‘Adatto esclusivamente ad un pubblico di boomer'”.

Ma c’è anche chi twitta in difesa della cantante, soprattutto tra i vip: “Quelli che ieri si indignavano per la violenza verbale contro #rulajebreal oggi stanno attaccando con la stessa violenza #RitaPavone, una che ha una carriera di tutto rispetto”, scrive il giornalista Giuseppe Candela.

Anche la cantante Fiordaliso, difende su Twitter la collega dalle critiche: “Non capisco questo linciaggio di Rita Pavone. A volte (e sottolineo a volte), io non sono d’accordo con lei. Ma Sanremo non è politica, abbiate pazienza. Lei è una delle più grandi artiste italiane. O avete la memoria corta? Io sono contenta che partecipi”. Un tweet, quello di Fiordaliso, ritwittato anche da Rita Dalla Chiesa.

Elettra Lamborghini, che è lì solo perché mostra il culo e perché si chiama Lamborghini, non suscita polemiche. Rita Pavone suscita polemiche perché è sovranista. Ma di cosa parliamo?”. Red Ronnie sbotta così in un video pubblicato sul suo profilo Facebook.

“Rita Pavone è un’artista con una carriera che nessuno ha in Italia a livello femminile. Rita Pavone è andata all’Ed Sullivan Show. Nessuna altra donna italiana ci è andata. Elvis Presley entrò in uno studio e le disse: ‘Ti ho visto all’Ed Sullivan Show. Brava!’. Parliamo di Elvis. Rita Pavone ha una storia incredibile oltre ad essere una persona meravigliosa. Che io legga su Twitter ‘Ah fa la sovranista’ è assurdo”.

Lei, su Repubblica, si difende: “Mi hanno chiamata per cantare e non per rappresentare una parte politica nella quale non mi riconosco perché non mi riconosco in nessuna parte politica. Non so usare bene i social e cado nelle trappole più stupide. Vedo una cosa che mi piace e lo dico in modo avventato. Ne vedo un’altra che non mi piace, e allora seguo il mio umore e mi butto senza pensare troppo alle conseguenze che in Italia diventano marchi d’infamia. Ma davvero qualcuno pensa che io possa coltivare simpatie razziste? Non scherziamo. E persino mi dispiace parlare di queste cose. Io faccio beneficenza ma mi vergogno a dirlo”.

E sul famoso post infelice su Greta Thunberg che scatenò enormi polemiche nel marzo scorso. “Ho ripetuto tante volte che fu una gaffe enorme, un errore del quale mi sono pentita, ma del quale ora non riesco a liberarmi. Continuano a dipingermi come una carogna, come quella che odia Greta, e come se davvero mi piacesse chi inquina l’aria e sporca il nostro Pianeta”.

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