Chi era Luis Sepúlveda: le frasi e i libri più belli

Luis Sepúlveda ha raccontato nei suoi libri la sua vita avventurosa di guerrigliero, viaggiatore e intellettuale

Esule politico, ecologista, viaggiatore, guerrigliero, ma soprattutto scrittore: Luis Sepúlveda era tutto questo e molto altro. Difficile raccontare la sua arte, più facile leggerla. Pagine che scorrono, personaggi che lasciano il segno e storie che toccano nel profondo il lettore. Nei suoi libri lo scrittore cileno, a metà fra l’America Latina e l’Europa, ha riversato le sue avventure in giro per il mondo, le fughe rocambolesche e i grandi amori, come quello per la poetessa Carmen Yáñez.

Uomo di sostanza e mago delle parole, è conosciuto in tutto il mondo per un piccolo straordinario capolavoro come Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Un romanzo di grandi sentimenti e una storia universale pubblicata negli anni Novanta. Sono i libri scritti da Sepúlveda a raccontare la vita straordinaria e avventurosa di questo scrittore, nato nel 1949 a Ovalle, in Cile.

L’esordio arriva con Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, in cui ripercorre i sette mesi nella foresta amazzonica in compagnia degli Indios Shuar. Un’avventura nata dopo che, negli anni Settanta, espulso dal Cile, si unì all’Unesco per studiare l’impatto della civilizzazione sulle popolazioni native. Poco dopo arrivò Il mondo alla fine del mondo, reportage della sua esperienza con Greenpace negli anni Ottanta, fra inseguimenti, lotte contro i pescatori giapponesi e incontri con le balene.

La militanza politica scelse di raccontarla solo qualche tempo dopo, in La frontiera scomparsa, dando voce a un prigioniero cileno che fugge dalle prigioni di Pinochet superando Argentina, Bolivia, Perù, Ecuador e Colombia, sino a Panama e infine in Spagna. Per scoprire la sua storia d’amore, travolgente e bellissima, con la poetessa Carmen Yáñez, basta leggere La lampada di Aladino. Fra le pagine la storia di due giovani che partecipano alle lotte del movimento studentesco negli anni della dittatura di Pinochet. Una relazione raccontata anche in Un nome da torero, con protagonista un ex guerrigliero cileno.

Fra i suoi capolavori anche Diario di un killer sentimentale e Incontro d’amore in un paese di guerra, in cui, ogni volta, nascondeva un pezzo di sè e della propria storia. Sino al poliziesco L’ombra di quel che eravamo, nato dopo un pranzo con un’amico, membro di un movimento armato che si scontrò duramente con Pinochet.

“Viaggiando in lungo e in largo per il mondo ho incontrato magnifici sognatori, uomini e donne che credono con testardaggine nei sogni – diceva -. Li mantengono, li coltivano, li condividono, li moltiplicano. Io umilmente, a modo mio, ho fatto lo stesso”.

Luis Sepulveda

Luis Sepulveda – Fonte: Ansa

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