Lockdown all’italiana: polemiche sul film e rabbia della vedova Vanzina

Lockdown all’italiana, il nuovo film di Enrico Vanzina, ha già scatenato mille polemiche, per il presunto cattivo gusto di lucrare sulla tragedia. E la vedova di Carlo pubblica un post al vetriolo

Enrico Vanzina non poteva pensare (né sperare) in una migliore pubblicità per il suo nuovo film post quarantena: Lockdown all’italiana. Fedele al detto “purché se ne parli” la pellicola, che uscirà il 15 ottobre 2020, è già schizzata di tendenza sui social.

Il motivo è presto detto: un film alla Vanzina, commedia dei doppi sensi, sul lockdown appena trascorso, con le inevitabili situazioni paradossali nate dalla convivenza forzata, che non è piaciuto per nulla a chi quel lockdown lo identifica con gli oltre 30mila morti in Italia e con una parentesi nera, drammatica, di morte e dolore, sulla quale – scrivono su twitter- “c’è ben poco da scherzare”.

E se pure, obietta qualcuno  anche altri registi in passato (Monicelli con La Grande Guerra, Benigni con La vita è bella) hanno diretto commedie su tragedie ancor più grandi, è anche vero che lo hanno fatto con garbo e ironica, dove la risata – amara -nascondeva riflessioni e messaggi importanti. Gli antieroi Sordi e Gassmann costretti a combattere una guerra più grande di loro, che finiscono per riscattarsi, e un padre che cerca di nascondere con la fiaba le brutture della guerra al proprio figlio.

Nel nuovo film di Enrico, il lockdown diventa pretesto per le reiterate situazioni “pecorecce” di tradimenti e crisi coniugali, dove il solito sessantenne perde la testa per la vicina di casa ventenne (“Il problema non è ironizzare sul lockdown, ma bensì produrre un film, ancora nel 2020, dove un ultrasessantenne sposato prova a mettere le corna alla moglie con la ventenne figa di turno.. ” scrivono su Twitter). Forse è soprattutto questo il problema del film: usare il lockdown come pretesto e non come mezzo di riflessione.

In rete è un sussseguirsi di critiche (“Che altro ci farà vedere Vanzina? “Natale in terapia intensiva“ con Boldi e De Sica? “Questa è l’Italia del futuro: un paese di filmetti e canzonette mentre fuori c’è la morte” “È un momento in cui abbiamo bisogno di conforto e bellezza e quella roba è di una bruttezza che avvilisce”).

E mentre Enrico si difende, spiegando “Il mio film non scherza sulla morte. Ho voluto offrire un messaggio positivo di ripartenza“. In una intervista al Corriere della Sera ha detto: “Due anni fa, ho avuto mio fratello Carlo morto nel giro di sei mesi, ho toccato la morte con mano, ho scritto un libro sul senso della morte. Vi pare che proprio io possa scherzare sulla morte?”. Scrivere e organizzare un film chiuso in casa non è stato facilissimo, girarlo a luglio con le nuove direttive Covid non è stato facilissimo. Perciò è un film piccolissimo, però verissimo, come se fosse un grande film, un lavoro del quale vado molto fiero”

In mezzo a tutto questo bailamme Lisa, vedova di Carlo Vanzina, ha scritto un post al vetriolo contro il cognato : “Questa è un’altra VERGOGNA di questo Paese che distribuisce uno schifo del genere. Approfittarsi di un periodo storico drammatico che ha causato e continua a causare morti, famiglie senza più affetto, persone senza più un lavoro, il moltiplicarsi in fila alla Caritas per un pasto non ha ragione di essere visto ma disprezzato nel suo intento di cavalcare non solo la morte di mio marito per farsi pubblicità, ma il dolore di milioni di persone travolte da un dramma epocale. VERGOGNATI Enrico Vanzina!!”.

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