Oggi è un altro giorno, Scarpetta e i retroscena di Carosello Carosone

Eduardo Scarpetta, ospite di "Oggi è un altro giorno", ha svelato alcuni retroscena sulla fiction in onda su Rai 1 "Carosello Carosone"

È un giovane attore ma dalla strada già segnata: Eduardo Scarpetta, trisnipote dell’omonimo commediografo, si è raccontato ai microfoni di Serena Bortone nel corso dell’ultima puntata di Oggi è un altro giorno, lo show pomeridiano di Rai 1.

L’attore sarà il protagonista della fiction Carosello Carosone in onda il 18 marzo per celebrare i cent’anni dalla nascita dell’artista e venti dalla sua morte. Così, nel salotto della Bortone, Eduardo Scarpetta ha parlato di questa esperienza, a poche ore dalla messa in scena su Rai 1.

“È stata una gioia immensa. Non ti nascondo che quando ho fatto il provino, vedendo le foto di Carosone da giovane con mia mamma e con i miei amici, ho notato un po’ di somiglianza – ha raccontato alla conduttrice -. Ci speravo proprio: mi immaginavo già con i capelli gellati, i completi eleganti”.

Scarpetta ha confessato di essersi preparato a lungo per interpretare il ruolo di Renato Carosone, studiando canto e pianoforte: “Ho suonato davvero il piano in alcuni momenti della fiction, io che non avevo mai messo mano su uno strumento!”.

La vita dell’artista napoletano è stata ricca di successi e piena di avventure, come ha svelato Eduardo nel corso della puntata: “Carosone ha vissuto 9 anni in Africa. Ad appena 17 anni è andato in Eritrea a suonare, ma lì la sua musica non venne apprezzata”.

Proprio in Africa poi ha incontrato Lita – interpretata nella fiction da Ludovica Martino – che aveva già Pino, un bambino di 5 anni che fu riconosciuto da Carosone, e la fiamma del loro amore non si spense mai, nonostante la carriera che lo portò in giro per il mondo.

Negli anni che trascorse nel continente africano, l’artista fu protagonista di un episodio curioso: “Si è salvato la vita suonando la fisarmonica in mezzo al deserto”, ha rivelato Scarpetta. Nella strada per andare ad Asmara fu fermato ad un posto di blocco e sequestrato da una tribù indigena, che pensava che la fisarmonica fosse una radiotrasmittente. Così Carosone si mise a suonare lo strumento e i membri della tribù si misero a ballare: “Il capo tribù gli chiese pure l’autografo!”, ha detto tra le risate l’attore.

L’artista napoletano fu innovativo anche nella sua uscita di scena, salutando il suo pubblico quando era all’apice del successo: “Fu completamente a sorpresa – ha affermato Scarpetta -. La trovo una scelta comprensibile, aveva toccato il massimo. Dopo si poteva solo scendere, e lui si sarà detto: ‘Io prima di quel momento me ne vado’. Lui girava il mondo nel ’55, quando si doveva stare in un posto per tutta la tournée e poteva curare poco gli affetti”.

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