Martina Colombari e l’odio social: “Basta darmi dell’anoressica”

Martina Colombari si sfoga ai microfoni de “I lunatici” sull’odio social sulla sua magrezza: “Dicono che sono un cattivo esempio, un’anoressica schifosa. Mi incolpano di qualcosa che non sono”

Martina Colombari da anni è diventata una runner e un’atleta semi professionista. I suoi allenamenti, costanti e intensi, vengono raccontati anche sui social e la show girl, oltre ad aver trovato nello sport la sua medicina naturale per vivere e sentirsi bene, ha costruito negli anni un fisico atletico e scolpito dalla corsa e dagli esercizi.

C’è molta differenza tra la magrezza “sana” data dallo sport e da una alimentazione regolare e quella malata dovuta a ben altri problemi. Ma spesso la gente, per ignoranza o superficialità, non lo sa o finge di non saperlo, e attacca per il gusto di ferire e far rumore. Martina è spesso bersaglio di questo odio social, focalizzato sulla sua magrezza. La si accusa di essere anoressica, di dare un cattivo esempio. Quando, al contrario, non c’è esempio migliore di chi ha trovato nell’attività sportiva la propria valvola di sfogo e sistema per stare in forma.

La show girl, ai microfoni di Radio 2, durante  la diretta de “I Lunatici” è tornata per l’ennesima volta sull’argomento, sfogandosi amaramente.

Ho molti follower su Instagram e cerco di far vedere una Martina reale. Sui social si lamentano perché sono troppo muscolosa o troppo magra. Mi arrabbio molto quando dicono che sono un cattivo esempio per le ragazze, che porto il messaggio della donna anoressica. Non si rendono conto che l’anoressia è una malattia che porta alla morte, è come se mi accusassero di incitare alla magrezza. Le ragazze che soffrono di anoressia e bulimia soffrono per mancanza d’amore, sicurezza, affetto, una violenza subita, un lavoro perso. E quindi mi spiace perché mi incolpano di un qualcosa che io veramente non faccio.

Non si rendono conto che con le parole si feriscono le persone. Mi dà molto fastidio. Spesso li lascio perdere, quando però iniziano ad essere pesanti o scrivono cattiverie è giusto rispondergli. Va bene la democrazia, va bene che sei un personaggio pubblico, però c’è differenza tra un commento, una critica, o una minaccia. Bisogna tornare ad avere maniere gentili che ci siamo un po’ dimenticati. Questo fatto che i social ci avvicinano non significa che una pacca sulla spalla è concessa. Ci siamo dimenticati che cos’è l’educazione. Se tu mi incontrassi per casa, avresti il coraggio di dirmi certe cose? Non credo. E allora cosa ti dà il coraggio di dirmi che sono una anoressica schifosa?

 

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