Loredana Bertè in minigonna: “Ognuno libero di essere e amare chi vuole”

Loredana Bertè posta una foto di lei giovane e bellissima, in minigonna, sua divisa di emancipazione dell'epoca. "Ognuno deve essere libero di vestirsi ed essere chi vuole"

Loredana Bertè è sempre stata un passo avanti a tutti: la prima donna rock, libera e trasgressiva, la prima a fregarsene di giudizi e moralisti, la prima ad avere amici del cuore omosessuali, a circondarsi di musicisti di colore quando ancora il razzismo- soprattutto in America- era vincolante. La prima a gridare al modo, attraverso la sua musica, le sue esibizioni, che la libertà, personale, artistica, sessuale, viene prima di ogni altra cosa.

E lo ribadisce ancora oggi, dopo 50 di carriera, dopo che le lunghe battaglie femministe e sociali di quegli anni, quelli in cui cominciava a cantare ed esibirsi,  avrebbero dovuto portare ad una società migliore. E invece gli ultimi fatti di cronaca, da Willy a Maria Paola Gaglione, dimostrano che c’è ancora molta strada da fare.

E allora Loredana ha postato varie foto d’epoca in questi giorni, a testimonianza del suo pensiero. Nella prima, pubblicata il 10 settembre la si vede circondata negli anni ’70 dai suoi musicisti di colore e il commento:

Negli anni ottanta avevo una band composta da tutti ragazzi afroamericani: i Platinum Hook. Musicisti americani strepitosi! In un day off del tour, non ricordo bene dove fossimo, arrivammo in un albergo.
Io ero già famosa e Aida era con me. All’ingresso, nonostante io fossi una loro cliente da sempre, ci dissero in modo sgarbato che io ed Aida potevamo entrare ma gli altri no perché erano “NEGRI”.
“Se non entrano loro non entriamo nemmeno noi”, girai i tacchi li mandai a fanculo e non ci tornai mai più.
Sono passati 40 anni e, cosa è cambiato?
Cinque codardi contro un ragazzino.
La vita di una persona oggi vale tanto quanto i like di un post.
Si è superato ogni limite
Bullismo, codardia, razzismo ed altre cose orrende.
Urlerei che mi fanno tutti schifo, ma invece, a guardare la foto di quel ragazzino con gli occhi enormi e quel sorriso così dolce, e pensarlo morto, mi viene solo da piangere e non uscire più di casa. Aprite gli occhi, tutti. Perché qui stiamo degenerando all’inverosimile. Si respira aria nazi/fascista ma lo si nega. Quello che è successo a Willy è INACCETTABILE. E deve esserlo per tutti voi. Non si possono tollerare affermazioni o azioni che sono anticostituzionali. BASTA!

Nella seconda invece, pubblicata il 16 settembre, la si vede, giovanissime e bellissima, in bicicletta. E in minigonna, sua “divisa d’emancipazione” dell’epoca. E il commento:

Quando andavo al liceo arrivavo con la minigonna e 2 pennelli in tasca, quando giravo in bici le auto si tamponavano perché gli autisti si giravano a guardarmi. All’epoca la minigonna era considerata scandalosa ma io ne ho fatto la mia DIVISA DI EMANCIPAZIONE FEMMINILE. Ognuno è libero di vestirsi come vuole, essere chi crede ed amare chi sceglie di amare. Grazie Mary Quant 💙

Noi invece ti diciamo: “Grazie, Loredana”

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