Modena fa un grande regalo a Pavarotti

Modena ha deciso di fare un grande regalo a Luciano Pavarotti, dedicando al tenore una statua. Ecco l'emozione indescrivibile di Nicoletta Mantovani

Luciano Pavarotti statua modena

Fonte: Twitter

 

Modena celebra Luciano Pavarotti con un grande regalo: una statua di due metri che lo ritrae in una delle sue pose più famose: mentre saluta il pubblico alla fine di un concerto, con il foulard in mano, il sorriso sincero e le braccia aperte. L’opera, realizzata dallo scultore Stefano Pierotti, è stata presentata in questi giorni e verrà posizionata sotto il portico del Teatro Comunale di Modena, la città del grande tenore.

La statua è stata inaugurata con una cerimonia sulle note della “Ghirlandeina” alla presenza delle figlie di Luciano Pavarotti e di Nicoletta Mantovani. “Spero di aver colto l’anima di questa grande personalità artistica, che ha rappresentato l’Italia nel mondo – ha spiegato l’artista Stefano Pierotti –. Di lui, tutti mi hanno raccontato il sorriso, ed è proprio così che l’ho voluto raffigurare. Sorridente, felice, solare. Per è una grande emozione – ha aggiunto -, come sempre avviene quando si scopre una propria opera, ma amplificata in questo caso dall’importanza del personaggio rappresentato. L’incontro con la famiglia di Pavarotti è stato davvero toccante: nella stretta di mano e nelle parole di Nicoletta Mantovani ho colto una sincerità e un calore che mi rendono davvero orgoglioso”.

“Questa è una serata molto emozionante, un sogno che si realizza – ha spiegato la seconda moglie di Pavarotti, Nicoletta Mantovani –. Modena aveva voglia di questa statua, e sono felice che sia stato possibile creare questa collaborazione con Pietrasanta: Luciano amava le collaborazioni, amava costruire ponti e non muri. Si tratta di una grande festa, ed è bellissimo vedere qui tanti amici”.

Sono passati anni, ma nessuno ha mai dimenticato il grande tenore. Pavarotti è rimasto nel cuore di tanti fan, in giro per il mondo, non solo per il suo talento e quella voce unica, ma anche per l’umanità e il calore che metteva in tutto ciò che faceva.

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